doppia morale

"La politica è fatta dalle persone e nessuno ha primogeniture ed esclusive. Solo insieme si cresce. Se c’è onestà intellettuale e vero amore per la causa del bene comune, le diverse appartenenze sono contenitori che indicano vie possibili, non compartimenti stagni che creano realtà parallele”

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Ospiti del centro messi in mezzo alla strada (+ lista d'attesa)

| Slogan sulla pelle della gente

Inquilini in regola cacciati per farsi belli con l'opinione pubblica. Il desiderio di una nuova prova di forza senza capire che invece di risolvere un problema se ne creano parecchi altri.

È proprio vero che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!

Ancora non è spenta l’assurda polemica montata ad arte in Consiglio e sulla stampa per un’interrogazione presentata dal gruppo PD, che i benpensanti accusatori, tanto veloci a dirsi indignati e offesi e a invocare la carità cristiana, hanno già l’occasione per dimostrare pubblicamente di non essere parolai incoerenti.

Dato che si è rischiato il tumulto in aula solo perché ho ammonito dal creare un precedente di difficile gestione, stiracchiando un regolamento per mettere in un alloggio di Acer una persona altrimenti senza titoli (solo in virtù delle garanzie di pagamento offerte da un benefattore terzo), voglio vedere cosa diranno gli stessi censori adesso che il Comune di Piacenza, con la chiusura del centro di prima accoglienza di via Caorsana, di persone in mezzo a una strada pare metterne una trentina, senza far conto di quelli in lista d’attesa.

A differenza del caso portato in Consiglio, tra l’altro, questi inquilini sono in regola con i requisiti, non fosse per la decisione politica della Giunta di cambiare le carte in tavola e modificare la destinazione d’uso ai locali.

Visto che “schivare la burocrazia” è stato definito un valore e considerato il precedente, a rigor di logica una deroga non si può più negare a nessuno.

Il più elementare principio di equità vuole ora che si trovino filantropi pronti a garantire anche per questi casi sociali e Acer solerte a far saltare fuori appartamenti di sua proprietà per rimettere loro un tetto sopra la testa. Niente di più, niente di meno di quanto già fatto nell’altro caso.

Se così non avverrà, volendo seguire il ragionamento di alcuni consiglieri di maggioranza, non solo saremo in difetto di carità cristiana, ma pure in presenza di una smaccata disparità di trattamento che non farà onore a chi gestisce la cosa pubblica.

Si è scelta la via dell’attacco frontale per ignorare il costruttivo avvertimento a far prevalere la maggior prudenza e il rigoroso rispetto delle regole alla discrezionalità, pur se mossa da buone intenzioni.

Per l’ennesima volta avete imboccato con l’arroganza del potere una strada che era chiaro fin da subito sarebbe finita in un vicolo cieco.

Qui non si strumentalizza: si fa politica con dati oggettivi e deduzioni logiche. Vediamo come uscite adesso dal cul de sac in cui vi siete voluti cacciare.

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