A voler seguire i cliché, oppure ad ascoltare il tambur battente della campagna elettorale, è difficile oggi immaginare un dirigente con più aspettative di chi comanda la Polizia locale in un ente guidato dalla destra.

La Lega Nord ad aprile presenta il suo decalogo sulla sicurezza, pezzo forte del programma, con cui a giugno trascinerà la coalizione alla conquista di Piacenza.

Dieci punti in gran parte dedicati al potenziamento del corpo di PM: assunzioni, riorganizzazione, nuove pattuglie, protagonismo spinto. Impossibile sperare di meglio per un comandante appena arrivato, dichiaratamente intenzionato a chiudere la carriera qui da noi e desideroso di mettersi in mostra.

Per i cittadini, la prospettiva di una città sicura come un fortino e salvata dal degrado, protetta da vigili che di robocop si fanno un baffo, supervisionata da un assessore garante del nuovo corso.

Vergante e Zandonella. Zandonella e Vergante. Binomio indissolubile, vederli insieme diventa presto la regola. Come Batman e Robin, sembrano proprio i nuovi supereroi pronti a ripulire la città da balordi, abusivi, clandestini e disperati vari.

La luna di miele promette scintille, tra blitz ai giardini, allontanamenti, multe ai ciclisti, convegni, cerimonie create dal nulla per consegnare bandiere e onoreficienze. Uno dei sindacati di polizia locale, il SULPL, in brodo di giuggiole per l’aria nuova portata dal “suo” assessore. Conferenze stampa in serie e fotografie in stile “Gli intoccabili“.

All’improvviso però, il colpo di scena: la favola si interrompe.

Nonostante premesse e attese, si scopre che dopo soli quattro mesi di convivenza con i nuovi datori di lavoro (se si contano anche le ferie estive) il comandante dell’operazione “Scorpione” ci lascia per andare a Monza, dopo averci provato pure con Torino.

Quella che ha tutto il sapore di una fuga, di uno che a marzo scorso programmava una permanenza in pianta stabile a Piacenza (sentito con le mie orecchie), è dal punto di vista politico un grande smacco per l’assessore con la delega alla sicurezza e, per estensione, di chi lo ha scelto per interpretare il ruolo.

Ci aspettiamo le solite giustificazioni (motivazioni personali? scelta di vita?) e il classico comunicato di ringraziamento reciproco. La verità la sanno solo i protagonisti.

A noi resta una città che per il momento è peggiorata sul piano della sicurezza e del degrado (ai giardini Margherita ogni giorno un arresto, in via Tibini c’é chi la fa per strada, in via Pozzo si randellano come dei fabbri).

Se questi sono i risultati sulla materia forte, il fiore all’occhiello del nuovo corso, mi vengono i brividi a pensare come saranno gestite le partite in cui i nuovi governanti si sentono meno “sul pezzo”.

“Il binomio sindaco Barbieri e comandante Vergante ha infuso in molti agenti fiducia e speranza”

Così dichiarava in un comunicato del 27 giugno la segreteria Sulpl Piacenza. Evidentemente il primo a non nutrire la stessa fiducia e speranza era proprio Piero Vergante.

Povero Robin.

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