Strane priorità

"La coerenza è virtù importante, che alla lunga paga. Soprattutto, chi ti segue la percepisce. Inutile ostentare certezze che le tue parole smentiscono puntualmente. L'unico a cascarci, forse, sei tu.”

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€ spesi per il nuovo arredo di design

| Aria nuova

Spendere 3.200€ di soldi pubblici per nuovo logo e slogan a fronte "del cambiamento della maggioranza politica all'interno del CDA" mi sembra si commenti da solo. Considerati gli inquilini delle case popolari che faticano a pagare 25€ al mese di canone.

La rassegna stampa di oggi riporta la replica infastitida del presidente di Acer rispetto al mio intervento nell’utlimo consiglio comunale, dove ho stigmatizzato gli 8.000€ spesi in varie ed eventuali.

A differenza di quanto riportato, io non ho mai parlato di spese folli, mentre ribadisco convinto di ritenerle inopportune, stante il momento di difficoltà generale e le priorità dell’ente.

Ebbene, la giustificazione non richiesta ai miei occhi è la conferma – del diretto interessato – di spese evitabilissime, che comunque sono state fatte con soldi pubblici.

Sul fatto che sia tutto rendicontato non mi soffermo neanche: e ci mancherebbe altro!

Non so il lettore, ma per me spendere 3.200€ per ideare, progettare e realizzare nuovo logo e slogan, solo per “sottolineare il nuovo corso“, a fronte “del cambiamento della maggioranza politica all’interno del CDA” mi sembra si commenti da solo.

Considerati gli inquilini delle case popolari che faticano a pagare 25€ al mese di canone, mi stupisco del coraggio di una simile spiegazione.

Impiegare poi altri 3.100€ per complementi d’arredo all’ultima moda da destinare all’ufficio del presidente, costi che si sarebbero resi necessari “dopo lo stravolgimento dell’ufficio da parte del precedente presidente, Massimo Savi” ha del comico. Peggio, del grottesco.

In effetti Savi mi risulta avesse fatto togliere un divano, sostituendolo con un tavolo per riunione e relative sedie. Più volte ho avuto modo di fare incontri di lavoro in quella stanza e trovo la scelta, d’intuito, di certo più funzionale e indicativa di un amministratore con la minima idea di essere operativo. Molto di più che divanetto, poltrone e tavolino Le Courbousier.

Quanto poi alla “cortesia istituzionale” di riservare posti auto agli amministratori, questa dipende di certo dalla sensibilità personale.

Ricordo a me stesso che in via Taverna, da assessore, mi sono sempre opposto a un’area riservata alla mia macchina, mentre ho preteso che nel cortile fossero individuati spazi per i mezzi dei portatori di handicap.

Rigorosamente segnalati con un foglio A4 appeso al muro, in una busta porta-documenti, caso mai piovesse.

Ma è cambiata la musica e diversi sono i suonatori…

Aggiornamento 5 novembre

Nota della consigliera di amministrazione di Acer, Arch. Lucilla Meneghelli

In qualità di amministratore Acer esprimo la mia totale estraneità alle spese sostenute dalla nuova gestione, citate dal consigliere comunale Cugini.

In particolare sottolineo il fatto di aver esposto tale estraneità anche durante un Consiglio di amministrazione e di avere riscontrato irregolarità nella formulazione della determina di spese, in quanto le stesse si imputano alla volontà di una generica “nuova amministrazione ACER”, mentre nessun passaggio ufficiale è stato fatto con gli amministratori, nemmeno di tipo informativo su tali spese.

Inoltre sono stati spesi soldi pubblici anche per la stampa di biglietti da visita con il nominativo della sottoscritta senza averne fatta alcuna richiesta.

Sono piuttosto allarmata per le spese già sostenute, che non sono poche se si pensa che riguardano solo il primo mese di insediamento del nuovo Presidente, e sono in attesa della rendicontazione sugli eventuali altri costi, non previsti e non a bilancio, sostenuti nell’ultimo mese.

I bilanci di Acer si sono sempre chiusi con un buon margine positivo, questo anche nonostante le difficoltà naturalmente insite nella gestione degli affitti delle fasce sociali più disagiate, ma è proprio per questo che credo si debba avere sempre di più un approccio moderato alle spese che esulano dai bisogni primari di amministrazione dell’Ente.

Se non è così si rischia di invertire presto i risultati di bilancio, compromettendo la stabilità di un ente molto importante per il territorio.

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