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CARCERE. La misura è colma. A far gli ipocriti non si va da nessuna parte

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Quello del 26 novembre è stato un  Comitato Locale Esecuzione Penale Adulti da “nodi che vengono al pettine“. Dopo mesi di tensioni e di stallo ho detto ciò che andava detto, alla presenza di tutti i protagonisti, locali e regionali.

carcere è muro tra volontari e direzione

 

Il Comune è al servizio di tutti ma non è servo di nessuno. Se qualcuno ha pensato o è stato indotto negli anni a credere diversamente, male. Non transigo su questo principio, ricordando a me stesso prima che agli altri che gestiamo soldi pubblici, che devono essere destinati al bene comune, non a soddisfare o rabbonire piccoli cabotaggi appannaggio di pochi. Se il C.L.E.P.A. (Comitato Locale Esecuzione Penale Adulti), come la stessa ‪#‎RER‬ ha ribadito pochi giorni fa, deve continuare a essere il tavolo della progettazione in tema di esecuzione penale, serve la garanzia che le idee al vaglio poggino su un’effettiva lettura dei bisogni e sulla capacità di dare risposte coerenti, creando meccanismi di tutela rispetto a tentativi di scelta, da chiunque agiti, che privilegino altri criteri, da ricondurre non di rado a motivazioni personalistiche, simpatie o antipatie individuali.

A stretto giro la nota della Direttrice Caterina Zurlo a Libertà, in cui contesta la mia visione asserendo che è tutto ok. Inevitabile, per chiarezza nei confronti di chi legge, la mia nuova replica:

carcere parli il volontariato

In questa video intervista a Elena Caminati, della redazione online di “Zerocinque23“, c’è tutto il mio pensiero e la mia amarezza, anche e non solo per il sasso lanciato da un volontariato poi incredibilmente veloce a nascondere la mano.

Per me l’importante è credere di fare la cosa giusta, quasi a prescindere dalle conseguenze. Da questo punto di vista sono tranquillo e le difficoltà in aumento mi danno solo tanta voglia di impegnarmi ancora di più.

È inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.- Italo Calvino

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