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SOCIETA’: Mein Kampf per tutti!

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Noi dobbiamo essere quelli che girano tra la gente, tendono le mani, lanciano messaggi, mostrano volti, propongono esempi. Partigiani dell’azione civile in un mondo con poca memoria, che prova ostinato a ripetere errori passati. ‪”Mai piú‬” o si costruisce giorno per giorno, o resta uno slogan che sa di muffa e ipocrisia.- Stefano Cugini

Ci spaventano le cose che non conosciamo, ma a volte è meglio conoscere una cosa per provarne una sana e consapevole paura

mein-kampfDa adolescente ho letto il libercolo del futuro Fuhrer. Che Guevara nel cuore, il poster di John Lennon sopra al letto e Hitler sul comodino: roba da schizofrenici, vero?

Se ci ripenso ricordo, come fosse adesso, lo sguardo preoccupato di papà, che rientrava a tarda sera con il suo toni bisunto e le smorfie di chi al lavoro fatica per davvero.

Impossibile non notare la copertina rossa con la croce uncinata in bella mostra.

Carlo, il mio eroe proletario, che ha disseminato la strada dei suoi figli di consigli in briciole, senza briglie, lasciandoci sempre la responsabilità e il fresco brivido di sentirsi liberi di scegliere la via, in quel caso viveva la fatica di chi si sente in dovere di fermarti.

Finché un giorno, indicando “c’la roba lè“, ha trovato il coraggio di dirmi: “lassa lè, fat mia vegn di stran pinser“.

Rivedo la sua espressione sollevata, quando gli ho spiegato i motivi della mia lettura, la mia voglia di capire, di cercare in quelle pagine cosa aveva potuto drogare centinaia di migliaia di menti fino a sterminare milioni di vite.

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Non mi sconvolge il risultato del concorso del MIUR. Anzi, se nasce da precise scelte educative dei docenti, mi complimento con loro.

Pericoloso il fascino del male? Certo che si, ma le menti si formano stimolandole, sollecitandole con temi complessi. Il male, quello assoluto deve essere studiato fin dal suo stato embrionale; va capito, bisogna  preparare gli anticorpi, individuali e sociali.

Mi spaventano molto di più l’ignoranza, il disinteresse, la superficialità: vizi che portano a sottovalutare i sintomi e a ripetere quelli che possono sembrare errori o semplici leggerezze e invece sono i prodromi di nuove tragedie.

Ora vorrei capire le vere ragioni dell’inserimento in classifica del Mein Kampf. Poi potremo decidere se preoccuparci e quanto.

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