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PORTA GALERA. Al quartiere Roma bisogna fare di più

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Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.- Henry David Thoreau

skyline piacenza

Gli incidenti di via Pozzo aprono il nuovo anno nel peggiore dei modi, con l’ennesima ferita al cuore della Piacenza più popolare e ricca di tradizione.

Prodursi in letture superficiali è facile e i primi commenti strumentali non si sono fatti attendere.

Al di là dell’episodio specifico, in sè grave, mi ostino però a pensare che il male peggiore stia nel disagio percepito e subito, nella frustrazione di chi vive e respira via Roma e dintorni sentendosi abbandonato.

È dovere delle istituzioni e delle forze dell’ordine individuare e punire violenti, delinquenti e incivili di ogni risma ma non sbagliamoci e non cadiamo nell’errore di credere che militarizzare la zona sia la soluzione.

I cittadini, italiani e stranieri, meritano di abitare le vie in sicurezza: questo è un dato di fatto.

Chi si pone ai margini o fuori dalla legge e dalle regole di civile convivenza non deve essere tollerato. Repressione, dove serve. Ma non può e non deve essere questa la parola d’ordine.

Prevenire è d’obbligo, ma la chiave di volta sta nell’educazione (e ri-educazione).  C’è bisogno di gioco di squadra, voglia di mediare, includere e condividere. Per isolare davvero le “mele marce” – che tanto, in zona, tutti sanno chi sono e dove stanno – occorre creare un tessuto di persone disposte a collaborare: residenti, commercianti, amministrazione ed esperti.

Gli esempi da cui prendere spunto si possono trovare nelle esperienze di altre città ma anche e soprattutto nel vissuto e nell’impegno quotidiano di associazioni e cittadini del quartiere, che meglio di chiunque altro hanno il polso della situazione.

Si deve partire dal controllo delle locazioni, perché non è meno delinquente chi affitta in nero, permettendo che appartamenti di pochi metri quadrati, magari fatiscenti, siano sovraffollati senza ritegno.

Non possiamo prescindere dall’intensificarsi della lotta all’evasione fiscale, da un più marcato controllo delle condizioni igienico-sanitarie di case e negozi, da una verifica ancora più puntuale delle licenze, dal presidio del territorio, condizione essenziale al ripristino della normalità.

Chi di dovere ha l’imperativo di attivare una collaborazione fitta e trasversale perché via Roma sia finalmente resa a Piacenza. Ma il vero valore aggiunto sta nel recupero di un autentico spirito di appartenenza alla zona, al quartiere, alla via. Qui c’è un angolo di città da valorizzare nelle sue peculiarità consolidate.

Questo è il resto del lavoro che spetta principalmente a tutti gli altri attori coinvolti. Questo è il passo più serio, in cui la stragrande maggioranza delle persone per bene non deve essere lasciata sola.

Una sfida impegnativa ma che deve e può essere vinta. Vorrei poter fare di più.

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