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io e la Politica

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politicaLa politica è bella e formativa. Dialogare e allargare la platea di chi sostiene progetti utili alla collettività è un bene assoluto.

Una sintesi al rialzo non annulla le diversità: le valorizza e le contempera.

Accettare un’informe poltiglia dove vale tutto e il contrario di tutto porta alle connivenze e, per reazione, ai populismi.

Sempre con ‘sta storia del post-ideologico. Che a furia di dirlo, diventa una scusa.

Lascio a storici, sociologi, politologi questa definizione e i suoi perché. A me basta sapere che se “ideologico” vuol dire settario e ripiegato su se stesso, come qualcuno ancora è, beh, cari miei, è la storia che ha messo la freccia ed è in sorpasso.

Se invece “ideologico” è chi non abbandona valori di riferimento, sensibilità da non svilire, limiti non valicabili, allora io di quel “post” non so proprio che farmene.

La coerenza di un percorso, ideali che possono adattarsi ma mai essere ribaltati, l’indisponibilità ad arruolare certi personaggi loschi e “diseducativi” devono essere principi non trattabili. I compagni di viaggio sono importanti, possono cambiare nel tempo ma una base comune di ragionamento e condivisione valoriale devono esserci, altrimenti è un accozzaglia bramosa del potere per il potere. Per questo non esistono scuse.

Il fine non giustifica i mezzi. Mai.

 

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