Aria nuova. O Copia-incolla, Ctrl C/Ctrl V, sulla tastiera del computer.

La Treccani invece lo chiama plagio.

Che l’assessore Erika Opizzi presenti tronfia come fosse farina del sacco della sua amministrazione gli effetti della delibera sul trasporto scolastico e li intesti come il “nuovo corso” è il colmo.

L’assenza di aumenti sulle tariffe e la linea dura con i morosi sono solo quanto proposto dalla precedente giunta e poi deliberato in Consiglio comunale il 20 febbraio 2017.

A rendere ancora di più i termini del paradosso è che l’assessore, allora consigliera, uscì al momento del voto nell’apposita commissione 1 del 14 febbraio, per poi esprimere parere contrario, con tutto il centrodestra, nel succitato consiglio del 20.

Viene da chiedersi cosa può aver giustificato questa svolta a 180° se non il riconoscere finalmente la bontà della proposta originale.

A chi volesse il conforto delle carte, basta andare nella sezione “amministrazione trasparente” del sito web comunale, seguire il percorso “provvedimenti/provvedimenti organi indirizzo politico” e cercare MODIFICA E INTEGRAZIONE DELL’ATTUALE DISCIPLINA DELLE TARIFFE PER LA FRUIZIONE DI BENI E SERVIZI E CONFERMA ALIQUOTE ED ESENZIONI DI IMPOSTE COMUNALI PER IL TRIENNIO, spendendo qualche minuto a leggere l’atto “6/2017” e i relativi allegati.

Ci si accorgerà del fatto il 28 dicembre 2016 è stato l’assessorato ai servizi sociali a inviare le proposte di integrazione dei criteri delle tariffe in cui, alla voce TRASPORTO SCOLASTICO, sta scritto:

La fruizione del servizio di trasporto scolastico è soggetta al pagamento di una tariffa.
Si propone di prevedere, a partire dall’a.s. 2017/2018, che la fruizione del servizio di trasporto sia condizionata dall’intervenuto pagamento, da parte delle famiglie, delle rette degli anni scolastici pregressi.

Si vedranno anche che il 20 febbraio 2017, con delibera 6, il Consiglio comunale approva la MODIFICA E INTEGRAZIONE DELL’ATTUALE DISCIPLINA DELLE TARIFFE PER LA FRUIZIONE DI BENI E SERVIZI.

  • Chi vota a favore? Il centrosinistra.
  • Chi vota contro? Il centrodestra, compresa l’allora consigliere e oggi assessore Opizzi.

Dalla trascrizione ufficiale dell’intervento, le parole dell'(ex) assessore al bilancio Gazzola, al momento della presentazione della proposta poi votata, lasciano pochi dubbi:

La proposta che con la delibera si sottopone al Consiglio è quella di confermare per il triennio 2017-2019, così come peraltro stabilito dalla legge di bilancio per l’anno in corso, le aliquote già in vigore lo scorso anno per quanto riguarda l’imposta sulla pubblicità e sulle pubbliche affissioni, per quanto riguarda i canoni di concessione per l’occupazione di suolo pubblico (COSAP), per quanto riguarda le aliquote e le detrazioni IMU e altresì le aliquote TASI, compresa la percentuale del 10% a carico dell’inquilino. In sostanza vengono confermate le aliquote dello scorso anno per queste voci.

Un’altra modifica in termini di criteri che si propone su proposta della Direzione Operativa Servizi alla Persona e al Cittadino … sono due e riguardano: una, la refezione scolastica per la quale attualmente è prevista per gli utenti non residenti, quindi per i ragazzi che risiedono nei comuni attorno a Piacenza e che frequentano le nostre scuole; è previsto il pagamento di una tariffa intera, non soggetta alle agevolazioni e riduzioni di cui beneficiano i ragazzi residenti in città. La proposta è di prevedere la possibilità di attivare appositi accordi per l’anno scolastico venturo con i comuni di residenza di questi utenti, di questi ragazzi, per cui, a condizione di reciprocità, si applica il regime tariffario previsto nelle rispettive regolamentazioni in materia di refezione scolastica. Ossia, se il ragazzo beneficerebbe, qualora frequentasse la scuola del proprio comune, di una riduzione o di una agevolazione, possa beneficiarne anche frequentando le scuole e la mensa scolastica nel Comune di Piacenza a condizioni di reciprocità per gli alunni che, residenti a Piacenza, frequentassero le scuole fuori dal nostro Comune. Questa è la prima modifica, il primo criterio che viene modificato.

Il secondo riguarda il trasporto scolastico che, come sappiamo, è soggetto al pagamento di una tariffa, e la proposta è quella di prevedere, a partire dall’anno scolastico venturo 2017-2018, che la fruizione del servizio del trasporto sia condizionato all’intervenuto pagamento da parte delle famiglie delle rette relative agli anni scolastici pregressi; ossia: potrà beneficiare di questo servizio a condizione di essere in regola con il pagamento delle rette relative agli anni precedenti.

Al paziente lettore le debite conclusioni

Idem come sopra per quanto riguarda l’ipotesi di istituire una tessera prepagata per il servizio mensa: perché dichiarare in modo così avventato che prima sarebbe mancata la volontà politica?

Niente di più falso, solo che allora si ritenne che il passaggio preliminare necessario fosse l’informatizzazione delle iscrizioni al servizio di refezione scolastica e che si sarebbe proceduto in via sperimentale a testare il nuovo metodo nelle scuole più frequentate.

Piacenza ha 100.000 abitanti, non è come un qualsiasi altro comune della provincia. Questioni di struttura organizzativa, di risorse e analisi delle conseguenze di ogni atto impongono valutazioni ben più complesse dei facili annunci. Se ne accorgeranno presto i neo amministratori.

I furbetti si annidano ovunque, ma prima di tutto bisogna trovare gli strumenti per far si che nella rete non finiscano penalizzate le famiglie in reale difficoltà, perché a Piacenza non lasceremo che si verifichino casi come quelli di Adro, Cavenago, Corsico e via discorrendo.

L’amministrazione Barbieri gode di ampia maggioranza e tutti aspettiamo con trepidazione la realizzazione del programma che gli elettori hanno premiato.

Non c’è bisogno di prendere costante distanza pubblica da chi si è democraticamente vinto, specie se, nel mentre, si lavora col copia/incolla dell’altrui impegno senza riconoscerne la paternità. Quando gli indizi si moltiplicano, allora è dura non pensare di avere in mano la prova.

Qualche esempio?

Il bilancio definito per tutta la campagna elettorale da “profondo rosso”(assessore Putzu) e poi votato all’unanimità perché le carte parlano chiaro e i revisori dei conti hanno certificato numeri in perfetto ordine.

O l’imprudente affermazione (assessore Mancioppi) per cui dopo 15 anni di tentennamenti è arrivato chi risolverà il problema dell’amianto a Borgotrebbia, salvo dover poi ammettere che quanto si andrà a fare nei prossimi mesi è frutto di un’ordinanza della passata amministrazione che aveva già definito ogni passaggio.

Per non dire della questione “Piacenza capitale della cultura 2020”, con il Sindaco a lamentare di non aver trovato nulla e di dover cominciare da zero con tempi strettissimi e l’ex assessore alla cultura a dimostrare invece la mole enorme di lavoro già predisposto e pronto a essere raccolto nel famoso dossier.

O anche dello stato di abbandono in cui da 15 anni versa il Quartiere Roma e della squadra di Polizia municipale annunciata dall’assessore Zandonella, veloce a dimenticare che un nucleo dedicato in zona è attivo già da mesi. Seguirà interrogazione apposita.

Prima o poi arriverà il momento di camminare con le proprie gambe. Spero solo che questa partita della delegittimazione pubblica di chi c’era prima finisca e si possa magari cominciare a sentire in concreto quella disponibilità a collaborare che per ora si è limitata all’immancabile invito pro-forma alla prima seduta del Consiglio.

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