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Quale verità sul 118 di Piacenza

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Noi dobbiamo essere quelli che girano tra la gente, tendono le mani, lanciano messaggi, mostrano volti, propongono esempi. Partigiani dell’azione civile in un mondo con poca memoria, che prova ostinato a ripetere errori passati. ‪”Mai piú‬” o si costruisce giorno per giorno, o resta uno slogan che sa di muffa e ipocrisia.- Stefano Cugini

ambulanzaVenerdì sera, al termine del Consiglio comunale ero affranto. Dico davvero: sconsolato dalla strumentalizzazione del dibattito sul 118 cui avevo assistito.

Oggi, dopo aver letto Libertà, dopo qualche telefonata e un po’ di sms, mi è venuta voglia di “buttar dentro”.

Ma si, che si faccia da parte il PD, che da mesi lavora e condivide in modo serio una visione matura e responsabile.

Ma si, lasciamo campo libero alla Lega e alla destra, ancora una volta in compagnia del M5S: che continuino ad arringare le folle con i loro slogan populisti.

Vediamo dove ci porterà la loro intransigenza.

Non mi dilungo sull’incredibile stravolgimento di quanto io e Stefano Borotti abbiamo detto in Consiglio comunale: i verbali con la trascrizione degli interventi sono pubblici.

Chi pensa che il nostro “j’accuse” di populismo fosse rivolto ai cittadini e ai rappresentanti del comitato non solo sbaglia, ma è in malafede.

Chi crede che il PD stia lisciando il pelo alla Regione per “velleità politiche” è tanto fuori strada quanto in errore. Cosa grave, dal momento che dall’inizio abbiamo chiarito la nostra posizione con una serie di interlocutori, proprio perché convinti dell’importanza di confrontarci con chi ha competenza indiscussa.

Tra questi, appunto, anche chi oggi veste i panni del detrattore.

Bene. Far politica implica assumersi responsabilità: cambiare opinione è legittimo. Se qualcuno lo ha fatto, lo dica. Noi no.

Vorrei chiedere a chi avrà la bontà di leggere, che razza di critica è quella che Tommaso Foti ha rivolto al nostro ordine del giorno. Lo ha definito una resa, la prova di ignorare l’ABC della politica perché – udite udite – “per ottenere cinque bisogna chiedere dieci”, perché se si parte dalla mediazione si arriverà a mediare sulla mediazione.

Punti di vista. Noi non vogliamo prendere in giro i piacentini. Abbiamo individuato quello che per noi è un punto di caduta che considera tutti i valori in campo e da lì non intendiamo muoverci.

Lo abbiamo detto a luglio, lo abbiamo ribadito venerdì. Noi non spariamo alto per poi mediare. Preferiamo individuare la soluzione che crediamo essere la migliore e non trattare più. Non abbiamo garanzie di successo, ma per noi è serio fare così.

Se a qualcuno non sta bene, massimo rispetto. Anche se quel qualcuno parla continuamente di efficienza e poi è contro la logica di Area vasta, anche se quel qualcuno a Piacenza è contro l’accorpamento del 118 e in Regione è a favore della fusione addirittura delle intere Ausl.

Il documento che abbiamo presentato e che riporto di seguito è frutto di tanti confronti e delle informazioni reperite dalle risposte date a più di un’interrogazione presentata (da tutte le forze politiche) all’assessore Lusenti.

Quei documenti li abbiamo chiesti e ottenuti noi, li aveva in mano il consigliere Foti, li può avere qualunque altro collega. In quei documenti la visione della Regione è abbastanza chiara.

Nessuno, PD escluso, ne ha fatto cenno. Nessuno ha parlato della disponibilità dichiarata dalla Regione a lasciare in capo alle singole Ausl l’emergenza territoriale. Lo sloganNO allo spostamento del 118, senza se e senza ma” è di certo più immediato.

Il PD di Piacenza non vuole fare sconti a Lusenti. Chiediamo anzi prove inconfutabili e conferma delle garanzie che ci sono state anticipate: per esempio, se il documento che definisce l’implementazione tecnologica non passa, cade tutto il discorso accorpamento. Queso è chiaro e fuori discussione.

Se però otterremo quanto chiesto con l’odg (e con il documento di luglio), avremmo fatto un ottimo servizio alla comunità, come riconosciuto dallo stesso Foti, prima di ritenerlo impossibile.

O forse, davvero, sarebbe meglio far qualche sorriso in più, lisciare sul serio qualche pelo in più – magari proprio agli amici del comitato – fare un po’ di cinema senza esporsi troppo.

O addirittura, lo ripeto, farsi proprio da parte. E aspettare la prima difficoltà degli altri per attaccare e provare noi, per una volta, il facile esercizio di critica distruttiva che così bene riesce all’opposizione.

  1. ordine del giorno 118_22112013
  2. Valorizzare_e_salvaguardare_il_sistema_118_a_Piacenza_17072013

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