dispacci resistenti, società
Fascistelli da allevamento

fascistelli da allevamento

"Voi che vivete sicuri
 nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo
 che lavora nel fango
 che non conosce pace
 che lotta per un pezzo di pane
 che muore per un sì o per un no. 
Considerate se questa è una donna,senza capelli e senza nome
, senza più forza di ricordare. 
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
 come una rana d’inverno.
 Meditate che questo è stato:
 vi comando queste parole.
 Scolpitele nel vostro cuore
 stando in casa andando per via,
 coricandovi alzandovi;
 ripetetele ai vostri figli. 
O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi”. (Primo Levi)

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VITTIME ITALIANE DELLA II° GUERRA MONDIALE

| ora e sempre resistenza

Sono ragazzi ma in testa hanno idee malsane. Non prenderli sottogamba e ribattere alle provocazioni è un dovere civico. Il silenzio, in questo caso, non è buonsenso.

Con questa frase il cittadino Stefano Cugini di Piacenza, dopo aver letto basito la nota di Blocco Studentesco Emilia Romagna, si appresta a celebrare l’anniversario della liberazione dal giogo nazi-fascista.

Contro-comunicato resistente:

Mi preme sottolineare la mia ideale continuità di spirito, fortunatamente condivisa con milioni di persone, con le donne e gli uomini che hanno dato vita alla Resistenza ed eretto la Repubblica, tracciato i suoi sacri confini nel solco dei valori democratici calpestati da un ventennio di ignobile dittatura e reso eterno il suo nome nella storia dell’Europa sognata a Ventotene e ancora da compiersi.

Non solo – la luce della Resistenza ha di nuovo illuminato i passi degli eroi che nel Risorgimento hanno fatto l’Italia, i Mazzini, i Mameli, i Pisacane, di cui abbiamo il dovere di sentirci eredi, fino a essere baluardo dell’anti-fascismo militante, quel fascismo che con Mussolini ha portato fame, miseria e morte sul suolo patrio.

È in questi giorni che è importante celebrare e rivivere, se possibile con ancor maggiore spirito e convinzione, l’Italia libera da quella tirannide che con il marmo del pensiero unico ha provato invano a porre una pietra tombale sull’autodeterminazione delle genti.

Non come banale e antiquata ricorrenza, ma come rappresentazione fisica di un’anima pulsante mai sopita nella nostra Nazione”.

Retorica per retorica, tanto per non tacere davanti ai deliri di chi gode a provocare.

casta e dintorni, open consiglio, società
Doppia morale

doppia morale

"La politica è fatta dalle persone e nessuno ha primogeniture ed esclusive. Solo insieme si cresce. Se c’è onestà intellettuale e vero amore per la causa del bene comune, le diverse appartenenze sono contenitori che indicano vie possibili, non compartimenti stagni che creano realtà parallele”

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Ospiti del centro messi in mezzo alla strada (+ lista d'attesa)

| Slogan sulla pelle della gente

Inquilini in regola cacciati per farsi belli con l'opinione pubblica. Il desiderio di una nuova prova di forza senza capire che invece di risolvere un problema se ne creano parecchi altri.

È proprio vero che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!

Ancora non è spenta l’assurda polemica montata ad arte in Consiglio e sulla stampa per un’interrogazione presentata dal gruppo PD, che i benpensanti accusatori, tanto veloci a dirsi indignati e offesi e a invocare la carità cristiana, hanno già l’occasione per dimostrare pubblicamente di non essere parolai incoerenti.

Dato che si è rischiato il tumulto in aula solo perché ho ammonito dal creare un precedente di difficile gestione, stiracchiando un regolamento per mettere in un alloggio di Acer una persona altrimenti senza titoli (solo in virtù delle garanzie di pagamento offerte da un benefattore terzo), voglio vedere cosa diranno gli stessi censori adesso che il Comune di Piacenza, con la chiusura del centro di prima accoglienza di via Caorsana, di persone in mezzo a una strada pare metterne una trentina, senza far conto di quelli in lista d’attesa.

A differenza del caso portato in Consiglio, tra l’altro, questi inquilini sono in regola con i requisiti, non fosse per la decisione politica della Giunta di cambiare le carte in tavola e modificare la destinazione d’uso ai locali.

Visto che “schivare la burocrazia” è stato definito un valore e considerato il precedente, a rigor di logica una deroga non si può più negare a nessuno.

Il più elementare principio di equità vuole ora che si trovino filantropi pronti a garantire anche per questi casi sociali e Acer solerte a far saltare fuori appartamenti di sua proprietà per rimettere loro un tetto sopra la testa. Niente di più, niente di meno di quanto già fatto nell’altro caso.

Se così non avverrà, volendo seguire il ragionamento di alcuni consiglieri di maggioranza, non solo saremo in difetto di carità cristiana, ma pure in presenza di una smaccata disparità di trattamento che non farà onore a chi gestisce la cosa pubblica.

Si è scelta la via dell’attacco frontale per ignorare il costruttivo avvertimento a far prevalere la maggior prudenza e il rigoroso rispetto delle regole alla discrezionalità, pur se mossa da buone intenzioni.

Per l’ennesima volta avete imboccato con l’arroganza del potere una strada che era chiaro fin da subito sarebbe finita in un vicolo cieco.

Qui non si strumentalizza: si fa politica con dati oggettivi e deduzioni logiche. Vediamo come uscite adesso dal cul de sac in cui vi siete voluti cacciare.

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Fuoco “amico”

L’uomo è un essere sociale e la reputazione, ovvero la credibilità che gli viene riconosciuta nel suo gruppo di riferimento, è questione assai importante. C’è chi non se ne cura e chi invece ne fa un punto fondamentale.

Io appartengo a questa seconda schiera. Provando poi a far politica per il bene dei miei concittadini ed essendo quindi più esposto pubblicamente, i valori di cui sopra, che cerco da sempre di consolidare con impegno ed esempio, assumono pregnanza ancora maggiore.

Non ho alcun problema a scegliere posizioni scomode e a confrontarmi con le critiche, anche feroci. Ma non posso tollerare oltre che il livore di un reduce della “prima Repubblica”, come il Sig. Ernesto Carini, debordi nella più bieca macchina del fango (non è la prima volta), con affermazioni – come quelle riportate su Libertà di sabato 31 marzo – calunniose e prive di fondamento.

Non che debba giustificarmi con tale soggetto, ma tengo a precisare che con Dosi Sindaco e Cugini assessore il Partito Democratico ha saldato la sua morosità con Acer e si è trasferito in altra sede.

Per quanto riguarda la presunta pretesa di un ufficio “tutto proprio”, nel caso si rivolgesse a me (non si capisce bene), lo consiglio a diffidare del delatore di turno e sfido chiunque ad avermi mai visto un minuto seduto a una scrivania dell’Ente di via XXIV Maggio, se non in sala riunioni o negli uffici del Direttore o del Presidente, con i suddetti presenti e precisi temi da dibattere all’ordine del giorno.

Con lo stesso Sindaco e assessore sono state attivate le varie indagini che hanno portato a individuare i “furbetti del cartellino” (che sono solo l’ultima di una serie di azioni che connotano la passata amministrazione come la più attenta della storia su questi temi). Posso dire con certezza che, con Dosi Sindaco, non ci sarebbe stata tutta questa spettacolarizzazione e il conseguente linciaggio mediatico di persone che alla fine poco o niente c’entravano, messe alla gogna insieme ai veri colpevoli.

In quanto ai “contributi essenziali” che sarebbero stati negati a Telefono Rosa, il Carini è di nuovo male imbeccato. Ho già dimostrato nei dettagli e con i numeri che chi lo sostiene mente. Io stesso ho fatto richiesta di accesso agli atti e sono in possesso di tutta la documentazione che prova quanto sostengo. A questo punto forse mi toccherà proprio chiedere la convocazione di apposita commissione consigliare.

Sul resto delle baggianate, è giusto che siano altri a puntualizzare.

In conclusione, io posso capire che non aver più arte né parte possa creare qualche scompenso all’ego evidentemente sovramisura di chi non riesce a uscire di scena con stile. Posso pure comprendere che l’abituale convivialità col Presidente di Acer in una nota trattoria cittadina abbia prodotto un cameratismo (ahimè!) solido, che impone difese a spada tratta, ancorché fuori luogo.

Ciò non di meno, avendo già troppe altre volte sorvolato su attacchi sconsiderati, non posso esimermi oggi dal rammentare anche a lui – come già fatto proprio con la presidente di Telefono Rosa, che

recare offesa all’altrui reputazione comunicando a due o più persone, a voce o per iscritto, e fuori della presenza della persona offesa, oppure diffondendo, per mezzo della stampa, notizie di fatti che possano comunque ledere o diminuire la stima morale o intellettuale o professionale che la persona gode nell’ambiente in cui vive

giuridicamente è definita DIFFAMAZIONE. A mia tutela, stavolta, ho deciso di ricorrere alle forme previste per legge in questi casi.

In Consiglio comunale, che è la sede deputata, ho affrontato l’intera questione. Invito i cittadini interessati a guardare lo streaming sul sito del Comune e a trarne un’opinione personale, non mediata da chi arrangia la realtà dei fatti a proprio uso e consumo.

Dal canto mio, massimo rispetto per l’idea che ognuno vorrà farsene.

open consiglio, società
Deroga si. Deroga no.

Io so' io e voi...​

"O ci abituiamo a perseguire (da un lato) e accettare (dall'altro) ciò che ê giusto, per quanto indigesto, o saremo sempre il paese dei furbi, dei favori, delle conoscenze, della legge che ê uguale per tutti ma per qualcuno di più. Io faccio politica per contrastare questa visione”

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La morosità per affitti non riscossa da Acer Piacenza

| Allergico alle regole

Il presidente delle case popolari a Piacenza, architetto Losi, si vanta di una massima che cita spesso, per cui: "se una cosa non è espressamente vietata dalla legge, allora si può fare". Da qui in avanti, è un tripudio di fantasia.

Ho letto a metà dicembre di questa mia interpellanza su Libertà, con tanto di titolo a 9 colonne in cui vesto i panni del cattivo, e mi son cascate le braccia.

Ci sono quelli che fanno proseliti per non anticipare alla stampa i testi depositati per la discussione, salvo poi far scivolare alla bisogna veline per montare un po’ di fango.

Ci sono quelli che si sciacquano la bocca accusando gli altri di buonismo e assistenzialismo, quelli che anziché entrare nel merito di un precedente che può aprire a una messe di richieste inesaudibili, da bravi soldatini spostano l’attenzione e disinformano.

C’è pure chi mi inventa addirittura nemico di un parroco e mi descrive intento a.

“far danni ai cittadini più fragili e bisognosi”

Andiamo con ordine: risiedo altrove. Sto senza titolo in un appartamento Erp che devo abbandonare. Trovo il parroco che mi paga l’affitto. L’Ente pubblico mi dà la casa. Oplà!

Dal mio punto di vista fanno più danni quei consiglieri poco attenti al loro dovere di vigilanza, che non sentono il bisogno di fare una banale domanda quando si trovano davanti alla parola DEROGA in una procedura altrimenti codificata.

Che si sia abbandonata la strada maestra non lo dice Cugini, ma il verbale del Cda di Acer 243 del 31/8/2017,  relativo alla consegna di un alloggio, appunto

in DEROGA ai criteri di assegnazione stabiliti dalla delibera del Consiglio di Amministrazione di Acer – Pc n. 143/11 del 21/07/2010 (…)

Domandare è lecito, rispondere cortesia: dato che il caso non mi era nuovo, ho approfondito e, con mia sorpresa ho visto partire un cinema mica da ridere, fatto di telefonate, inviti al ritiro dell’atto, “consigli” non richiesti da auto-dichiarati amici che amici non sono.

La mia stima per un parroco, che nell’assistenza e nell’elemosina al prossimo ha la summa del suo ministero, non può essere messa in discussione, ma leggere di

“carità cristiana che sarebbe rimasta nel ventre materno della parrocchia, seguendo la rigida regola evangelica – non sappia la tua sinistra cosa fa la tua destra – se il consigliere Cugini non avesse depositato l’interrogazione”

sa un po’ di censura, posto che è compito di un consigliere vigilare sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche e sul rispetto delle regole.

Ciò detto,

“la carità cristiana, nel ventre materno della parrocchia”

ha senso che ci resti quando si parla di beni di un privato cittadino o nelle disponibilità della parrocchia stessa. Se invece entra in causa il patrimonio di un ente pubblico, altroché se

“la tua sinistra deve sapere cosa fa la tua destra”! Pure il “sopra” deve sapere cosa fa il “sotto” e il “davanti” cosa sta facendo il “dietro”!

Solo chi fa volontariato o filantropia ha il privilegio di scegliere arbitrariamente chi aiutare.

Amministrare risorse pubbliche invece, oltre ai sorrisi e alle pacche sulle spalle, che fa piacere a tutti dispensare, vuol dire anche opporre rifiuti dove non ci sono garanzie di equo trattamento e adesione fedele alle norme. Significa fermarsi quando, come in questo caso, una deroga tirata per i capelli crea precedenti pericolosi e ingestibili, specie se concessa, come pare, in presenza di occupazione senza titolo, morosità, mancanza di requisiti per accedere agli alloggi Acer.

Questi per me sono principi non trattabili, a prescindere dal fatto che chi fa domanda possa contare o
meno su qualche intermediario influente, per quanto in buona fede.

Provi, un semplice cittadino senza “santi in Paradiso”, a chiedere deroghe in un pubblico ufficio per
ottenere trattamenti privilegiati, dilazioni di pagamento o soluzioni abitative senza averne i requisiti e veda quali risposte ottiene. Poi ne riparliamo.

Con Dosi sindaco, Cugini assessore, Savi presidente, Acer non era un ente per chi ha santi in Paradiso.

La vera domanda oggi è se con Barbieri sindaco, Sgorbati assessore e Losi presidente, questa impostazione è cambiata.

Se così fosse, temo saranno molti i disgraziati tentati di occupare qualche alloggio, pretendendo poi di contare sul combinato disposto tra la carità cristiana di una parrocchia e Acer che sana la questione e recupera un appartamento ad hoc.

Niente male come scorciatoia per avere un tetto sopra la testa! Buona fortuna.

clicca qui sotto per leggere il testo dell'INTERROGAZIONE

opinioni, politica, società
No all’Aventino

Confronto. Non inciucio.

"La coerenza è virtù importante, che alla lunga paga. Soprattutto, chi ti segue la percepisce. Inutile ostentare certezze che le tue parole smentiscono puntualmente. L'unico a cascarci, forse, sei tu.”

| Stanare le incongruenze

Bastano 5 anni di "vaffa", “pidiota” e via discorrendo a far dire che non è possibile alcuna alleanza o appoggio esterno al Movimento 5 Stelle? Ebbene, io credo di no, Bastano gli appelli alla responsabilità di Di Maio & co. per un'alleanza o un appoggio esterno? ASSOLUTAMENTE NO. Anzi.

Bastano 5 anni di “vaffa”, da “pidiota”, “ebetino”, “mafioso”, “ladro”, “casta”, “indegno”, “vergognoso”, e via discorrendo a far dire che non è possibile alcuna alleanza o appoggio esterno al Movimento 5 Stelle?

Ebbene, io credo di no, che non basti. E lo dico senza problemi.

La politica è l’arte del compromesso – preferibilmente non al ribasso – e gli insulti presi capita vadano messi da parte per senso di responsabilità. Tenere i nervi saldi é un dovere, quando c’é in gioco un bene più grande.

Non ho alcuna difficoltà a parlare e confrontarmi in Consiglio Comunale con i colleghi grillini sui vari provvedimenti, a confluire su posizioni comuni quando queste sono valide e di pubblica utilità, a votarne gli atti. Lo stesso vale per le proposte sensate (poche o tante che siano, questo è altro discorso) del centro-destra.

Non vedo perché dovrebbe quindi essere così difficile farlo a livelli più alti. Quando c’è da rispondere, ascoltare, parlare è giusto farlo.

Bastano gli appelli alla responsabilità di Di Maio & co. per un’alleanza o un appoggio esterno? ASSOLUTAMENTE NO. Anzi.

La responsabilità è proprio quella che mi impedisce di considerare queste ipotesi, forte del fatto che il partito a cui sono iscritto si colloca su una linea valoriale, comportamentale, metodologica alternativa al Movimento.

La creatura di Beppe Grillo, partito-azienda leaderistico e populista, tra il grande bluff di “uno vale uno”, la totale mancanza di trasparenza sui meccanismi interni, l’utilizzo della rete su cui qualche approfondimento meriterebbe di essere fatto, le posizioni no vax, l’euroscettismo in combriccola con quello statista che risponde al nome di Nigel Farage, la retromarcia sullo jus soli, sulle unioni civili, sulla legge elettorale, ecc ecc ecc, ha fatto di tutto per segnare distanze difficili ora da appianare senza un percorso che non sia figlio di fredda strategia per formare un governo.

Ora come ora non è questione di meglio o peggio, criterio soggettivo, ma di inconciliabilità oggettiva.

La responsabilità che mi impedisce di considerare ipotesi di alleanza o appoggio esterno è figlia dell’essere stato sempre additato come il “male”, l’origine di ogni problema e il freno autentico alle soluzioni da una forza che è stata scelta dagli elettori per aprire una nuova fase che non ci contempla.

Tutta l’azione del Movimento è stata improntata alla demolizione del Partito Democratico e a prendere il suo posto.

Dato che mai prima d’ora ha sperimentato l’onere della guida di una Nazione, trovo giusto che questa compagine dimostri ai milioni di persone che le hanno dato fiducia la bontà del suo programma e quanto le promesse fatte siano realizzabili, perché dalla virtualità degli algoritmi social si scenda sul piano della concretezza delle scelte quotidiane.

Io ho visto molta certezza nella campagna elettorale dei 5 Stelle, fatta di proposte per le quali, detto da loro, sono già state individuate le coperture economico/finanziarie. Hanno passato 5 anni a studiare in Parlamento, motivo per cui, a meno che non abbiano preso in giro le persone, sanno di cosa stanno parlando e hanno avuto tempo e strumenti per fare bene i conti.

Giusto che la palla adesso sia in mano loro, primo partito per distacco. Punto.

Mi aspetto dal mio partito la piena assunzione di responsabilità di non mettere bastoni tra le ruote con un’opposizione ignorante, ma che faccia sentire in ogni attimo della prossima legislatura il fiato sul collo di tante competenze pronte a vivisezionare atti e proposte e a spiegarne i dettagli ai cittadini, sostenendoli quando meritano, bocciandoli senza appello se e quando gli slogan si sgonfieranno in pietose buffonate.

Vero che, tra patti del Nazareno, Alfano, Verdini, Casini eletto a Bologna e altre perle simili, il PD di oggi sarebbe titolato a venire a patti con chiunque, ma vero anche che perseverare è diabolico.

Il PD di oggi ha perso malamente e se anno zero deve essere, cominciamo col non ripetere gli errori del passato: per senso di responsabilità e perché un po’ di opposizione, non vissuta come un torto subito, ma da giusta panchina, utile a ritrovare le frequenze adatte col Paese, può farci solo bene.

società
Spazio 4 e il mistero della proroga tecnica!

Una bugia detta 1000 volte non diventa una realtà!

Mi sono imbattuto in un lungo e acceso scambio social tra l’assessore Zandonella e alcuni ex educatori di Spazio 4, comprensibilmente irritati per un bando che non solo non è stato prorogato ma che poi ha tardato a uscire e adesso sconta nuovi posticipi per una gara andata deserta, complici condizioni irrispettose del senso logico.

Ho ritenuto di intervenire e spiegare una volta per tutte la realtà dei fatti.

A darmi fastidio è stata l’aggressività, inadatta a un amministratore, con cui il nostro ha sbottato ribadendo che la mancata proroga – che di fatto ha lasciato a piedi educatori e frequentatori del centro – ha avuto solo RAGIONI TECNICHE, concludendo la sua replica alla cittadina con

è chiaro oppure devo fare il disegnino?

Pessima provocazione quella dell’assessore, peraltro fondata su un presupposto non vero.

Invece di impegnare squadre di polizia municipale nel prioritario compito di dare l’assalto ai carciofai abusivi del centro storico, che sembra essere diventata la vera priorità in tema di sicurezza, farebbe meglio a condividere con i suoi dirigenti gli estremi di un bando a cui i soggetti siano davvero interessati a rispondere.

Altrimenti si perdono tempo, soldi pubblici e un patrimonio educativo faticosamente costruito negli anni!

politica, società
Divisa, sindacato e politica

Doveroso questo comunicato, che apprezzo molto nei contenuti e nella forma. Un esercizio di buon senso e di etica istituzionale, che purtroppo connota qualcuno e non altri.

Da cittadino mi aspetto che chi é in divisa a garanzia di ordine e sicurezza non prenda posizioni pubbliche smaccatamente a favore di questa o quella appartenenza politica, specie negli appuntamenti elettorali, che giocano proprio sul creare contrapposizione.

Chi é in divisa deve darmi l’impressione di vigilare su tutti allo stesso modo, con il medesimo sguardo. Esistono sedi opportune per dare visibilità alle proprie inclinazioni partitiche.

Lo dico nella veste di chi, da amministratore, ha sempre cercato di anteporre una posizione super partes e di garanzia ai vari desiderata di partito.

Un conto é che sia chiaro da che parte stai. Altra cosa é far venire il dubbio che sia proprio questa parte a dettatri sempre e comunque la linea.

 

open consiglio, politica, società
Clausola sociale

La “vittoria” politica di ieri pomeriggio, durante il dibattito in Consiglio comunale, è stata quella di aver fatto passare all’unanimità un ordine del giorno in cui l’intera amministrazione – esecutivo e maggioranza consiliare – prende le distanze da quanto sostenuto dall’assessore Zandonella durante l’incontro con i giovani ai giardini sonori di qualche settimana fa, dove con la sicumera del potere esibito, aveva affermato la contrarietà tout court della giunta al ricorso alla #clausolasociale.

Forse una magra soddisfazione, ma è un messaggio di speranza per chi trema all’idea di essere governato da qualcuno che apre bocca tanto per dire, senza studiare a dovere questioni che fanno la differenza nella vita delle persone.

società
Gulliver

Solidarietà a chi rischia il posto di lavoro. Perché proporre spostamenti di sede tra i 60 e i 120 chilometri è un insulto all’intelligenza e un licenziamento camuffato da spontanee dimissioni.

Ho chiesto al Sindaco Barbieri di contattare i dipendenti del #Gulliver di Viale Sant’Ambrogio, il cui posto di lavoro è appeso a un filo, per far sentire la vicinanza delle istituzioni e di spendersi con i proprietari della catena per trovare una soluzione. Chi amministra ha il dovere di provarci.

società
Furia Regina

Alla critica politica duole constatare che il Sindaco reagisce, ancora una volta “stizzita”, offendendo gli interlocutori, tacciati di ignoranza. Le reazioni di pancia ormai fagocitano qualsiasi ragionamento, ma dal primo cittadino ci si aspetta quella dose di responsabilità in più, anche nelle repliche.

Da noi sono uscite solo parole di ferma condanna per i facinorosi. Nessuno si é sognato – perché sarebbe un pensiero vile – di addossore alla giunta la responsabilità dell’accaduto, tantomeno di strumentalizzarlo in chiave elettorale (?).

Si é solo fatto presente lo sforzo supplettivo dell’allora Sindaco Dosi, che in una situazione analoga non si limitò ad “attenersi a quello che Questura e Prefettura gli dissero di fare”, attivandosi invece in proprio per aggiungere informazione ai cittadini e precauzioni lungo il percorso tracciato, agendo con il massimo sforzo e presidio per quanto nelle possibilità del Comune, facendo rimuovere i cassonetti, invitando ad abbassare le saracinesche dei locali, a non lasciare veicoli parcheggiati.

Ricordo infatti che nel 2016, a poche ore dalla tragica morte del povero Abd Elsalam al polo logistico, le voci che arrivavano circa le intenzioni dei vari gruppi antagonisti di creare disordini in città si susseguivano senza sosta e, ora come allora, fu da subito chiaro che sarebbe comunque stato meglio, a rischio di creare un po’ di preoccupazione, allertare i cittadini sui rischi di un pomeriggio diverso dagli altri.

La prevenzione si fa mettendo in conto, e anzi auspicando, di profondere sforzi che alla fine si riveleranno non necessari, per evitare di dover poi giustificare il caso contrario, in cui si é sottovalutato un problema che é degenerato tra panico e danni, a cose e persone.

Quindi, per chiudere, gli attuali consiglieri ed ex assessori del Partito Democratico, cara Sindaco, conoscono molto bene le normative di legge e hanno scritto proprio perché sanno quali sono le competenze e quali i possibili supplementi di impegno.

É un po’ come a scuola, nell’eterna differenza tra chi impara la lezione a memoria e chi invece studia davvero, sinceramente interessato a capire la materia.