Lungodegenze, sarà la volta buona? Nell’ultima seduta della CTSS (Conferenza territoriale sociale e sanitaria) il Direttore generale dell’Asl, Luca Baldino, si è scagliato contro le cliniche private convenzionate della città che, a suo dire, sono fuori standard.

Ora basta! Da troppo tempo riceviamo continue lamentele sulla qualità delle strutture delle cliniche private. Ho scritto una lettera indirizzata a tutti gli enti privati accreditati. O si adeguano in termini infrastrutturali e assistenziali agli standard previsti dalla Regione Emilia Romagna, oppure l’azienda USL dovrà necessariamente studiare alternative.

Dal Comune di Piacenza grande soddisfazione per le parole del Direttore, che ha scelto di rendere pubblico un nervo scoperto su cui da tanto tempo stiamo tirando la giacca all’Ausl. La nostra attenzione è datata, tanto da essere già stata sollevata in Consiglio comunale nel febbraio 2015, suscitando la piccata risposta dei diretti interessati.

Alla luce della presa di posizione di ieri, immagino improbabili nuove levate di scudi a difesa dell’esistente.

Mi ha fatto piacere essere citato come colui che, per conto dell’amministrazione, si è fatto portatore nel tempo delle istanze di molti piacentini. Quando si parla di anziani, disabili, persone fragili, cittadini spesso prossimi al fine vita, va da sè che sia i pazienti che i familiari meritino tutta l’attenzione e la delicatezza possibili, con una presa in cura attenta, dignitosa, di qualità: umana, organizzativa e professionale.

Possibile sia solo sentito dire? Sarà pure ma, come quando si parla di sicurezza, la percezione è un aspetto da considerare in modo attento, perché qualcosa di vero porta sempre con sè. Già al precedente Direttore generale, Andrea Bianchi, avevo pìù volte chiesto di ampliare il raggio di azione dei comitati consultivi misti anche alle sedi di lungodegenze, proprio per avere un soggetto terzo in grado di portare la voce e gli occhi dei cittadini dentro alle strutture, per avere – e poter trasmettere – un punto di vista oggettivo.

Ora mi aspetto i sensibili miglioramenti che l’ing. Baldino ha chiesto, ma ribadisco il bisogno di studiare forme di monitoraggio periodico a tutela delle fasce più deboli di pazienti.

Ciò detto, resta ancora da affrontare il tema da un punto di vista più funzionale e strutturale, perché a oggi c’è una fascia di persone che esce dalla fase acuta e viene impropriamente collocata in lungodegenza dato che mancano soluzioni intermedie più adeguate, in attesa del recupero e del ritorno a casa. Questione complicata ma impellente, che chiama in causa il bisogno, anche alla luce della riorganizzazione della rete ospedaliera in corso, di approntare sul territorio un’offerta integrata che contempli tutte le dimensioni (sanitaria, socio-sanitaria e socio-assistenziale) anche attraverso la riconversione dei posti letto di ospedali e case di cura in letti di sollievo e a valenza sociale.

Inquadrato un punto, è bene pensare subito a quello successivo. I piacentini meritano risposte adeguate ai loro bisogni crescenti.

La politica deve essere operaia, fatta di esempio e sacrificio. Senza il primo non c’è credibilità. Senza il secondo manca la spinta al miglioramento.- Stefano Cugini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *