Faccio parte di un’amministrazione che ha attraversato forse il più difficile periodo dal dopoguerra a oggi. Rivendico un’attività frenetica, a dispetto di chi parla di torpore e immobilismo, con tanti risultati ottenuti o in cantiere (basta scorrere la linea del tempo qui sotto).

L’asilo internazionale di via Sbolli però mi resterà nel cuore. Sarà il ricordo più bello di questa esperienza unica. Non tutti gli amministratori hanno la fortuna nel loro mandato di poter inaugurare un asilo. Io ci sono riuscito in tre anni. Non era un progetto nel cassetto: è stato pensato, voluto con caparbietà, si è creata la rete, si sono superate difficoltà economiche e burocratiche, si è costruito. Lo si è trasformato in una conquista collettiva, pubblico e privato insieme per il bene della comunità.

Ricordo come fosse oggi le perplessità iniziali, i “chi te lo fa fare“, “non è il momento giusto“, “c’è la crisi, i genitori tengono i bambini a casa“, “a Piacenza la fascia 0-6 anni comunale non esiste“.

Niente, abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo, perché ancora prima che una struttura avevo in testa un messaggio di speranza, un simbolo, la prova che crediamo nel futuro e nelle giovani generazioni.

Grazie a tutti quelli che ci hanno creduto con me. Grazie soprattutto ai genitori, che in pochi giorni hanno allontanato le mie paure (“e se poi non ci sono iscrizioni?“).

Abbiamo letto un bisogno e la risposta è stata immediata e clamorosa. Quando guidi una comunità e ti accorgi che il bisogno letto era corretto, è la più grande soddisfazione che possa capitarti. Se poi di mezzo ci sono i bambini, beh, voli per un po’ a un metro da terra. Oh Yes! 🙂

Non é tempo per gli infallibili e per quelli che “la colpa é sempre di qualcun altro”. I miei supereroi sono gli onesti operai con le borse sotto agli occhi per la fatica quotidiana e il sorriso pronto di chi ha sogni da inseguire e condividere.- Stefano Cugini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *