La politica non si salva con le frasi a effetto, ma con il cuore e la passione di chi sente il privilegio, nei diversi ruoli, di rappresentare una comunità intera. Con la disponibilità di chi coglie il dovere di creare condizioni e occasioni per gli adulti del futuro. Con serietà, piedi per terra e coscienza di cosa vuol dire essere “cittadino”. Chi ama la politica cerca le persone, non le categorie. Chi ama la politica, prova a unire.- Stefano Cugini

La politica sa essere paradossale, capace di colpi di coda grandiosi.

Venerdì io perdo la brocca per una votazione figlia di superficialità e abbandoni prematuri dell’aula, che mette a rischio il tirocinio lavorativo di circa 100 persone, tra disabili e soggetti socialmente fragili e lunedì sono oggetto di attacchi capziosi e velenosi perché sarei io quello che, in perenne campagna elettorale, dopo i minori stranieri non accompagnati, ora specula sulla fragilità. Leggere l’articolo per credere.

Signori miei, lo ammetto: sono in campagna elettorale dal 14 gennaio 2014, giorno della mia nomina ad assessore. Penso che un amministratore debba essere giudicato per il suo lavoro di tutti i giorni, fedele al principio che «se si dice, va fatto; se si fa, va detto».

É così grave? É così difficile capire? Mi sono sempre appellato alla solidarietà di tutta la politica per risolvere le questioni più delicate (vedi 118, Asp, profughi, minori, disabili, carcere, invisibili, abitazioni,…).

Spesso questa non é arrivata e invece di rimettermi al mio posto buono buono ho cominciato a sgomitare in ogni direzione e a ogni livello possibile, con la faccia che ho e i miei cittadini come unico riferimento vero a cui rendere conto.

Così é, se vi pare.

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