Confronto. Non inciucio.

"La coerenza è virtù importante, che alla lunga paga. Soprattutto, chi ti segue la percepisce. Inutile ostentare certezze che le tue parole smentiscono puntualmente. L'unico a cascarci, forse, sei tu.”

| Stanare le incongruenze

Bastano 5 anni di "vaffa", “pidiota” e via discorrendo a far dire che non è possibile alcuna alleanza o appoggio esterno al Movimento 5 Stelle? Ebbene, io credo di no, Bastano gli appelli alla responsabilità di Di Maio & co. per un'alleanza o un appoggio esterno? ASSOLUTAMENTE NO. Anzi.

Bastano 5 anni di “vaffa”, da “pidiota”, “ebetino”, “mafioso”, “ladro”, “casta”, “indegno”, “vergognoso”, e via discorrendo a far dire che non è possibile alcuna alleanza o appoggio esterno al Movimento 5 Stelle?

Ebbene, io credo di no, che non basti. E lo dico senza problemi.

La politica è l’arte del compromesso – preferibilmente non al ribasso – e gli insulti presi capita vadano messi da parte per senso di responsabilità. Tenere i nervi saldi é un dovere, quando c’é in gioco un bene più grande.

Non ho alcuna difficoltà a parlare e confrontarmi in Consiglio Comunale con i colleghi grillini sui vari provvedimenti, a confluire su posizioni comuni quando queste sono valide e di pubblica utilità, a votarne gli atti. Lo stesso vale per le proposte sensate (poche o tante che siano, questo è altro discorso) del centro-destra.

Non vedo perché dovrebbe quindi essere così difficile farlo a livelli più alti. Quando c’è da rispondere, ascoltare, parlare è giusto farlo.

Bastano gli appelli alla responsabilità di Di Maio & co. per un’alleanza o un appoggio esterno? ASSOLUTAMENTE NO. Anzi.

La responsabilità è proprio quella che mi impedisce di considerare queste ipotesi, forte del fatto che il partito a cui sono iscritto si colloca su una linea valoriale, comportamentale, metodologica alternativa al Movimento.

La creatura di Beppe Grillo, partito-azienda leaderistico e populista, tra il grande bluff di “uno vale uno”, la totale mancanza di trasparenza sui meccanismi interni, l’utilizzo della rete su cui qualche approfondimento meriterebbe di essere fatto, le posizioni no vax, l’euroscettismo in combriccola con quello statista che risponde al nome di Nigel Farage, la retromarcia sullo jus soli, sulle unioni civili, sulla legge elettorale, ecc ecc ecc, ha fatto di tutto per segnare distanze difficili ora da appianare senza un percorso che non sia figlio di fredda strategia per formare un governo.

Ora come ora non è questione di meglio o peggio, criterio soggettivo, ma di inconciliabilità oggettiva.

La responsabilità che mi impedisce di considerare ipotesi di alleanza o appoggio esterno è figlia dell’essere stato sempre additato come il “male”, l’origine di ogni problema e il freno autentico alle soluzioni da una forza che è stata scelta dagli elettori per aprire una nuova fase che non ci contempla.

Tutta l’azione del Movimento è stata improntata alla demolizione del Partito Democratico e a prendere il suo posto.

Dato che mai prima d’ora ha sperimentato l’onere della guida di una Nazione, trovo giusto che questa compagine dimostri ai milioni di persone che le hanno dato fiducia la bontà del suo programma e quanto le promesse fatte siano realizzabili, perché dalla virtualità degli algoritmi social si scenda sul piano della concretezza delle scelte quotidiane.

Io ho visto molta certezza nella campagna elettorale dei 5 Stelle, fatta di proposte per le quali, detto da loro, sono già state individuate le coperture economico/finanziarie. Hanno passato 5 anni a studiare in Parlamento, motivo per cui, a meno che non abbiano preso in giro le persone, sanno di cosa stanno parlando e hanno avuto tempo e strumenti per fare bene i conti.

Giusto che la palla adesso sia in mano loro, primo partito per distacco. Punto.

Mi aspetto dal mio partito la piena assunzione di responsabilità di non mettere bastoni tra le ruote con un’opposizione ignorante, ma che faccia sentire in ogni attimo della prossima legislatura il fiato sul collo di tante competenze pronte a vivisezionare atti e proposte e a spiegarne i dettagli ai cittadini, sostenendoli quando meritano, bocciandoli senza appello se e quando gli slogan si sgonfieranno in pietose buffonate.

Vero che, tra patti del Nazareno, Alfano, Verdini, Casini eletto a Bologna e altre perle simili, il PD di oggi sarebbe titolato a venire a patti con chiunque, ma vero anche che perseverare è diabolico.

Il PD di oggi ha perso malamente e se anno zero deve essere, cominciamo col non ripetere gli errori del passato: per senso di responsabilità e perché un po’ di opposizione, non vissuta come un torto subito, ma da giusta panchina, utile a ritrovare le frequenze adatte col Paese, può farci solo bene.

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