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La città amica

Smisurato amore.

"Amo visceralmente la mia città. Non potrei farne a meno: è l'inizio di ogni viaggio e il suo punto di arrivo, l'origine delle pene e la grande soddisfazione. Non è meglio, più bella, più ricca di altre città. Ma è Piacenza, casa mia”

| Città amica

La città amica non teme il cambiamento e la diversità, non rinnega le radici, sa che ogni tradizione ha senso se serve a modellare il futuro. La città amica non ha paura e crede che insieme nessun traguardo sia precluso.

skyline piacenzaLa città amica coniuga equità sociale e solidarietà umana; propone un welfare di comunità pro-attivo e universalistico, in cui ai servizi erogati corrispondono abilità e disponibilità rimesse in circolo da chi beneficia degli aiuti pubblici.

Le politiche sociali della nostra città sono impostate per rendere residuale l’assistenzialismo puro. Abbiamo bisogno di utenti disposti a intraprendere nuovi percorsi per il raggiungimento dell’autonomia, perché la condizione di fragilità sia vissuta come temporanea e superabile

piacenza2La città amica favorisce la prevenzione a discapito degli interventi riparativi ed emergenziali. A Piacenza, fare welfare significa scendere su un terreno di confronto e condivisione, di sviluppo di reti tra istituzioni, individui, famiglie e realtà produttive, terzo settore, associazioni di categoria e fondazioni, per rafforzare il tessuto della comunità come prima forma di auto tutela e sviluppo.

Ripensare e sperimentare sono parole d’ordine di un approccio che conta sull’entusiasmo del co-protagonismo, su un sistema dalla forte base valoriale, sulla promozione di un welfare responsabile e partecipato, fatto di consapevolezza e sussidiarietà reale.

Ampio spazio ai percorsi di acquisizione di crescenti e sempre migliori capacità di leggere i bisogni collettivi e prevederne l’evoluzione. Contrasto all’autoreferenzialità, per ottimizzare gli interventi e liberare risorse a favore di chi progetta su larga scala e con visione d’insieme, evitando dispersioni e sprechi.

ricci oddiPiacenza crede nelle uguali opportunità, nella tutela dei più fragili, nell’integrazione, ponendosi come soggetto centrale nella programmazione e organizzazione del sistema integrato d’interventi e servizi sociali, titolare di una committenza forte e di una funzione gestionale proporzionata ai contesti e agli interlocutori privati di riferimento.

Il Comune presidia il sistema complessivo di sviluppo dei servizi alla persona, in ambito sociale, socio-sanitario e socio-educativo. Gli interventi riguardano la salute, i servizi per le non autosufficienze, l’integrazione delle minoranze etniche, i servizi per le famiglie, per i minori, le attività promozionali per la terza età, le politiche abitative.

La città amica riconosce la centralità della persona e della famiglia nelle diverse fasi della vita, presidia il livello di offerta, oltre che la creazione di contesti regolati rispetto al mercato informale delle cure. Promuove servizi capaci di aggregare la domanda e incentivare i legami sociali.

Pranuccio farneseiacenza offre sostegno nei piccoli e grandi problemi della vita domestica, garantendo occasioni di socialità, mutuo aiuto e solidarietà, in cui costruire relazioni tra persone, famiglie, generazioni e servizi. Coordina le attività di conciliazione, mediazione interculturale, consulenza, animazione. Propone spazi educativi extra scolastici e di rinforzo didattico e aggregativo.

Sostiene la genitorialità adottiva e si occupa di prevenzione del disagio minorile, con un occhio vigile sulle situazioni d’incuria e maltrattamento, attraverso interventi di assistenza a domicilio a carattere socio-educativo, riabilitativo e di sollievo familiare.

La città amica è attenta alle persone fragili e sole. Tiene monitorate le situazioni di difficoltà e solitudine delle persone anziane con prestazioni leggere e gratuite a sostegno della vita quotidiana, di orientamento e accompagnamento alla presa in carico da parte dei Servizi.

duomoAttiva percorsi di socializzazione ad hoc, non arretrando sugli interventi promozionali, per preservare l’autosufficienza dell’anziano e garantire occasioni per stare insie
me. Imposta percorsi flessibili e individualizzati di accesso alle strutture (sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali), favorendo le situazioni più gravi e urgenti.

Piacenza non lascia sole le persone disabili: vigiliamo sul livello di qualità della vita attraverso una rete complessa di servizi flessibili e graduali, fatta di residenzialità, centri diurni, housing sociale, mini alloggi, gruppi appartamenti, ambienti protetti per avvicinare i ragazzi alla dimensione lavoro.

Contribuiamo a sgravare il carico di cura delle famiglie con programmi specifici per sperimentare prospettive di autonomia. Ci impegniamo per la riduzione e l’abbattimento delle barriere architettoniche, a cominciare dall’edilizia residenziale pubblica.

La città amica coglie il tema delle nuove povertà, di chi improvvisamente scende sotto la soglia minima e si trova ad affrontare dimensioni di vita mai sperimentate: l’emergenza abitativa è prioritaria. Diamo risposta a chi ha bisogno dell’edilizia pubblica come misura temporanea e assistenziale e cerchiamo di intercettare chi è in procinto di essere escluso dal mercato privato, coordinando l’offerta di alloggi privati a canoni calmierati.

Contrastiamo disagio, marginalità, esclusione sociale attraverso il potenziamento dei servizi contro la violenza di genere, la lotta alla tratta, allo sfruttamento sessuale e lavorativo. Investiamo sui programmi di accoglienza abitativa temporanea, ricoveri notturni e percorsi individualizzati di reinserimento sociale.

Crediamo in un ruolo forte dell’ente pubblico rispetto alla dimensione carcere, convinti che chi ha sbagliato deve avere la possibilità di redimersi e di tornare a produrre capitale sociale e valore aggiunto per la collettività cui farà riferimento. Per noi umanizzare le condizioni di detenzione e fornire occasioni di socializzazione e formazione professionale sono i modi migliori per traguardare il vero reinserimento.

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