Caregiver è un termine entrato ormai stabilmente nell’uso comune; indica “chi si prende cura” e si riferisce naturalmente a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato, anziano e/o disabile.

A pensarci bene è un termine abbinato all’idea di SOLITUDINE. La vita di chi si dedica a questa missione, poco alla volta, si riduce solo a quella, 18/20 ore al giorno.

Niente stipendio, contributi, ferie. Sovente, nemmeno il giorno libero.

Solo l’ansia, senza soluzione di continuità, di dover prevedere l’imponderabile, far coesistere la propria vita familiare con la routine di aiutare a vestirsi, lavarsi, mangiare, orientarsi, intrattenere, accompagnare gli sbalzi emotivi, spesso i capricci, di un anziano o di un disabile che, in quanto tale, non ti lascia nemmeno la speranza di un futuro migliore, ma la certezza di condizioni sempre più difficili. Sino alla fine.

Il portato psico-fisico di un caregiver è enorme. Non sempre tenuto in debita considerazione. Un bombardamento continuo di incombenze, mixato ad aspettative, lagnanze, accuse.

Solo chi vive o ha vissuto questa situazione può comprendere fino in fondo a cosa mi sto riferendo.

Questo stesso post è figlio della dolorosa mail di un caregiver allo stremo.

Passata l’emergenza CORONAVIRUS, credo che – da un punto di vista amministrativo (dunque, di servizi socio sanitari) – dovremo aggiornare le nostre competenze e ripensare le azioni da mettere in campo per dare più aiuto a questa categoria di cittadini, veri campioni di sussidiarietà nei confronti del sistema pubblico di offerta sociale e sanitaria.

Già ora, però, sulla scorta del supporto psicologico telefonico che Ausl sta fornendo ai cittadini nel contesto dell’emergenza sanitaria COVID-19, sarebbe da attivare un NUMERO VERDE DI SOLLIEVO destinato proprio ai caregiver, la cui situazione, a causa della pandemia, è oltremodo critica.

Non mi risulta esista. Attivarlo adesso potrebbe essere lo stess test per qualcosa di definitivo, per un nuovo servizio a disposizione e sostegno, nel prossimo futuro, di moltissime famiglie piacentine.

Proporlo è un dovere. Ragionarci su, una grande opportunità.

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