Seguo attento le puntate della crociata pro “rinascimento civico” dell’assessore Putzu, ultima delle quali contro i ciclisti del centro. Figurarsi se mi permetto, per temperamento ed esperienza personale, di criticare a priori prese di posizione un po’ sopra le righe.

Ammetto però di essermi stropicciato gli occhi dallo stupore nel leggere il suo invito ai cittadini a non aggrapparsi ai cavilli legali, riguardo le possibili contestazioni per multe in forte odore di annullabilità.

Proprio memore dell’abitudine a spaccare il capello in quattro quando il nostro era all’opposizione, con animo costruttivo lo invito a prendere atto che una volta titolare dell’obbligo di amministrare, i cavilli legali smettono di essere trascurabili dettagli, per diventare paletti con cui far conto senza sosta.

D’altronde è proprio coi cavilli legali che molti suoi colleghi di giunta si guadagnano il pane e sono certo che non mancheranno, alla bisogna, di puntualizzarne l’importanza, a garanzia del pubblico interesse.

Se governi, puoi fare ciò che la legge ti consente e solo quello, specie se norme e regolamenti parlano chiaro. Putzu dice di non avere obblighi in merito alla segnaletica: a me, dopo un rapido sguardo a un paio di articoli del codice della strada, pare il contrario (ma mica devo giudicare io).

Il punto é che agire un tanto al chilo e comminare sanzioni su presupposti normativi inesatti, ti espone a ricorsi e costose operazioni di rimborso, con annessi e connessi a carico delle finanze pubbliche.

Voler capire non è lana caprina. Io non mi schiero certo con i benaltristi che, passando da un “ma anche” all’altro, pensano ci sia sempre qualcosa di più importante di cui occuparsi. Lunga vita a chi vuol far rispettare le regole.

Vada avanti imperterrito, assessore. Accerti però – col conforto delle carte – e ci dica se il Comune può stare tranquillo per le contravvenzioni elevate in via XX settembre in questi giorni o se dovrà accollarsi, oltre all’eventuale magra figura per un’azione improntata alla superficialità, gli oneri di restituzione del mal tolto agli indisciplinati ciclisti piacentini, ipotesi per nulla da scartare.

Perché spesso la forma é sostanza e…la gatta frettolosa fa i gattini ciechi.

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