nuovi cittadini, rassegna stampa, società
PROFUGHI: lettera aperta a Matteo Renzi
Un politico può promettere. Un amministratore deve dimostrare.- Stefano Cugini

aylan

Caro Matteo,
scuserai la mancanza della formalità dovuta al capo del Governo, ma qui siamo in prima linea, con le maniche tirate su e gli occhi pesti per il poco sonno.

I nuovi sbarchi sulle nostre coste hanno costretto il ministero dell’interno a smistare nelle provincie d’Italia un nuovo carico di miseria e disperazione. Non ti scomodo perché qui a Piacenza non sappiamo cosa fare. La mia non è una richiesta di aiuto. Anzi, chi ti scrive è un positivo, un servitore della Pubblica amministrazione animato di quell’ottimismo ignorante che non sente ragione e cerca la luce che abbaglia in fondo al tunnel, anche se ‘sta caspita di galleria sembra non voler finire mai.

A Piacenza non ci stiamo a rimandare i problemi, a scaricarli solo su qualcun altro. Noi facciamo la nostra parte: col poco che abbiamo e con tutta la volontà di cui siamo capaci.

Siamo orgogliosi del nostro impegno e non abbiamo paura a dire le cose in modo chiaro, anche quando suonano impopolari.

Quando faremo davvero l’Europa? Ecco il motivo della lettera: farti questa domanda.

Vedi Matteo, è ora di far capire a quei freddi burocrati che stavolta dietro alla lavagna devono andarci loro. Nessun Paese può e deve sentirsi sollevato dalla sua quota di responsabilità in tema di immigrazione.

Perché la guerra tra poveri che la loro spocchiosa indifferenza rischia di portare sul nostro territorio è ipotesi tutt’altro che remota. Non è solo una questione di soldi, ma di sistema, di vera cultura comunitaria.

L’Italia non è un Paese razzista, ma stanco e costretto a raschiare il barile. Condizioni non ideali per ragionare in modo lucido. Terreno fertile per le sentenze senza impegno e responsabilità di populisti e xenofobi. Quando anche la signora Maria si scopre insofferente e crede di essere sempre in coda alla fila, significa che siamo vicini al collasso.

Guai ad arrendersi. È nostro compito far capire che non solo è possibile, ma doveroso tenere insieme concetti come equità sociale e solidarietà umana. Abbiamo una sola strada davanti: stare vicino ai nostri cittadini dimostrandoci credibili, elevando il valore dell’esempio, dando visioni e qualità.

Siamo italiani: l’emigrazione la conosciamo bene. Siamo l’Italia, patria di cultura e civiltà. Un Paese civile, una comunità matura, non si voltano dall’altra parte di fronte alle sofferenze di qualcuno, non importa da dove arrivi.

Per evitare però che il senso di abbandono faccia vedere il nemico in tutto ciò che è altro, un’Amministrazione deve essere messa nelle condizioni di farsi carico di tutta la sua gente, di programmare percorsi efficaci, di non lasciare indietro nessuno.

Non possiamo sfinirci nel tentativo di mettere continue pezze alle contingenze.
Hai una bici difficile da guidare, Matteo. Pedala, pedala forte e arriva a Bruxelles stremato, con le ciocche sulle mani e le gambe a pezzi. Entra nel Palazzo con tutte le nostre fatiche sulle spalle e mettili in un angolo.

Quali speranze, risorse, opportunità, regole e garanzie offrire a chi vive in Europa (e a chi sogna di viverci) è tema da condividere senza ulteriori indugi.

L’Italia è una porta d’ingresso, ma la casa ha confini molto più estesi: altrimenti questa casa è realtà solo nelle nostre intenzioni. Se qualcuno a quelle latitudini pensa di continuare a lavarsene le mani, tocca a te fargli capire che il vento è davvero cambiato.

Buon lavoro, presidente.

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società
UNIONI CIVILI. Sul registro non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire
Per fare buona politica non c’è bisogno di grandi uomini, ma basta che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere. Sono necessarie, la buona fede, la serietà e l’impegno morale. In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga con l’essere un buon affare.- Piero Calamandrei

lgbt lillaSpettacolo indegno ieri in Consiglo comunale (purtroppo non è il primo).

All’ordine del giorno l’istituzione del Registro delle Unioni civili. Tema controverso, ideologicamente polarizzante, inutile perdita di tempo per alcuni, cogente necessità per altri.

Che la destra avrebbe alzato le barricate era prevedibile. La veemenza che ha scelto come strategia mi è francamente parsa una vergognosa mancanza di rispetto, in primis ai cittadini: quei cittadini cui ieri qualcuno ha “rubato” buona parte dei gettoni di presenza che ci saranno accreditati.

La triste realtà è che ieri, per un argomento ampiamente dibattuto in commissione, visto, scritto, limato ed emendato con buona trasversalità, sarebbero bastati 30 minuti. Alcuni sgamati colleghi (Lega e Pdl n.d.r.), molto esperti di Consiglio comunale, hanno deciso di trasformare tutto in un circo, arrivando a minacciare il tumulto d’aula, facendo sospendere i lavori e presentando un centinaio di emendamenti per l’unica ragione di fare ostruzionismo e finire sui giornali.

Colleghi che, per inciso, non sono nuovi a lasciarsi trasportare dalla foga oratoria, tradendo un’incoerenza di cui ogni volta si sprecano gli esempi.

Dico: come si fa a farsi scudo, peraltro impropriamente, della nostra Costituzione, accusare altri di usarla solo quando fa comodo e contemporaneamente firmare i propri documenti su carta intestata “Lega Nord per l’INDIPENDENZA della Padania? L’articolo 5 non parla per caso della nostra Repubblica come “una e indivisibile”? Almeno un po’ di decenza. Se ti senti di appartenere a qualcosa che non esiste e vuoi la secessione, lascia stare la Carta fondamentale, dai!

Un pomeriggio a sentir sbraitare di priorità trascurate in nome di questo ordine del giorno, con in testa la voglia di ricordar loro quando hanno presentato la richiesta di istituzione del cimitero per gli animali da affezione (!). Si badi, nessuno dice che il tema non è meritevole di essere affrontato, ma questo di certo non è propriamente una priorità, visti i momenti…

Registro delle Unioni civili, si diceva: per questa destra strillante, un inutile atto simbolico. Primo: se è tanto inutile perché sbattersi così per preparare più di cento emendamenti? Secondo: anche se fosse un mero atto simbolico (e per me non è così), esiste forse qualcosa di più simbolico di una donna di colore che non cede il posto a un bianco? Eppure da questo gesto di Rosa Parks è cambiata la storia dei diritti civili nel mondo. Quando si dice l’importanza di un gesto simbolico…

Tra le tante sciocchezze sentite ieri sera, alcune delle quali preferisco non commentare perchè riaprirebbero una mia ferita privata che fatico a rimarginare, mi ha dato fastidio in modo particolare il richiamo alla possibilità di risolvere la questione con semplici “atti notarili”, il bisogno espresso di trovare uno spazio intermedio tra una libera scelta (la convivenza) e un “impegno compiuto” (il matrimonio)

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società
Quale verità sul 118 di Piacenza
Se un risultato arriva senza fatica, é più frutto di fortuna che merito. La fortuna va bene ma non educa. Il merito richiede sforzi ma ricambia in consapevolezza e soddisfazione.- Stefano Cugini

ambulanzaVenerdì sera, al termine del Consiglio comunale ero affranto. Dico davvero: sconsolato dalla strumentalizzazione del dibattito sul 118 cui avevo assistito.

Oggi, dopo aver letto Libertà, dopo qualche telefonata e un po’ di sms, mi è venuta voglia di “buttar dentro”.

Ma si, che si faccia da parte il PD, che da mesi lavora e condivide in modo serio una visione matura e responsabile.

Ma si, lasciamo campo libero alla Lega e alla destra, ancora una volta in compagnia del M5S: che continuino ad arringare le folle con i loro slogan populisti.

Vediamo dove ci porterà la loro intransigenza.

Non mi dilungo sull’incredibile stravolgimento di quanto io e Stefano Borotti abbiamo detto in Consiglio comunale: i verbali con la trascrizione degli interventi sono pubblici.

Chi pensa che il nostro “j’accuse” di populismo fosse rivolto ai cittadini e ai rappresentanti del comitato non solo sbaglia, ma è in malafede.

Chi crede che il PD stia lisciando il pelo alla Regione per “velleità politiche” è tanto fuori strada quanto in errore. Cosa grave, dal momento che dall’inizio abbiamo chiarito la nostra posizione con una serie di interlocutori, proprio perché convinti dell’importanza di confrontarci con chi ha competenza indiscussa.

Tra questi, appunto, anche chi oggi veste i panni del detrattore.

Bene. Far politica implica assumersi responsabilità: cambiare opinione è legittimo. Se qualcuno lo ha fatto, lo dica. Noi no.

Vorrei chiedere a chi avrà la bontà di leggere, che razza di critica è quella che Tommaso Foti ha rivolto al nostro ordine del giorno. Lo ha definito una resa, la prova di ignorare l’ABC della politica perché – udite udite – “per ottenere cinque bisogna chiedere dieci”, perché se si parte dalla mediazione si arriverà a mediare sulla mediazione.

Punti di vista. Noi non vogliamo prendere in giro i piacentini. Abbiamo individuato quello che per noi è un punto di caduta che considera tutti i valori in campo e da lì non intendiamo muoverci.

Lo abbiamo detto a luglio, lo abbiamo ribadito venerdì. Noi non spariamo alto per poi mediare. Preferiamo individuare la soluzione che crediamo essere la migliore e non trattare più. Non abbiamo garanzie di successo, ma per noi è serio fare così.

Se a qualcuno non sta bene, massimo rispetto. Anche se quel qualcuno parla continuamente di efficienza e poi è contro la logica di Area vasta, anche se quel qualcuno a Piacenza è contro l’accorpamento del 118 e in Regione è a favore della fusione addirittura delle intere Ausl.

Il documento che abbiamo presentato e che riporto di seguito è frutto di tanti confronti e delle informazioni reperite dalle risposte date a più di un’interrogazione presentata (da tutte le forze politiche) all’assessore Lusenti.

Quei documenti li abbiamo chiesti e ottenuti noi, li aveva in mano il consigliere Foti, li può avere qualunque altro collega. In quei documenti la visione della Regione è abbastanza chiara.

Nessuno, PD escluso, ne ha fatto cenno. Nessuno ha parlato della disponibilità dichiarata dalla Regione a lasciare in capo alle singole Ausl l’emergenza territoriale. Lo sloganNO allo spostamento del 118, senza se e senza ma” è di certo più immediato.

Il PD di Piacenza non vuole fare sconti a Lusenti. Chiediamo anzi prove inconfutabili e conferma delle garanzie che ci sono state anticipate: per esempio, se il documento che definisce l’implementazione tecnologica non passa, cade tutto il discorso accorpamento. Queso è chiaro e fuori discussione.

Se però otterremo quanto chiesto con l’odg (e con il documento di luglio), avremmo fatto un ottimo servizio alla comunità, come riconosciuto dallo stesso Foti, prima di ritenerlo impossibile.

O forse, davvero, sarebbe meglio far qualche sorriso in più, lisciare sul serio qualche pelo in più – magari proprio agli amici del comitato – fare un po’ di cinema senza esporsi troppo.

O addirittura, lo ripeto, farsi proprio da parte. E aspettare la prima difficoltà degli altri per attaccare e provare noi, per una volta, il facile esercizio di critica distruttiva che così bene riesce all’opposizione.

  1. ordine del giorno 118_22112013
  2. Valorizzare_e_salvaguardare_il_sistema_118_a_Piacenza_17072013

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società
SANITÀ: valorizzare e salvaguardare il sistema 118 a Piacenza
Se un risultato arriva senza fatica, é più frutto di fortuna che merito. La fortuna va bene ma non educa. Il merito richiede sforzi ma ricambia in consapevolezza e soddisfazione.- Stefano Cugini

ambulanzaAl termine di una serie di incontri coordinati dal gruppo welfare, che hanno visto la partecipazione di più o meno tutti i c.d. stakeholders, come Partito Democratico di Piacenza abbiamo prodotto il documento che segue e che compendia la nostra posizione.

Mi sono occupato di scriverlo e penso che il risultato finale sia buono, utile per lo meno a rendere definitiva un’elaborazione partita circa un anno fa, con l’approvazione del mio emendamento alla mozione presentata dalla Lega Nord in Consiglio comunale.

Questo il testo, presentato mercoledì 17 in conferenza stampa:

Il Partito Democratico di Piacenza vuole contribuire con una presa di posizione ufficiale al dibattito in corso sul progetto regionale di ammodernamento del 118. Tema importante per la nostra comunità.

Premessa d’obbligo è l’auspicio che si parta da una condivisione della logica di Area Vasta che, coerentemente con le indicazioni programmatiche e con gli indirizzi regionali in materia, mira a favorire sinergie e comunione di risorse e a contribuire alla omogeneizzazione dell’offerta assistenziale sui migliori standard qualitativi, sia a livello di servizio che di supporto tecnologico.

Partendo da questo assunto, ci preme mettere a rendita il contributo fornito dal dibattito di questi mesi: individuare i temi su cui investire i nostri sforzi di concertazione con i vari livelli è infatti dirimente.

Siamo dell’opinione che concentrarsi solo sull’ubicazione logistica della Centrale di chiamata sia riduttivo e facilmente strumentalizzabile, nonché debole di fronte alla prevista dotazione di tecnologie informatiche all’avanguardia per il riconoscimento e la tracciabilità del numero chiamante.

Al contrario vogliamo investire su una presa di posizione a tutela della valorizzazione di peculiarità, professionalità ed eccellenze che il nostro territorio ha saputo sviluppare in questi anni, creando un modello di governance virtuoso e collaudato.

Parliamo di contratti, dislocazione dei mezzi di soccorso, composizione degli equipaggi, ruolo del volontariato, formazione del personale.

È proprio in considerazione della competenza dei nostri operatori in questi ambiti che vogliamo spenderci affinché Piacenza diventi il polo di coordinamento, l’interlocutore unico della CENTRALE OPERATIVA di area vasta.

È nostra ferma convinzione sollecitare tutti i portatori di interesse perché il modus operandi piacentino diventi standard di qualità e operatività anche in prospettiva di realtà accorpate.

Contestualmente a questa visione generale, chiederemo che il nuovo assetto offra una serie di garanzie molto precise, quali:

  1. il riutilizzo di tutte le risorse umane e finanziarie nel sistema di emergenza/urgenza territoriale;
  2. l’implementazione del trasporto d’emergenza nel territorio provinciale, laddove risultasse ancora carente;
  3. il governo dei trasporti tra ospedali, sia urgenti che ordinari;
  4. il mantenimento e la diffusione della procedura di “codice blu”, attraverso cui l’operatore 118 è in grado di allertare direttamente le Centrali di polizia Municipale, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Carabinieri per il pronto invio di una pattuglia dotata di defibrillatore.
  5. la tutela del ruolo fondamentale del volontariato in considerazione del fatto che, tra l’altro, le Pubbliche assistenze piacentine sono state le prime a concludere positivamente il complesso iter di accreditamento. A tal proposito si chiede anzi di uniformare il percorso con tutte le direttive e le modalità stabilite a livello regionale e di riformulare la valutazione delle poche realtà territoriali non ancora accreditate.

Il Partito Democratico di Piacenza assicura con questo approccio il proprio impegno e la disponibilità al confronto con enti, associazioni e cittadini coinvolti.

Vittorio Silva – Segretario Provinciale
Paolo Dosi – Sindaco di Piacenza
Paola De Micheli – Parlamentare
Marco Carini – Consigliere regionale
Paola Gazzolo – Assessore regionale
Giovanna Palladini – Assessore Comune di Piacenza
Marco Bergonzi – Capogruppo Consiglio Provinciale
Stefano Borotti– Responsabile welfare
Stefano Cugini – Consigliere comunale di Piacenza

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società
WELFARE. Ciclo di incontri per parlare di volontariato
La politica non si salva con le frasi a effetto, ma con il cuore e la passione di chi sente il privilegio, nei diversi ruoli, di rappresentare una comunità intera. Con la disponibilità di chi coglie il dovere di creare condizioni e occasioni per gli adulti del futuro. Con serietà, piedi per terra e coscienza di cosa vuol dire essere “cittadino”. Chi ama la politica cerca le persone, non le categorie. Chi ama la politica, prova a unire.- Stefano Cugini

Print Martedì 14 maggio nella sede dell’Unione Provinciale di viale Martiri della Resistenza 4 si è tenuto il quarto incontro del ciclo sul Welfare organizzato dal PD.

Nell’occasione si è parlato di volontariato, tema sul quale sono intervenuti, oltre al sottoscritto (in qualità di vice presidente Svep), anche:

  • Raffaella Fontanesi direttore di SVEP
  • Marco Marchetta, direttore AUSER
  • Itala Orlando dirigente ASP AZALEA.

Gli incontri, in totale 5, sono stati promossi dal Gruppo di lavoro sul welfare del PD e sono sempre stati aperti a tutti gli interessati. Credo che sia davvero questo il metodo per avvicinare le persone alla vita di partito: occuparsi di temi precisi e sentiti, promuovere il dialogo e aprirlo il più possibile all’intervento di tutti.

 

Ecco le slides della mia relazione:

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MEMORIA. Un pomeriggio speciale a Sant’Anna di Stazzema
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società- Art. 4 Costituzione

Sant’Anna di Stazzema: ogni volta che sorpasso il cartello in direzione Viareggio, mi dico “ci voglio andare”. Oggi il tempo non promette niente di buono; l’alternativa è tra la spiaggia e una passeggiata per negozi.

Come tutti i posti di mare, anche Viareggio con la pioggia mi sembra troppo malinconica. Michela non ha bisogno di troppe parole per leggermi dentro: “oggi andiamo in un posto che vuoi vedere da anni“.

I primi chilometri di pianura traggono un po’ in inganno. Superato il bivio, la strada comincia a inerpicarsi su una serie di tornanti che mostrano ora boschi sempre più fitti, ora una vista panoramica della Versilia da lasciare senza fiato.

Meno di mezz’ora e siamo a 660 mt, la temperatura è scesa da 34 a 21°, niente di ciò che ci circonda rimanda al paesaggio marino da poco abbandonato.

S.Anna si svela all’improvviso: la strada finisce e un piazzalino introduce a un bar, due case, una piccola chiesetta anonima. Mi aspetto chissà quali indicazioni e invece è tutto così tremendamente normale. Sembra una discrezione affettata, fatta apposta per custodire il peso di un dramma così terribile.

I passi sul sagrato mi rievocano preghiere, disperazione, angoscia. Par di sentire ancora il rimbombo delle raffiche di mitra, di vedere il fumo degli incendi.

Suggestione. Di certo una strana sensazione di coinvolgimento che né le spiagge di Normandia, né il sacrario delle Fosse Ardeatine mi hanno trasmesso.

Sembra quasi che nessuna delle 560 anime spezzate abbia mai lasciato il piccolo borgo, quasi a voler stringere in un freddo abbraccio i visitatori, marchiandone per sempre il ricordo per farsi testimoni di una barbarie che non deve (o dovrebbe) ripetersi mai più…

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società
ostinati e contrari

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE E DELLE COMMISSIONI CONSILIARI – CAPO X – FUNZIONE ISPETTIVA E DI INDIRIZZO (vedi in fondo alla pagina)

Ogni componente ha facoltà di presentare, nell’esercizio della sua funzione di sindacato e di controllo, interrogazioni, interpellanze, mozioni e risoluzioni intorno ad argomenti relativi all’amministrazione comunale o di rilevanza politica, sociale ed economica che interessino, anche indirettamente, la vita e l’attività del Comune (art. 72).

Ogni interrogazione, interpellanza, mozione o risoluzione deve essere presentata per iscritto, senza motivazione, al Presidente del Consiglio, può essere sottoscritta da più componenti e deve concernere un singolo argomento (art. 72).

LE MIE MOZIONI

La mozione costituisce un atto di indirizzo politico-amministrativo con il quale il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta ad adottare atti o iniziative che rientrino nella loro competenza amministrativa (art. 73).

  • EMPORIO SOLIDALE (leggi)
    • presentata il 9 settembre 2017
    • passata all’unanimità

LE MIE INTERROGAZIONI

L’interrogazione consiste nella domanda rivolta per iscritto all’Amministrazione per avere informazioni o spiegazioni su un oggetto determinato o per sapere se e quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare in relazione all’oggetto medesimo.  Un componente che intenda rivolgere una interrogazione deve indicare se chiede risposta scritta o risposta orale. In mancanza di indicazione sarà resa risposta scritta (art. 73).

  • PIAZZA CITTADELLA (leggi)
    • presentata il 12 ottobre 2017
    • interrogazione dell’intero gruppo consigliare PD

LE MIE RISOLUZIONI

La risoluzione è il documento mediante il quale il Consiglio Comunale esprime posizioni, giudizi, valutazioni politiche relativamente a questioni di rilevante interesse pubblico che esulano dalla competenza amministrativa del Comune (art. 73).

LE MIE INTERPELLANZE

L’interpellanza consiste nella domanda rivolta per iscritto all’Amministrazione circa i motivi o gli intendimenti della sua condotta su questioni di particolare rilievo o di carattere generale e di rilevanza politica, sociale ed economica (art. 73).

 


COMUNE DI PIACENZA – REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE E DELLE COMMISSIONI CONSILIARI

CAPO X
FUNZIONE ISPETTIVA E DI INDIRIZZO

Art. 72
Presentazione di interrogazioni, interpellanze, mozioni e risoluzioni (vedi inizio pagina)

Art. 73
Interrogazioni, interpellanze mozioni e risoluzioni (vedi sopra)

Art. 74
Risposta scritta alle interrogazioni

  1. Se i presentatori di una interrogazione richiedono una risposta scritta, questa è inviata dal Sindaco o da un assessore da lui delegato a ciascun interrogante, entro trenta giorni decorrenti dall’invio da parte del Presidente.
  2. Qualora entro il termine di cui al primo comma non venga data risposta all’interrogazione, il Presidente del Consiglio comunale, previo assenso dell’interrogante, la iscrive all’ordine del giorno del Consiglio in una seduta dedicata alla trattazione di interrogazioni, interpellanze, mozioni e risoluzioni ed alla stessa viene data risposta orale.
  3. Le interrogazioni con richiesta di risposta scritta non vengono inserite nell’ordine del giorno del Consiglio, fatto salvo quanto previsto al comma precedente.
  4. Il Presidente del Consiglio comunale riferisce semestralmente al Consiglio in ordine alle interrogazioni a risposta scritta presentate dai consiglieri, evidenziando il rispetto o meno dei termini temporali di cui al comma 1 del presente atricolo.

Art. 75
Iscrizione delle interrogazioni, interpellanze, mozioni e risoluzioni nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale

  1. Le interrogazioni alle quali si debba rispondere oralmente, nonché le interpellanze, le mozioni e le risoluzioni, sono iscritte tenendo conto dell’ordine di presentazione e di una opportuna ripartizione fra i componenti interessati. Sono iscritte, secondo il rispettivo ordine cronologico, dapprima le mozioni, poi le risoluzioni, interpellanze ed interrogazioni
  2. All’ordine del giorno della stessa seduta non possono essere iscritte complessivamente più di due atti ispettivi e di indirizzo sottoscritti dal medesimo consigliere.

Art. 79
Svolgimento delle interrogazioni

  1. Le interrogazioni sono illustrate per un tempo non superiore a cinque minuti. Alle stesse risponde il Sindaco o un assessore da lui delegato per un tempo non superiore ai dieci minuti.
  2. L’interrogante può dichiarare se sia o non sia soddisfatto della risposta e può motivare la dichiarazione parlando per non più di tre minuti. Qualora l’interrogazione sia stata presentata con firma congiunta, da più consiglieri, uno solo di essi può fare la dichiarazione.
  3. Non è ammessa la discussione consiliare.
  4. Nel caso in cui l’interrogazione sia stata sottoscritta da più componenti, il diritto di svolgimento compete ad uno solo degli interroganti, come pure il diritto di replica. Salvo diverso accordo fra gli interroganti, si intende che tali diritti competono al primo firmatario.
  5. Nel caso che l’interrogazione sia presentata da consiglieri di gruppi diversi, il diritto di replicare spetta ad un consigliere per gruppo per una durata non superiore a tre minuti ciascuno.

Art. 80
Svolgimento delle interpellanze

  1. Il presentatore di una interpellanza ha la facoltà di illustrarla, parlando per non più di cinque minuti.
  2. All’illustrazione dell’interpellanza segue la risposta del Sindaco o di un assessore da lui delegato per non più di dieci minuti.
  3. Chi ha illustrato l’interpellanza può dichiarare se sia o non sia soddisfatto della risposta e può motivare la dichiarazione parlando per non più di tre minuti.
  4. Non è ammessa la discussione consiliare.
  5. Nel caso in cui l’interpellanza sia stata sottoscritta da più componenti, il diritto di svolgimento compete ad uno solo degli interpellanti, come pure il diritto di replica. Salvo diverso accordo fra gli interpellanti, si intende che tali diritti competano al primo firmatario.
  6. Nel caso che l’interpellanza sia presentata da consiglieri di gruppi diversi, il diritto di replicare spetta ad un consigliere per gruppo per una durata non superiore a tre minuti ciascuno.

Art. 81
Svolgimento delle mozioni e delle risoluzioni

  1. Il primo firmatario illustra la mozione o la risoluzione per un tempo non superiore a dieci minuti.
  2. Ciascun componente, il Sindaco o l’assessore competente possono intervenire nella discussione della mozione e della risoluzione per un tempo non superiore a cinque minuti.
  3. Previo assenso del primo dei firmatari presente in aula, alle mozioni ed alle risoluzioni possono essere presentati emendamenti. Sugli stessi è ammessa la sola dichiarazione di voto da parte di un componente per gruppo e di ciascun componente il gruppo misto, per non più di tre minuti.
  4. Terminata la votazione degli emendamenti e prima della votazione della mozione o della risoluzione, il Sindaco, un componente per gruppo e tutti i componenti il gruppo misto possono prendere la parola per dichiarazioni di voto per non più di tre minuti ciascuno.
  5. Nel caso in cui due o più mozioni e/o risoluzioni siano trattate congiuntamente si procede ad un’unica discussione nel rispetto dei tempi di intervento previsti nei commi precedenti.

Art. 82
Attuazione delle mozioni e risoluzioni

  1. Il Presidente del Consiglio tiene l’evidenza degli impegni connessi alle mozioni e alle risoluzioni approvate, le trasmette agli enti di cui le stesse eventualmente trattino ed informa delle eventuali scadenze i soggetti tenuti ad adempiervi, dandone comunicazione al Consiglio comunale.
società
c’era una volta il welfare

Ho lavorato da assessore ai servizi sociali del mio Comune per tre anni, da gennaio 2014 a giugno 2017.

Il mio non è stato un mandato intero, ma l’impegno che ci ho messo ha lasciato il segno e la campagna elettorale lo ha dimostrato.

Questo video, auto prodotto di notte, mi è servito per ricordare ai miei cittadini alcune delle pricipali battaglie e conquiste.

A riguardarlo, mi accorgo però che è una bella cartolina che mi servirà da memoria per un sorriso consapevole di chi ha lavorato bene. Non perfetto, non sempre giusto, ma rispettoso di quanto i miei cittadini si aspettavano da me e sereno di aver fatto proprio tutto per provare a non deluderli.

In più, una linea del tempo importante, senza possibilità di smentita.