welfare e sanità
Telefono Rosa e lese maestà

Sono strane le critiche che ci rivolge Telefono Rosa, prontamente supportato da candidati Sindaco e aspiranti consiglieri in cerca di voti. L’impegno del Comune di Piacenza è al di là di ogni ragionevole dubbio.

Sia nel 2013 che nel 2014, sono stati stanziati ed erogati all’associazione 13,000€ per sostenere il funzionamento della casa di accoglienza per le donne che subiscono violenza.

Nel 2015 sono stati proposti, ideati, progettati e finanziati gli interventi di potenziamento e ampliamento dei servizi offerti, per una spesa pari a 109.164,37€, in parte concessi direttamente a Telefono Rosa e in parte affidati a Asp Città di Piacenza, braccio operativo del Comune e coordinatore provinciale del programma.

Il 4 settembre del 2015 abbiamo sottoscritto insieme ai Comuni di Castelsangiovanni e Fiorenzuola, l’Azienda Usl, la Fondazione di Piacenza e Vigevano e la stessa Asp, il protocollo mirato a implementare e potenziare le attività di ascolto e accoglienza sul territorio provinciale. Ne è derivata l’assegnazione del finanziamento citato, garantito dalla Regione e dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio. In questo modo le strutture cittadine già esistenti e sovvenzionate dal Comune di Piacenza sono state ampliate per rispondere alle esigenze dell’intera provincia, incrementando, fino a triplicare, i posti di accoglienza.

Alla scadenza del Protocollo, il 31 dicembre 2015, solo il Comune di Piacenza si è impegnato a proseguire con risorse proprie mettendo a disposizione altri 83.600€ erogati in quota parte a Telefono Rosa e Asp che, ripeto a scanso di equivoci, gestisce per conto e su mandato dell’Amministrazione comunale i servizi in questione.

Per quanto attiene il 2017, a fronte della regolare rendicontazione di Telefono Rosa sul primo trimestre, il Comune di Piacenza ha già versato 15.000€, che si conta di recuperare dallo stanziamento ministeriale promesso, ma non ancora arrivato. Vanno aggiunte altre risorse legate a un progetto regionale (circa 22.000€) e a un ulteriore programma della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui il Comune di Piacenza è stato capofila nella stesura e per il quale svolgerà un ruolo di coordinamento tecnico e rendicontazione amministrativa anch’essi piuttosto impegnativi.

Il sostegno al funzionamento della casa di accoglienza per donne vittime di violenza è garantito – come attestano le risorse collettive spese – in conformità con le indicazioni della legge regionale 2 del 2003, che inserisce tale struttura nei livelli essenziali delle prestazioni  sociali.

È evidente che il Comune di Piacenza non può finanziare da solo un centro a valenza provinciale: per questo ci si aspetta un contributo anche dai territori di Levante e Ponente. È altrettanto palese che il Comune può al massimo anticipare parte del finanziamento nazionale, ma non può integralmente liquidarlo prima che questo sia corrisposto. Abbiamo ricevuto le ultime rassicurazioni della Regione circa i 45.000€ annui di riparto dei fondi antiviolenza 2017 e 2018, che tuttavia a oggi non sono ancora stati erogati.

Colgo la curiosità del fatto che quando si parla di soldi e rendicontazione puntuali, chi è da sempre abituato a una gestione “autonoma” reagisce stizzito.

Ciò non di meno, abbiamo fatto il pieno di pazienza e ce l’abbiamo davvero messa tutta. Faccio fatica a capire, a fronte di dati oggettivi, come si possano avanzare dubbi sulla nostra volontà politica e non puntare invece il dito su chi è davvero in difetto.

Noi stiamo adempiendo il nostro dovere civico e istituzionale per il quale non sono certo richiesti ringraziamenti, ma quantomeno l’onestà intellettuale di tener conto della realtà dei fatti.

 

La volontà politica di supportare il centro antiviolenza, così come la casa rifugio per le vittime di abusi e maltrattamenti, è indiscussa e si è concretizzata, in questi anni, con l’impiego di soldi della collettività, anche supplendo a ritardi o inadempienze a livello provinciale, regionale e nazionale.

welfare e sanità
Realtà distorta sul contrasto alla violenza di genere

Leggo basito l’invito a vergognarmi che mi rivolge la candidata di destra Patrizia Barbieri, che ho avuto il piacere di conoscere solo pochi giorni fa. Tanto cordiale il saluto di allora, quanto maleducato il tono a stretto giro.

Sgarbato e ignorante, in senso proprio, poiché è evidente che parla per sentito dire di una vicenda che non conosce. La invito a scegliersi meglio i gobbi che dettano il copione, perché le parole usate a margine della visita a Telefono Rosa dimostrano che se è questo il grado di attendibilità che i piacentini possono aspettarsi, c’è poco da stare allegri e sarà meglio per il centro sinistra impegnarsi molto per non lasciare la città ad amministratori così superficiali.

Cara avvocato, non ho niente di cui vergognarmi, vado sereno a testa alta per l’impegno che ho messo in ogni giorno del mio mandato. Spiace constatare che invece di proporre la sua visione, si limiti ad attaccare a testa bassa, tradendo un’idea di politica litigiosa e lontana dai contenuti e, peggio ancora, dalla verità.

In questa fiera della disinformazione sarà il caso di dire ai piacentini, tra cui le responsabili di Telefono Rosa (casomai nutrissero dei dubbi), che è tanta la nostra volontà politica di sostenere il contrasto alla violenza di genere che è proprio grazie a noi che si sono triplicati i posti in casa rifugio e si è qualificato il centro su scala provinciale, attivando pure il servizio di reperibilità notturna.

Dirò di più, così vediamo se oltre che lesta a sentenziare, è anche onesta intellettualmente: le offro la possibilità di scurarsi, confidandole che dal 2016 a oggi il progetto è rimasto attivo solo perché il Comune di Piacenza, attraverso Asp, ha supplito ai mancati pagamenti degli altri distretti, i cui comuni capofila, Fiorenzuola e Castel San Giovanni, stanno dalla sua parte politica.

Parliamo di risorse per donne e bambini, vittime provenienti dalla provincia e ospitate in città a nostre spese. Noi abbiamo rispettato il protocollo anche una volta scaduto, a differenza di altri, da cui stiamo ancora aspettando i pagamenti. Avremmo forse dovuto mettere soggetti fragili in mezzo a una strada?

È tanto vero quel che dico, che abbiamo chiesto una convocazione ad hoc dell’ufficio di presidenza della conferenza socio sanitaria proprio per affrontare la questione, diventata insostenibile per le casse di Piacenza, oltre a non essere più tollerabile per banali ragioni di correttezza istituzionale. Per quanto riguarda poi i fondi statali, è difficile liquidare somme che non sono ancora arrivate nemmeno a noi!

Pensi un po’ signora candidata: nella foga dello scontro fazioso, ci ha definito insensibili e menefreghisti, insulti che, al limite, potrebbe indirizzare – cosa che noi con più eleganza non abbiamo fatto – al “suo” centro destra che comanda a Levante e Ponente.

Prenda atto di una cantonata che più grossa di così non avrebbe potuto essere. Quando cinque anni fa mi sono avvicinato per la prima volta alla politica è stato proprio per dare il mio contributo a superare questa distorsione del confronto pubblico, che crea solo rabbia e disaffezione nei cittadini.

Ho studiato molto e cercato di essere sul pezzo prima di aprire bocca. Nonostante la sua lunga esperienza, glielo consiglio per il futuro. Buona campagna elettorale.

Amministro come so fare il volontario. Non prometto agli altri meraviglie ma lavoro con gli altri per un mondo migliore. Tutti i giorni. Con l’ottimismo ignorante di chi lo crede possibile se fatto insieme. Avete mai visto un volontario fare promesse? Il volontario coglie un bisogno, si attiva per risolverlo, cerca chi lo può aiutare. Ai proclami preferisco la fatica.- Stefano Cugini
diritti, nuovi cittadini, welfare e sanità
ASP VITTORIO EMANUELE: chissà perché da destra sempre e solo attacchi.
Noi dobbiamo essere quelli che girano tra la gente, tendono le mani, lanciano messaggi, mostrano volti, propongono esempi. Partigiani dell’azione civile in un mondo con poca memoria, che prova ostinato a ripetere errori passati. ‪”Mai piú‬” o si costruisce giorno per giorno, o resta uno slogan che sa di muffa e ipocrisia.- Stefano Cugini

polledri_girometta_aspGiornata di interrogazioni. Due, entrambe del centro-destra, tutte sull’accoglienza profughi gestite dalla nostra ASP: una della Lega, presentata col solito piglio da Massimo Polledri, l’altra di Forza Italia, affidata a un’imbarazzata Maria Lucia Girometta.

Ma andiamo con ordine:

polledriMassimo Polledri, riferendosi al protocollo firmato tra ASP, Comune, Questura e Prefettura per “un’accoglienza emancipante, in un percorso di integrazione e autonomia“, obietta di atti vandalici nel parcheggio – ovviamente riferendoli ai migranti accolti – lascia intendere modalità di presa in carico poco efficaci – “al di là del girare in bicicletta, fumare sigarette e oziare durante il giorno” e cerca il colpo gobbo, l’ammissione dell’utilizzo di personale che invece di assistere anziani e disabili, sarebbe destinato ai profughi.

giromettaMaria Lucia Girometta si spinge oltre, con un book fotografico che a suo dire dimostrerebbe un “parcheggio invaso dai rifiuti“, “panni e coperte stese“, “problemi di igiene, decoro, sicurezza“, stranieri che “non rispettano le regole di civile convivenza“. Il Vittorio Emanuele trasformato nei bassifondi di Calcutta, insomma.

Il mondo al contrario. Nelle ultime settimane noi denunciamo con forza la situazione di alcune strutture in cui c’è sovraffollamento, sporcizia, persone in canottiera, calzoncini e infradito in pieno inverno che rincorrono e mangiano nutrie per la fame e niente, da Lega e Forza Italia nessuno leva un dito.

Libertà pubblica il reportage di due visite a sorpresa, una dove si trova degrado e disprezzo per l’umana condizione, l’altra che svela “attenzione e cuore“, “familiarità e cura” e loro che fanno? Scattanti come centometristi olimpici preparano interrogazioni/denuncia su Asp, quella dove “la dignità non é morta” e ci sono “giornate piene“, “educatori che accompagnano“, “un progetto sociale“.

Che dire, l’ennesima dimostrazione di enorme fastidio verso questo Vittorio Emanuele che funziona, risana i conti, aumenta i servizi, inaugura locali e appartamenti, assume personale, si coccola i suoi ospiti anziani e disabili e cerca pure di metterci quella professionalità nella presa in carico di esseri umani deportati – perchè oggi di questo si tratta – che ad altri manca.

Misteri della vecchia politica. Peccato che anche stavolta i detrattori hanno sbagliato bersaglio.

lega-nordObiezione vosto Onore! L’accusa cerca di influenzare la giuria!” Quando mi ricapita di esclamare in aula una battuta da film americano così!

Mi ha dato lo spunto proprio Polledri, in deficit di onestà intellettuale, pronto a rifilare la colpa di qualsiasi evento a “quegli” ospiti, incurante (o forse contento) di creare allarmismo sociale e discriminazione.

Piccoli episodi di vandalismo e furtarelli nel parcheggio del Vittorio Emanuele non sono mai mancati, ma come non era giusto prima – senza prove – puntare il dito contro il SERT giusto dall’altra parte della strada, è sconsiderato accusare per partito preso i profughi adesso.

Tanto quanto insistere sul fatto che passino le giornate nell’ozio, con le mani in mano, anche dopo avergli dimostrato in quante e quali cose siano quotidianamente impegnati con ASP.

Nel solo mese di ottobre abbiamo coinvolto 43 persone nei corsi di italiano organizzati dal CPIA e impegnato tutte le restanti in corsi interni con 4 insegnanti volontari. Per quanto riguarda le attività di volontariato, abbiamo una squadra ASP di 11 persone per la cura del verde e la piccola manutenzione (tinteggiatura, montaggio e smontaggio mobili ecc…), oltre a un gruppo di donne che gestisce lai distribuzione dei capi di vestiario per tutti i cittadini stranieri accolti e altre 21 persone inserite nel patto con il Comune di Piacenza per opere di diserbo manuale delle vie del centro e dei parchi giochi, secondo la mappa fornita dagli uffici comunali – settore ambiente.

Per intenderci:

  • Lunedì 3 ottobre diserbo nei pressi della Scuola Giordani e in Stradone Farnese;
  • Martedì 4 ottobre diserbo in Piazza S. Antonino e Parcheggio Cavallerizza.
  • Mercoledì 5 ottobre diserbo in Piazza S. Antonino , in Vicolo Chiostri e Via San Vincenzo.
  • Giovedì 6 ottobre diserbo in Via San Giovanni, Via delle Asse; in Via Molineria San Giovanni, Via Campagna, Via San Sepolcro.
  • Venerdì 7 ottobre diserbo in Via Taverna, Viale Malta; in Via Castello, Via Maddalena.
  • Lunedì 10 ottobre diserbo in Via Gazzola, Via Santa Margherita, Via San Marco; Via Mazzini.
  • Martedì11 ottobre diserbo in Via Cittadella, Via Bertè; Via Baciocchi, P.zza Cittadella.
  • Lunedì 17 ottobre diserbo in via Pozzo, via Torricella, via Tibini; via Madoli, via Sansone, via Alberoni; giardino/parco di Viale Pubblico Passeggio.
  • Martedì 18 ottobre diserbo in Via Benedettine, via Giordano Bruno; via della Ferma, via Montagnola; giardino/parco di Viale Pubblico Passeggio.
  • Mercoledì 19 ottobre diserbo in Via Leonardo da Vinci, Via Passerini; giardino/parco di Via Santa Franca.
  • Giovedì 20 ottobre diserbo in Via XXIV Maggio, giardino/parco di Via Santa Franca.
  • Venerdì 21 ottobre diserbo in Via Boselli, giardino/parco di Via Caduti sul Lavoro.
  • Lunedì 24 ottobre giardino/parco di Via Caduti sul Lavoro.
  • Martedì 25 ottobre diserbo in Via Sanzio, Via Lanza Via Grandi, Via Rogerio; giardino/parco di Via Caduti sul Lavoro.
  • Mercoledì 26 ottobre diserbo in Via Montebello Via Pavia, Via Serravalle Libarna, Via Pizzi; giardino/parco di Viale Pubblico Passeggio angolo Via Santa Franca.
  • Giovedì 27 ottobre diserbo in Via Asti, Via Casteggio, giardino/parco di Viale Pubblico Passeggio angolo Via Santa Franca.
  • Venerdì 28 ottobre diserbo in Via Stradella, Via Broni; giardino/parco di Viale Pubblico Passeggio angolo Via Santa Franca.
  • Sabato 29 ottobre un gruppo di ragazzi ospitati presso la struttura di via Scalabrini al piano terra accompagnati dagli educatori ha partecipato insieme ai volontari del gruppo piacentino di Legambiente alla pulizia, raccolta differenziata e pulizia del parco di via Molinari e del piazzale antistante al campo sportivo della società sportiva Libertas Piacenza.

Nonostante tutto, imperterrito, ha provato a far passare – un’altra volta ancora – l’altra leggenda metropolitana per cui in ASP toglieremmo personale dalle cure ad anziani e disabili per dedicarlo ai profughi.

Il Comune di Piacenza NON utilizza, per la gestione dei richiedenti asilo, personale dedicato ad anziani e disabili. La prima volta che mi è stata fatta questa domanda ho accettato di buon grado che fosse “legittimo immaginare” questa situazione. Dalla seconda volta in avanti è solo bieca strumentalizzazione, una balla colossale a cui spero di essermi opposto per l’ultima volta.

Maria Lucia Girometta mi ha dato l’idea di rappresentare idee di altri. Troppo lontana questa interrogazione dalla sensibilità personale della consigliera, dalla quale mi dividono molte posizioni ideologiche, ma che stimo come brava persona, educata e di cuore.

Mi ha stupito sentirla presentare un documento triste, esempio dello scadimento del confronto politico che sembra non avere limite, tutto incentrato sulle presunte condizioni di degrado del cortile interno al Vittorio Emanuele, dove ci sono le strutture che ospitano i richiedenti asilo.

  • Per colpa dei profughi il parcheggio è invaso dai rifiuti

RISPOSTA: in Asp ci sono 200 ospiti incontinenti. 3 ausili + 1 traversa monouso al giorno fanno circa 800 pannoloni usati, a cui aggiugere gli scarti di 500 pasti, i mobili da eliminare, le attrezzature sanitarie dismesse, i girelli e le carrozzine da buttare. Se si fotografa lo stato del cortile, area smaltimento rifiuti, prima del passaggio di IREN, il quadro è questo. Si può immaginare il contributo dei profughi quanto può incidere su questa mole di sporcizia!

  • Con i profughi ci sono panni e coperte stesi sulle recinzioni, e quindi degrado e problemi di igiene

RISPOSTA: Vero. In realtà ora non più, li abbiamo dotati di stendi biancheria. Si tratta comunque di panni puliti! Santo cielo, ma nessuno di voi è cresciuto nelle case popolari quando da bambini ci divertivamo a correre tra le lenzuola stese sui fili tirati tra un palazzo e quello vicino, sostenuti dai pali di legno? Avrei voluto vedere le massaie che ci rincorrevano urlanti per evitare che sporcassimo panni puliti giocandoci in mezzo, cosa avrebbero fatto allo sventurato che si fosse permesso di parlare di degrado, decoro, igiene pubblica! Ah, altri tempi…

Dico, ma è mai possibile arrivare a questo livello di intolleranza? Può esserci vera convinzione in questi attacchi privi di senno, o sarà solo voglia di allarmare il prossimo per alimentare quella tensione tanto utile quanto più ci si avvicina alle elezioni?

Continuate così. Al senso di responsabilità ci pensiamo noi.

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diritti, nuovi cittadini, welfare e sanità
PROFUGHI: le Nazioni Unite in ASP!
Ci spaventano le cose che non conosciamo, ma a volte è meglio conoscere una cosa per provarne una sana e consapevole paura.- Stefano Cugini

unhcrIl mondo alla rovescia!

Ieri le Nazioni Unite – UNHCR sono state a Piacenza per un sopralluogo a strutture deputate all’accoglienza profughi. Chi indovina il soggetto scelto per essere visitato e valutato? Ve lo dico io: Asp, sempre Asp, solo Asp.

Il Prefetto lamenta scarso personale per andare a Corte Bossina, ma per un giretto in Asp, soli o in compagnia di altri controllori, qualcuno si trova sempre.

Ebbene si, in città si è alzato un polverone su Cascina Bossina, con più di 70 ospiti, a fronte di 25 posti di disponibililtà dichiarati, con tanto di verbale AUSL mandato in Procura della Repubblica (“un colpo basso“, é scappato a qualcuno a cui proprio non era il caso scappasse), e gli ispettori delle Nazioni Unite vengono accompagnati a casa nostra.

Per amor del cielo, a noi va benissimo, nulla da nascondere. Anzi, ne faremo occasione per imparare cose nuove e migliorarci ancora. Ma un po’ singolare lo é, dai.

sopralluogo unhcr

Siccome però sono un inguaribile ottimista, voglio pensare che a un così importante organismo internazionale si sia voluto mostrare il lato migliore della presa in carico sul territorio. A Piacenza in fondo siamo riservati, “i panni sporchi” da tradizione, li laviamo in casa e a portare questi signori da altri gestori si finisce per dover rispondere a domande imbarazzanti. Bon.

Se è così, ora aspetto con ansia di vedere la “biancheria” fresca e pulita sventolare all’aria aperta, sotto gli occhi di tutti, perché a chiunque si possa dimostrare che le brutte macchie sono state levate.

L’importante però é che l’UNHCR non creda, dopo ieri, che quella che ha trovato in Asp sia ia qualità normale dell’accoglienza piacentina, perché non é così. Ieri, signori miei, avete visitato un‘eccellenza.

Se volete fare fino in fondo il vostro lavoro e chi dovrebbe segnalarvi dove guardare decide diversamente, un paio di indirizzi ve li passo volentieri io.

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edicola
ASP VITTORIO EMANUELE: anche il 2016 ci vede in traiettoria
È inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.- Italo Calvino

asp2Giornata di approvazione per il bilancio preventivo Asp 2016. Nulla di strano, non fosse che siamo al 13 ottobre, il che fa di questi conti qualcosa di molto simile a un consuntivo. Ma tant’è, stranezze della contabilità.

A voler guardare il lato positivo, stiamo ragionando su numeri che di fatto già certificano l’andamento del 2016, un anno molto particolare, caratterizzato da tante inaugurazioni, servizi avviati, gravosi impegni sostenuti e tanta, ma tanta progettualità; dulcis in fundo, la ciliegina dell’accoglienza profughi, di cui avrei fatto volentieri a meno (per lo sforzo organizzativo che implica) non fosse per la pessima opinione che ho rispetto alla media della presa in carico sul territorio.

Ma torniamo ai numeri, che certificano per un altro anno ancora la bontà della scelta fatta ad aprile 2015 e la tenuta del piano di sviluppo che l’amministratore unico Marco Perini sta traducendo in realtà.

Diapositiva2

 

Diapositiva5

 

La linea dei ricavi è in costante crescita (+22%) dal CONSUNTIVO 2014 a oggi.

Diapositiva7Con il preventivo di quest’anno si raggiunge di fatto il punto di pareggio (tasse escluse) tra ricavi e costi.

Diapositiva12Per un quadro complessivo, guardando ai risultati d’esercizio, che in pochissimi anni, come da programma, tende al sostanziale pareggio effettivo di bilancio.

Quella che sembrava un’impresa, su cui in pochi parevano disposti a scommettere, viaggia a passi spediti verso una consolidata realtà.

Poche altre partite possono giocarsi con il rilancio di Asp la palma di più grande orgoglio personale di questa mia prima esperienza da amministratore. Davvero una gran bella soddisfazione.

Ora, piedi per terra e torniamo a testa bassa a lavorare.

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curiosità, nuovi cittadini, società
PROFUGHI. Lo sai che chi non rispetta i patti è fuori dal progetto ASP?
La politica deve essere operaia, fatta di esempio e sacrificio. Senza il primo non c’è credibilità. Senza il secondo manca la spinta al miglioramento.- Stefano Cugini

cartellino rossoGestione #profughi #asp. Da subito abbiamo detto che si sarebbe incentrata su un vero patto di accoglienza, in cui ai sacrosanti #diritti sarebbero stati indissolubilmente legati i naturali #doveri.

Noi rispettiamo la nostra parte di patto. Ieri sera alle 21:37 ho disposto l’esclusione dal progetto di un ragazzo che pensava di potersi astenere dal rispettare la sua.

Poteva avere buone condizioni per ricominciare una vita nuova.

profugo bloccato mentre spaccia

Oggi avrà un processo per direttissima e i pochi effetti personali in mezzo a una strada.

asp espulsione progetto accoglienza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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società
ASP VITTORIO EMANUELE: Piacenza avrà la sua nuova casa di riposo
La politica deve essere operaia, fatta di esempio e sacrificio. Senza il primo non c’è credibilità. Senza il secondo manca la spinta al miglioramento.- Stefano Cugini

nuova cra_render bozzaLe promesse mantenute danno quella soddisfazione che vorresti urlare al mondo come neanche Marco Tardelli nella finale mundial 1982!

Quando i “nodi che vengono al pettine” sono di questo tipo, capisci il privilegio di un incarico al servizio dei tuoi cittadini.

A chi, anni fa, diceva “é impossibile, c’é la crisi“, ho risposto che “noi ci proviamo lo stesso”.

Oggi – virtù, fortuna, gioco di squadra, perseveranza, fantasia – confermo che Piacenza avrà la sua nuova #cra casa di riposo per 90 anziani non autosufficienti.

E sarà pure bellissima.

nuova cra inali investe nel vittorio emanuele

Un altro paio di questioni poi mi danno particolare orgoglio e dimostrano che ci abbiamo davvero messo la testa su questa faccenda:

  • il progetto esecutivo è stato affidato con una lettera di incarico ad Acer, in virtù di un accordo quadro preesistente. Questo ha comportato un risparmio a cinque zeri per le casse pubbliche e indirizzato le risorse che andremo a investire nel bilancio di un altro ente che fa riferimento al Comune. In poche parole, spendiamo meno e quello che spendiamo lo diamo a una partecipata.
  • La nuova struttura nasce nel contesto di un ente in difficoltà di bilancio, con un piano di sviluppo in essere che tiene insieme qualità, risanamento dei conti e incremento dei servizi. Bene, stiamo tessendo un filo rosso intorno a tutti questi punti e la nuova opera si va ad aggiungere ai 21 appartamenti di social housing della Residenza Lillà, inaugurati ad aprile e all’altra casa per anziani Residenza Agave, presentata a giugno.

Se aggiungiamo anche i Piccoli Mondi, c’è davvero da essere fieri dei risultati e grati del lavoro di molte persone.

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curiosità, nuovi cittadini, risultati
PROFUGHI. Lo sai che la gestione con ASP ci serve a prevenire casi come quelli di “Mafia Capitale”?
Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.- Henry David Thoreau

profughi richiedenti asiloIl progetto di accoglienza profughi‬ di ‪#‎asp‬, così come previsto dal protocollo siglato con la prefettura a gennaio 2016,  è fatto di qualità, reciprocità, diritti e doveri, coinvolgimento attivo.

Caratteristiche che devono connotare un servizio, non essere optional che dipendono dalle singole sensibilità dei gestori.

Quando ho annunciato l’intesa con la Prefettura, sono stato molto chiaro nel ricordare che nel 2014, a Piacenza, si trovava l’80% di tutti profughi ospitati in provincia, mentre nel 2015 siamo scesi al 35%, in linea con i residenti.

Raggiunto il risultato della quantità, abbiamo deciso di intervenire sulla qualità dell’accoglienza.

In Asp il primo passo è l’impiego in attività utili alla struttura, la condivisione del bene che si fa nei corridoi del Vittorio Emanuele e dell’aiuto a categorie fragili come anziani e disabili.

Questi ragazzi del Ghana e della Nigeria, intenti a rendere più bello il giardino dei nostri ospiti “diversamente giovani”, ci hanno messo un minuto a capire come funziona e ad accettare il patto di accoglienza. Noi la chiamiamo ‪#‎reciprocità, e non incide, nel caso di ‪#‎asp‬, sul trattamento degli ospiti‪#‎anziani‬ e ‪#‎disabili‬, del ‪#‎vittorioemanuele‬.

Si tratta una funzione nuova e non vi sarà nessuno spazio attualmente occupato dai servizi assistenziali erogati dall’azienda che sarà destinato ai profughi. Un servizio che non toglie risorse, nel caso dei ‪#‎servizisociali‬ in generale, a tutte le altre forme di sostegno e accompagnamento degli tanti piacentini in stato di bisogno.

profughi asp

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risultati
FATTO! Apre “Agave”, la nuova casa residenza anziani al Vittorio Emanuele
Per fare buona politica non c’è bisogno di grandi uomini, ma basta che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere. Sono necessarie, la buona fede, la serietà e l’impegno morale. In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga con l’essere un buon affare.- Piero Calamandrei

#asppulsante progetti asp #vittorioemanuele. Con la residenza #agave non abbiamo inaugurato solo un posto, ma un’idea di #accoglienza e presa in carico di #anziani e #disabili.

L’idea del bello, della dimensione “casa” anche in una struttura. In una parola: #qualità. E così, a chi ci chiedeva cosa tagliare per risanare ASP, rispondiamo aggiungendo servizi, per rilanciarla nell’interesse di tutti i piacentini.

asp residenza agave

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curiosità
ASP VITTORIO EMANUELE. Lo sai quante cose facciamo per i nostri ospiti?
Qui si convien lasciare ogne sospetto; ogne viltà convien che qui sia morta.- Dante Alighieri, Inferno, canto III

Abbiamo mantenuto tutti gli impegni e intrapreso un percorso di sviluppo bello e importante.

Il Bilancio consuntivo 2015 è addirittura migliore rispetto al preventivato. Siamo solo all’inizio ma l’orgoglio più grande é quello di aver impostato un lavoro di squadra incredibile e tenuto insieme i conti, la qualità e la cultura della presa in carico.

A testa alta, senza compromessi e cedimenti. Qualcuno, a proposito di ‪#‎asp‬ ‪#‎vittorioemanuele‬, si domanda, spesso faziosamente, qual è il livello di qualità della presa in carico.

Alto direi. Alto. Non è un caso se parliamo sempre di “ospiti” e non di “utenti” un motivo ci sarà. Il piano di sviluppo prevede di non toccare la qualità se non per migliorarla ulteriormente. E così, vicino a una cura maniacale dei conti, manteniamo una cura altrettanto maniacale per i nostri ospiti.

asp giovani e anziani insieme

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