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ASP. Chi sa, fa. Chi non sa, scrive balle e lancia falsi allarmi!

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Non amo i radicalismi, ma altrettanto fuggo dalle forme indefinite che inglobano tutto e il suo contrario.- Stefano Cugini

Vittorio EmanueleFarla semplice è una dote. Banalizzare è invece indice di pigrizia mentale o ipocrisia.

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C’è una politica che ha fatto il suo tempo. E che deve andare a casa. È quella della polemica continua e pianificata, quella della delegittimazione a prescindere del lavoro degli altri. Chi, come me, vive la prima esperienza politico/amministrativa, fatica ad accettarlo, eppure resistono quelli che se la cantano e se la suonano su questa linea per nulla virtuosa. È un brutto atteggiamento, che contagia anche le nuove leve e fa perdere un sacco di tempo. Oggi c’è da parlare meno, studiare di più e agire meglio, per risalire la china e riparare i danni dei troppi che per anni si sono impegnati poco e pure male.

A Piacenza, gira che ti rigira, torna sempre in ballo Asp. Nell’ultimo consiglio comunale ho risposto all’ennesima interrogazione, stavolta di Forza Italia.

Se ne facciano una ragione: i conti tornano, gli impegni sono rispettati, i servizi aumentano e la soddisfazione è grande. Non è che a ripetere in continuo le solite domande, si può sperare di avere responsi diversi.

A stretto giro arriva la “sentenza” di Massimo Polledri. È il turno della Lega Nord, che tira in ballo lo sfratto, a suo dire improvviso, dei Nati Stanchi dai locali del Vittorio Emanuele per far spazio, parrebbe, ai profughi.

Lo schema del consigliere Polledri è un cliché noto in casa Lega Nord: si prende un argomento, lo si estrapola dal contesto, si riducono le informazioni all’osso, incuranti di alterare il dato di realtà e si dà il tutto in pasto all’opinione pubblica.

Come quegli uccelli che nutrono i piccoli masticando prima il cibo fino a renderlo poltiglia. Di questo stiamo parlando, di melma creata ad arte sul presunto sfratto improvviso dei Nati Stanchi dai locali del Vittorio Emanuele, per far spazio – si dice – ai profughi.

E allora andiamo con ordine. Prima di tutto, la sede occupata dal 2002 (ma quali 51 anni!) da una fra le più meritevoli associazioni di cui Piacenza può vantarsi, non è tornata nelle disponibilità di Asp perché destinata all’accoglienza dei migranti, cosa non vera, ma all’ampliamento della comunità minori non accompagnati.

Come Polledri sa, non foss’altro perché la cosa è stata spiegata più volte (anche nella commissione welfare che presiede e non riesce a portare a termine), la presa in carico di chi non ha raggiunto la maggiore età, straniero o italiano non importa, è un dovere di legge in capo ai Comuni.

Siamo di fronte a numeri in costante aumento e io stesso ho più volte pubblicamente lanciato l’allarme, tanto a livello locale, quanto regionale e nazionale.

Nemmeno per noi è stato facile prendere questa decisione ma con quale motivo di interesse pubblico avremmo giustificato il costo di affitto di un’altra struttura per adempiere a un obbligo di legge, avendone una di proprietà contigua al medesimo servizio che dobbiamo obbligatoriamente sviluppare?

Quando Polledri parla di sfratto senza dilazione è nel torto. Si è informato male o le spara tanto per spararle? Proprio perché riconosciamo il valore dell’attività dei Nati Stanchi, abbiamo più volte prorogato l’uscita e il collega Bisotti, pur senza obblighi di legge in capo al Comune, si è impegnato al massimo per trovare una soluzione alternativa che, come poi è avvenuto, soddisfasse appieno le esigenze del sodalizio.

Nel mentre nessuno è stato lasciato senza casa, dato che Asp ha messo a disposizione la propria sala cinema di via Campagna, oltre a un magazzino per il ricovero degli arredi, in attesa del trasferimento nella nuova sede, i depositi della legna e l’orto che tuttora curano.

La cosa peggiore è leggere, ancora una volta, l’accusa di snaturare Asp, privilegiando l’accoglienza de profughi all’assistenza ad anziani e disabili.

Qui siamo nel campo dello sciacallaggio politico bello e buono, ai limiti della calunnia. Dato che Massimo Polledri è persona scaltra e navigata, e considerato il numero di chiarimenti sul tema, si può trattare solo di strumentalizzazione.

D’altronde, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Lo dico chiaro ai piacentini: nessun locale di Asp sarà mai sottratto ai nostri anziani e ai nostri disabili. Prova ne sia che l’appartamento del caso era adibito a sede dei Nati Stanchi, non a ospitare gli ospiti della Casa di cura. Nessuna unità di personale di Asp sarà mai distolta dai compiti tradizionali per dedicarsi ai profughi.

Con regolare gara europea la gestione dei richiedenti asilo è stata affidata a un soggetto terzo, mentre Asp sarà impegnata per gli adempimenti burocratici e il coordinamento del servizio.

Mi chiedo le ragioni profonde per cui ogni occasione diventa funzionale a qualcuno per gettare fango su Asp e sull’Amministrazione.

So di ripetermi, ma è tempo di scelte, complesse e coraggiose. Lo dico con la serenità di chi opera davvero per il bene comune, cercando il meglio possibile per tutti, Nati Stanchi compresi.

Capisco il disagio momentaneo, causato da una burocrazia di cui il Comune è la prima vittima, ma anche questo va inserito in un contesto più ampio, fatto di priorità da mettere in ordine. I responsabili dell’associazione, volontari dall’animo grande, sono i primi a capirlo e non hanno certo bisogno di improvvisati difensori d’ufficio.

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