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COMMISSIONE WELFARE: Lo sai che non sono riusciti a “smontare” i tuoi servizi sociali?

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Che dopo quasi un anno di commissione ‪#‎welfare‬, mesi di lavori, audizioni, documenti, richieste e chi più ne ha più ne metta, ora, nell’evidente imbarazzo di non riuscire a fare sintesi, si provi a girare la frittata dicendo «non ci hanno consentito di pensare a dove tagliare» è tragicomico.

Già solo la richiesta di proroga la dice lunga sull’efficacia dello strumento. Eh si, perché eccola qui la nobile complessità. Sembrava così semplice “leggere” il ‪#‎welfare e decidere dove sforbiciare.

«Serve un approccio aziendalista! Bisogna limitarsi a quello che impone la legge. Basta sprechi!» Ne ho sentite molte di queste perle dai consiglieri di opposizione. Ci sono stati chiesti dati e abbiamo dato dati, ci sono state fatte domande e abbiamo risposto.

E ora? L’empasse… Dura ammettere che quattro mesi di analisi alla ricerca delle falle di una gestione ne hanno invece rivelato le virtù, vero?

In pieno conflitto di interessi, concordo con la consigliera Reggiani: stiamo facendo i miracoli. Guai a rallentare, volare basso e schivare i sassi, alzare sempre l’asticella. Tutto doveroso. Ma stiamo facendo i mi-ra-co-li.

commissione welfare polemica politica

commissione welfare

Spiace però che altri consiglieri di minoranza (persone serie e appassionate peraltro) riescano a sostenere che la commissione è nata  «per tagliare alcuni costi del welfare» e allo stesso tempo lamentare la mole di documenti ricevuta e dire che non tocca a loro «interpretare i dati, contabilizzarli», ma «dare principi, essere propositivi, non indagare», perché «non abbiamo la bacchetta magica».

Ne esce un quadro abbastanza chiaro del livello di consapevolezza e assunzione vera di responsabilità

commissione welfare2

Che dire: benvenuti nel mondo reale dove, oltre le carte, c’è la vita delle persone in carne e ossa.

 

 

 

 

 

 

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