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ASP Città di Piacenza, #andreastaisereno

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Ci spaventano le cose che non conosciamo, ma a volte è meglio conoscere una cosa per provarne una sana e consapevole paura.- Stefano Cugini

asp città di piacenzaAndrea Pollastri (FI) si stupisce della risposta dell’assessore regionale alla sanità Carlo Lusenti a una sua interrogazione sulle difficili situazioni finanziarie in cui versano le Asp.

Scoprendo che la legge di riordino delle prestazioni socio-sanitarie consente agli enti margini di manovra nell’individuare forme alternative di gestione «comprovate da specifiche valutazioni economiche», dice che gli «piacerebbe sentire il parere degli enti locali su questa bella novità».

Dato che siamo chiamati in causa, vorrei rassicurarlo sul fatto che per noi questa non è una notizia nuova e non aggiunge nulla al nostro piano di lavoro.

Che l’Asp “Città di Piacenza” sia in difficoltà non è un mistero e che non ci sia tempo da perdere non lo dico da adesso.

Se è fallimentare un modello, una gestione o sono nefaste le condizioni date dalla crisi lo trovo in tutta franchezza, ora come ora, secondario.

Oggi la politica e gli amministratori che ne sono interpreti devono dimostrarsi all’altezza prendendo decisioni non scontate, ed è proprio la conoscenza della legge (nº12 del 26/07/2013) che in questi mesi ci ha consentito di aprire un serrato confronto con la Regione Emilia Romagna per voltare pagina.

È un preciso mandato che ho ricevuto: stiamo gestendo noi questo passaggio, per non subire in futuro soluzioni calate dall’alto.

Asp, come la concepiamo oggi, non può andare avanti, così come non basta una semplice operazione di imbellettamento.

Va trasformata in un soggetto più dinamico, efficiente, efficace, economico. Dobbiamo riconsiderare le risposte che dà ai bisogni del territorio, quelle che può dare, quelle che è giusto dare, in che forma e con quali strumenti.

Conosciamo le strade possibili e tutte implicano le scelte coraggiose che ho già anticipato in altre occasioni.

I nostri uffici da settimane verificano pro e contro delle opzioni e il confronto si sposterà presto nella commissione welfare, pensata apposta perché tutti i rappresentanti politici dei piacentini, non solo la maggioranza, possano scegliere la direzione da prendere per il bene della comunità.

Poi sarà il momento del confronto pubblico e del coinvolgimento delle parti sociali.

Scrivo questo per dar conto del fatto che se avessimo atteso la risposta a un’interrogazione per apprendere i dettagli di una norma e attivarci di conseguenza, saremmo stati a dir poco irresponsabili.

Confido di aver risposto esaurientemente alla domanda del consigliere Pollastri.

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