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Nervi tesi

Ho letto il comunicato stampa dei capigruppo di maggioranza, in cui, in preda a una crisi di nervi per quattro consiglieri PD che a loro dire non accettano la sconfitta, lanciano strali con un linguaggio più affine alla retorica del ventennio che al dibattito consigliare odierno.

Io non penso che questa presa di posizione sia di grande aiuto al Sindaco Barbieri. Parlo seriamente.

Annunciano la fine della “stagione del dialogo”, quando è proprio su questi presupposti che il primo cittadino ha incentrato il suo discorso d’insediamento.

Per quanto la riguarda, ricordo bene che mi ha voluto accanto a lei a tagliare il nastro all’inaugurazione della nuova sede del servizio famiglie e minori, a dimostrazione di una continuità amministrativa da sottolineare. Questa per me è coerenza.

Smentire il proprio Sindaco nei fatti (dato che, ultimo consiglio a parte, è stata subito chiara la volontà di affermare il “voglio, posso, comando” di chi da troppo tempo mirava a gestire il potere) non è la migliore delle partenze. Farlo anche con le parole è ora segno di grande debolezza.

Queste premesse danno il sapore del più classico tentativo di auto suggestionarsi alle ormai immancabili dichiarazioni di fiducia assoluta a Patrizia Barbieri con cui dalla maggioranza si apre ogni intervento, sia in Consiglio che sulla stampa. L’impressione è di chi vuol ripetere all’infinito un concetto di cui non è convinto per vedere se a furia di dirlo finalmente si convincerà.

D’altronde, raramente si vede nei primi quattro mesi di governo una giunta chiamata a rispondere a interrogazioni della sua stessa maggioranza e bacchettata pubblicamente da consiglieri del proprio schieramento.

Sicuri che il problema siano i quattro consiglieri del PD?

Che, per inciso – così chiariamo la questione una volta per tutte – mai si rassegneranno alla sconfitta. Proprio perchè ce ne assumiamo la responsabilità – in nome e per conto del nostro partito – faremo di tutto per dimostrare nei prossimi 5 anni di meritare la fiducia di chi ci ha votato e anche di chi è stato a casa, per contribuire a riportare il centro sinistra alla guida della città, in nome di una sana democrazia dell’alternanza.

Quando verrà meno questa enorme motivazione, ce ne andremo a casa un minuto dopo.

Se l’idea di chi siede a destra è quella di avere di fronte quattro pulcini abbacchiati, remissivi e in silenziosa contemplazione di chi comanda (hanno già dimenticato i toni che usavano loro), sappiano che hanno sbagliato i conti e non sarà il registro intimidatorio di questi dispacci a sortire l’effetto.

Convergere su proposte di buon senso, da chiunque formulate, non dovrebbe mai essere un problema quando queste sono utili alla collettività, purché non si sia viziati da pregiudizi di parte.

La “stagione del dialogo” dunque, ha senso di esistere sui contenuti e sulle azioni volte al bene pubblico. Misero chi la intende come merce di scambio per un’opposizione morbida e acritica.

Qui invece è un fiorire di accuse, mani messe avanti, scarichi di responsabilità, come se le forze che si sono candidate a guidare Piacenza – vincendo – arrivassero direttamente da Giove, senza aver invece passato anni all’interno della “macchina”, con il dovere di sapere per filo e per segno la situazione.

Stare mesi ad attaccare per un aumento IRPEF che non s’ha da fare, dire “vade retro” IRPEF in campagna elettorale, denunciare un aumento mai avvenuto (e dover ammettere che sotto elezioni si può dire un po’ tutto e il suo contrario), buttar lì che in caso di aumento la colpa sarebbe stata di altri e ora impazzire perché l’aumento è stato bloccato rientra nella schizofrenia politica.

Sorge il dubbio che avendo continuato a guardare al dito e non alla luna, ora tutto questo nervosismo sia figlio della presa di coscienza che la stagione degli slogan è finita e arriva il momento di lavorare sul serio, con l’enorme fatica di capire che pesci pigliare, quali scelte fare e quali, tra le tante promesse, disattendere.

Staremo a vedere. Buon lavoro Sindaco: con questa squadra ne ha davvero bisogno!

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