altri tempi
Stop ai rigurgiti

No ai totalitarismi

"Abbiamo presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno per impedire, d'ora in avanti, di concedere spazi pubblici ai nostalgici di ideologie totalitarie. Il dibattito e la trattativa ci dà la soddisfazione di un bel passo avanti compiuto grazie a tenacia e argomenti”.

Viviamo tempi curiosi, in cui il Comune se ne lava le mani se il fondatore di Avanguardia Nazionale prova a venire a far bella mostra di sé in uno spazio pubblico

Ancora più strani, ‘sti tempi, se lo stesso Comune, invece di mettere sotto tutela il buon nome della città, si scaglia contro le presunte strumentalizzazioni di cittadini, associazioni, partiti che denunciano un affronto intollerabile.  

Tempi balordi, se sui social ti vomitano addosso improperi, accusandoti di essere anti-democratico, di opporti alla libertà di pensiero e opinione, nel nome dello strano principio per cui, in barba all’apologia di fascismo ormai esibita senza remore e dimentichi delle tragedie piovute sull’Europa, si invoca la libertà di propagandare idee ignobili ai cultori di una fede che della soppressione della libertà ha fatto la sua cifra distintiva.

Banalità del male

Nel mentre, tocca opporsi a questo subdolo processo di normalizzazione e banalizzazione del male, un analfabetismo storico-revisionistico che anche a Piacenza porta a spuntare come funghi manifesti di chiara matrice fascista, con citazioni del duce (la minuscola è voluta) e profilo dell’Italia sormontato dal fascio littorio.

Perseveranza e risultato

Abbiamo presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno (puoi leggerlo cliccando sotto) per impedire, d’ora in avanti, di concedere spazi pubblici ai nostalgici di ideologie totalitarie.

Ideologie totalitarie – al posto di “ideologia fascista“: questo il testo corretto per rimediare a un refuso iniziale, perché sia chiaro che ogni degenerazione va contrastata, in nome di un futuro che impara dagli errori del passato e non li usa per cristallizzare fazioni contrapposte.

In aula (e nelle conferenze capigruppo) il dibattito è stato serrato e le trattative sono filate via tutt’altro che lisce. Il confronto però ha toccato punti alti, che per fortuna hanno fatto da contraltare a un paio di  interventi beceri dei giovani della Lega, interpreti di un’imbarazzante e preoccupante superficialità, che ha marcato il segno generazionale tra gli intervenuti.

L’idea alla fine condivisa è che non si mette il bavaglio alla Storia, ma all’ignoranza di chi quella Storia la distorce, la disconosce, la sottovaluta.

Per questo, alla fine, con un gran bel lavoro di squadra, abbiamo ottenuto l’impegno preciso del Sindaco, entro il prossimo 25 aprile, a farsi garante dell’approvazione di un nuovo Regolamento in cui, partendo dalla irrinunciabile condizione di Piacenza Medaglia d’oro per la lotta di Liberazione dalla dittatura nazi-fascista, si definiscano in dettaglio i criteri per concedere i locali pubblici a individui o associazioni che, d’ora in avanti, dovranno dichiarare in anticipo le finalità e gli ospiti, garantendo sul rispetto dello Statuto Comunale e della nostra Costituzione.

Abbiamo bloccato i rigurgiti: mai più da noi un nuovo “caso Delle Chiaie”.

Non era per nulla scontato e le premesse non sembravano delle migliori, ma non abbiamo mollato il punto e la perseveranza pare abbia pagato.

clicca qui sotto per leggere l'ORDINE DEL GIORNO

edicola
Fuochino…

Scommettiamo che?

"Ho scommesso sul porre il tema, farmelo bocciare e così ottenere il risultato sperato, puntando sull'ansia di quest'amministrazione di dimostrarsi migliore di chi c'era prima. Roba da mal di testa!”

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€ richiesti e rifiutati per sostegno ai Vigili del Fuoco

Risale a inizio 2019 l’ultimo appello dei Vigili del Fuoco, che hanno voluto condividere le loro tante difficoltà quotidiane, a fronte di una missione dall’importanza fondamentale.

In effetti, chiamarli eroi dopo ogni intervento e poi dimenticarsi di metterli a lavorare in condizioni decenti non è un bel biglietto da visita.

Dopo averli incontrati e ascoltati, abbiamo deciso di dedicare a loro un importante emendamento al bilancio 2019, l’unico tra i 44 presentati che ha implicazioni contabili.

Abbiamo messo in fila le varie segnalazioni, chiedendo di destinare 50.000€ ai lavori, sottraendoli a un altro capitolo di spesa.

Credevamo di aver fatto una proposta di buon senso, non di parte ma utile a tutta la città: evidentemente avevamo fatto i conti senza l’oste, senza cioè l’indisponibilità di chi governa la città di approvare atti della minoranza, se questi hanno tratti particolarmente rilevanti.

La scusa per rendere inammissibile l’atto è tragicomica, a tal punto che è proprio questo che mi porta a pensare di aver fatto centro.

Dato infatti che “i miei polliin questi anni ho imparato a conoscerli, sono pronto a scommettere che, grazie a questa bocciatura, alla fine il risultato sarà portato a casa.

Psicologia inversa

Per quanto il mio ragionamento possa sembrare contro-intuitivo, l’amministrazione Barbieri non può permettersi di passare per “nemica” dei pompieri e lasciare a noi del Pd la parte dei paladini.

Non ho grandi dubbi sul fatto che, cassato il nostro emendamento, nei prossimi mesi vorranno dimostrare che già avevano in animo questi interventi e, per zittirci,  già mi aspetto il reperimento delle risorse sufficienti a far qualcosa (soldini di cui oggi non c’è traccia alcuna).

Sembra l’asilo Mariuccia, lo so. Ma purtroppo oggigiorno la politica è anche ‘sta roba qua.

Come si dice – anche se non sempre è vero – l’importante è arrivare all’obiettivo.

Incrociamo le dita e aspettiamo.

clicca sotto per leggere l'EMENDAMENTO BOCCIATO

casta e dintorni
Tutto va ben, madama la marchesa!

Ce lo chiede la gente

"Voce fuori dal coro, per fortuna non unica, continuo a pensare che, presentandosi le condizioni, non ci si possa esimere dal voler essere chiari e trasparenti con i piacentini sulla differenza tra comportamenti più o meno opportuni e, invece, palesemente contrari alle regole”

| Ponzio Pilato non è un esempio

Per quanto sgradevole, non è il caso di accontentarsi della superficie quando i messaggi sull'opportunità di approfondire sono tanti e circostanziati. C'è in ballo una responsabilità politica chiara.

Sentire il peso della responsabilità, che rappresentare i cittadini porta con sé, fa si che non ci si accontenti di chi prova a far diventare una bugia verità, ripetendola mille volte.

Non ero presente alla conferenza degli enti di Acer e mi baso sui resoconti della stampa e su informazioni di rimando di alcuni amministratori che hanno partecipato.

Noto, al pari di chiunque abbia letto il giornale e gli on-line, che si è messa in risalto la riduzione della morosità, dato in sé degno di plauso, non fosse che, alla consueta ostentazione di efficienza della parte politica, pare non corrispondere altrettanta “polpa” nella realtà dei fatti.

Dalla relazione del presidente, se ci si sofferma al contratto sottoscritto con una società di information providers per radiare dalle morosità 261.000€ di cosiddetti crediti inesigibili (somme che per varie ragioni l’ente ritiene non riuscirà più a incassare), si coglie al volo che la tanto sbandierata riduzione della stessa – lungi dal dipendere dai meriti della nuova amministrazione di via XXIV Maggio – si riduce a un mero artificio contabile: legittimo, persino opportuno, ma frutto di numeri spostati da una colonna all’altra all’interno di un bilancio.

Anzi, non fosse per quella somma che ha cambiato casella, il confronto tra l’importo da recuperare a dicembre 2017 e quello riferito dai revisori a novembre 2018, considerato l’ultimo mese dell’anno ancora da conteggiare, confermerebbe al contrario un tendenziale aumento, quindi una situazione peggiore di prima.

Stando così le cose, sotto questo aspetto, cucù alle vere strategie politiche di contenimento dei costi e lunga vita alla provvidenziale inventiva dei consulenti. Quanto costi poi ad Acer questa collaborazione lo indagheremo presto.

Ma non finisce qui: a fronte di una gestione dei soldi dei piacentini non particolarmente morigerata e di una generale azione improntata a palesi violazioni di delibere e regolamenti, più volte denunciate da chi scrive, nulla si è opposto se non l’ennesimo

«tutto va ben, madama la marchesa»

condito da qualche buffetto dell’assemblea, che immagino non abbia turbato più di tanto i sonni di qualcuno.

Per intenderci, il tema delle spese di trasferta contrarie al regolamento, peraltro di nuovo sollevato dalla consigliera Meneghelli, inascoltata come spesso accade, per me resta attuale più che mai.

Il parere dei revisori indica, come da prassi, una corretta redazione del bilancio, senza entrare nel merito delle eventuali violazioni di cui sopra.

Voluta o meno, questa scelta è stata colta al balzo dalla politica, che pilatescamente ha scelto di non approfondire oltre, contentandosi del nulla osta tecnico e assumendosi la responsabilità di un voto favorevole nonostante tutto.

Voce fuori dal coro, per fortuna non unica (i colleghi di gruppo sottoscrivono ognuna di queste righe), continuo a pensare che, presentandosi le condizioni, non ci si possa esimere dal voler essere chiari e trasparenti con i piacentini sulla differenza tra comportamenti più o meno opportuni e, invece, palesemente contrari alle regole.

Per questo motivo non mi accontento delle ricostruzioni che ho sentito e letto e ribadisco che, per quel che mi riguarda, la parola “fine” è ancora da scrivere.

Non esistono “continue e strumentali polemiche”, come ha dichiarato con fastidio il presidente Losi nella sua premessa: c’è solo la serietà di chi è chiamato dal ruolo, che i cittadini gli hanno assegnato con il loro voto, a capire e togliersi dubbi su questioni molto importanti.

Sarò il primo a ringraziare pubblicamente chi – Losi compreso – dati alla mano mi dimostrerà che tutte le mie preoccupazioni erano infondate.

Fino ad allora, resto in attesa che i vari nodi vengano al pettine, sperando che altri soggetti deputati siano meno disposti a prendere alla leggera questioni di pubblico interesse.

“Male non fare, paura non avere”

Principio sacrosanto a cui ognuno ha il dovere di ispirarsi.

casta e dintorni, open consiglio
Il balletto dell’Irpef

Tutta colpa del PD

"Occasione persa dal centrosinistra la mancata applicazione dell'imposta al massimo dell'aliquota in passato (!)”

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€ di mancato gettito IRPEF 2019

| Esempi concreti non ne faccio

Questa l'illuminante risposta dell'assessore al bilancio alla domanda su dove hanno deciso di recuperare le risorse che verranno meno dalla mancata introduzione delle nuove aliquote IRPEF

Troppe facce si sarebbero perse in caso di ritocco delle aliquote: meglio rimandare.

Si riassume in questo principio assoluto l’aumento delle tasse che la destra piacentina ha a malincuore ritardato al 2020 e 2021.

D’altronde mica puoi fare una campagna elettorale su questo argomento e poi imbastire l’ennesimo dietro-front sperando di passarla liscia! Se poi aggiungi le dichiarazioni a dir poco avventate di molti consiglieri, pronti nelle scorse settimane a tuonare contro gli aumenti e in odore di dover sconfessare se stessi, la frittata è bell’e pronta.

A dimostrazione del fatto che si tratta solo di uno spostamento temporale, il mal di pancia di Fratelli d’Italia, culminato con la polemica assenza alla conferenza stampa dell’assessore Opizzi.

Il ragionamento di Foti & Co. non fa una piega: se davvero non vuoi aumentare le tasse, non mantieni la porta aperta  per il 2020 e 2021: semplicemente metti una pietra tombale sulla possibilità di toccare l’Irpef (cosa non fatta).

Definire contorta la ricostruzione dell’assessore Passoni è riduttivo, quando dice, a proposito della “clausola di salvaguardia“, inserita dalla Giunta Dosi in caso di mancato reperimento delle risorse senza ricorrere alla leva fiscale

noi la togliamo

salvo poi smentirsi nell’affermare che

per il 2020 e 2021 abbiamo mantenuto l’aumento dell’addizionale Irpef come clausola di salvaguardia degli equilibri di bilancio

In altre parole, se la clausola la mette il centrosinistra è un parto del Diavolo su cui vincere le elezioni; se la pensa la destra, è un atto di buon senso e oculata gestione.

Spassosa, ai limiti del cabaret, la confessione finale, in cui ammette candidamente che il mancato aumento delle tasse di chi c’era prima (“al massimo dell’aliquota“, addirittura!), che gli avrebbe tolto chissà quante castagne dal fuoco, è stata una vera

occasione persa

Ma pensa tu che cattivoni ‘sti sinistri che non gli han fatto trovare la pappa pronta!

Il fatto è che noi le tasse le abbiamo ridotte,  abbiamo ampliato i servizi, diminuito di brutto l’indebitamento del Comune…

Sotto a chi tocca adesso.

open consiglio, titanic
Il Titanic in Piazza Cavalli

Occhio agli scogli.

"La politica non si salva con le frasi a effetto, ma con il cuore e la passione di chi sente il privilegio, nei diversi ruoli, di rappresentare una comunità intera. Con la disponibilità di chi coglie il dovere di creare condizioni e occasioni per gli adulti del futuro. Con serietà, piedi per terra e coscienza di cosa vuol dire essere "cittadino". Chi ama la politica cerca le persone, non le categorie. Chi ama la politica, prova a unire.”

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€ di aumento tasse previsto per il triennio 2018-2020 rispetto al 2017

| La situazione è tragica ma non seria

La nave starà pure uscendo dal porto, ma ha tutte le sembianze di assomigliare al Titanic. Il mare è pieno di iceberg e sembra manchino i radar per evitarli. Da antagonista politico dovrei sperare che la situazione resti questa. Da cittadino, innamorato di Piacenza, tremo al solo pensiero!

La giunta e la maggioranza hanno varato un bilancio da loro stessi definiti “marcatamente di centro-destra”, con il quale si apprestano – sempre parole loro – a far uscire la nave dal porto

Già il fatto che dopo 8 mesi la nave sia ancora in porto autodenuncia quel passo lento che ormai molti cittadini hanno capito.

Che poi a guardar le premesse ci sia poco da sorridere, pare ormai un dato acquisito.

Fai clic sulle immagini per ingrandirle

numeri che parlano da soli

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€ di tagli sulle politiche sociali
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€ di minori investimenti previsti nel sistema nidi
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€ di tagli sull’edilizia abitativa 2018-2020, rispetto al 2017
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€ di tagli sull’infanzia
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€ di tagli sull’esclusione sociale
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€ di tagli sull’istruzione e il diritto allo studio
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€ di tagli sugli anziani
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€ di tagli sulla sicurezza urbana
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€ di tagli sui bus anziani
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€ di tagli sulla disabilità
dispacci resistenti, open consiglio, risultati, società
La banda dell’ortica mese 6

Il secondo semestre del 2017 è stato per il Partito Democratico di Piacenza il periodo in cui imparare e abituarsi a essere minoranza.

Siamo soddisfatti del primo bilancio: abbiamo dimostrato di essere un gruppo coeso e motivato, che non sta in consiglio col broncio a leccarsi le ferite della sconfitta elettorale o a scaldare la poltrona.

Ci siamo dati l’ordine di scuderia di fare in modo che tutti e quattro si possa prendere la parola, argomentare i temi che meglio si conoscono e studiare quelli nuovi. Mai ci siamo mossi in modo individuale o legati a logiche di appartenenza di corrente su scala nazionale, men che meno ci sono stati scatti in avanti o prese di distanza dalla linea comune. Il dibattito al nostro interno è sempre stato franco e senza filtri, a volte pure ruvido, ma siamo sempre usciti con una sintesi accettata e sostenuta da tutti.

Mica era scontato (specie in un momento di difficoltà del partito come quello presente) e per questo penso che possiamo rappresentare un messaggio positivo a ben altri livelli di gestione del potere e un indicatore importante da consegnare ai cittadini in cerca di nuova credibilità della politica.

Stiamo impostando un percorso sui contenuti, supportati dalla segreteria cittadina e provinciale, oltreché dai componenti dell’ex giunta, che con autentico spirito di servizio si sono da subito messi a nostra disposizione.

In Consiglio abbiamo quasi sempre cercato di condividere col resto delle minoranze gli atti che intendevamo sottoporre e, nei confronti degli amministratori al governo, abbiamo mantenuto la promessa fatta alla prima seduta di un’opposizione senza sconti ma senza bastoni tra le ruote.

Data la presenza di molti amministratori alla prima apparizione in Consiglio, abbiamo assistito a tali e tanti “svarioni”, tecnici e comunicativi, che se non ci fossimo imposti di far prevalere la responsabilità sul gossip e la caciara, avremmo riempito pagine di giornale e scatenato polemiche a non finire.

Vogliamo costruire nel tempo un’alternativa seria e credibile, insieme a quanti decideranno di seguirci e darci fiducia. Vogliamo andare in controtendenza e privilegiare la costruzione di un percorso alla ricerca di consenso immediata, evitando di reagire in modo scomposto a offese e macchine del fango.

A dimostrazione dei nostri intenti propositivi e di contenuto, gli atti ispettivi presentati sono numerosi, parecchi dei quali non ancora calendarizzati nonostante siano abbondantemente scaduti tutti i termi temporali possibili e immaginabili.

Purtroppo, eccezion fatta per la mozione sugli orari Acer, nessuno è stato approvato dalla maggioranza, che ha pensato bene – in spregio alle dichiarazioni di collaborazione del neo Sindaco – di rispedire al mittente persino gli emendamenti alle linee di mandato, tra cui quello sulla mappatura delle barriere architettoniche per una città più a misura di disabile e quella sul protocollo per la legalità al polo logistico.

Sappiamo per esperienza quanto sia complicato governare nelle condizioni date oggigiorno. Ciò non di meno, l’augurio per il 2018 è che chi attualmente guida la città la smetta con i piagnistei e col dare colpe all’eredità ricevuta, per cominciare a far intravedere la sua linea senza dipendere dal passato. Le premesse uscite dalla presentazione delle linee di mandato non ci confortano, ma noi siamo positivi per natura.

Per ora le uniche tracce di cambiamento sono preoccupanti ma quasi simboliche: dalle iniziative che segnano un arretramento sul tema dei diritti (uscita rete Ready), alle risoluzioni contro la legge Fiano o lo Ius Soli, allo spazio di parola dato ad attivisti xenofobi.

In concreto, spiccano la chiusura del “pollaio” di Spazio 4 e quella già lasciata intendere di Spazio Belleville, oltre all’annullamento dell’ordinanza che favoriva il traffico su due ruote e al ripristino del doppio senso di marcia sul primo tratto del Corso.

Non pervenute iniziative a contrasto del degrado e a favore di una presunta sicurezza, fiore all’occhiello delle promesse elettorali: basta fare un giro nelle tradizionali zone che da sempre destano più preoccupazione per accorgersi che nulla è cambiato. Basta andare nei giardini pubblici per capire che il senso civico dei piacentini non dipende dal colore politico di chi governa. Basta usufruire dei parcheggi, girare nelle vie del centro o sui mercati per vedere che i problemi agitati come clave prima delle elezioni e sempre indicati come di immediata soluzione non hanno cambiato di una virgola le loro proporzioni. In compenso, è scappato il comandante della Polizia municipale.

Per il resto, clamorosa continuità, mascherata dietro all’impossibilità concreta di apportare significativi cambiamenti, come se i vari temi nevralgici non fossero già stati perfettamente noti, nei particolari, ai vari esponenti di Lega e Forza Italia già presenti nello scorso mandato.

Tutti i provvedimenti della giunta Dosi usati come simbolo di inefficienza e scelte sbagliate durante le elezioni e bollati con la promessa di essere eliminati sono stati invece mantenuti: dalle aliquote irpef, alla tassa di soggiorno, alla gestione dei profughi in capo ad Asp, alle aree demaniali, per arrivare a Borgo Faxhall e al comparto di Terrepadane.

Persino i famigerati biscotti sullo stradone Farnese, invece di essere rimossi come più volte detto, sono stati abbassati con costi non indifferenti.

“Far quadrare ciò che non sarebbe quadrato, a proposito di bilancio”

non è nulla di eccezionale ma solo il compito principale di qualunque amministrazione, in ogni anno di mandato. Come si fanno quadrare i conti dipende dalle scelte politiche di cui è giusto assumersi le responsabilità, senza demandare alla scarsità di risorse la risposta a ogni obiezioni di fronte a iniziative impopolari. C’è chi investe sull’educazione e la formazione dei giovani, chi sulle unità cinofile per la Polizia municipale.

“Qui nessuno è un fenomeno”

ha detto oggi il Sindaco Barbieri. Molto bene. Con questa affermazione, che condividiamo in pieno, speriamo si possa davvero aprire la stagione di governo e chiudere, cosa non chiara a molti consiglieri di maggioranza, la campagna elettorale basata sul principio che – come da verbale delle dichiarazioni di qualcuno:

“si sa, in quel periodo si può dire un po’ di tutto”.

6 mesi di governo di una DIS-GIUNTA, una squadra dissociata tra le promesse e i (pochi) fatti concreti.

Per ora resta la sensazione, plasticamente rappresentata nella conferenza stampa di stamattina, di un Sindaco molto impegnato a ostentare una sicurezza di facciata, in continua tensione per far combaciare tessere di un puzzle assai complicato, laddove l’agire di gran parte dei suoi assessori, nei fatti e nelle comunicazioni pubbliche, a voler essere magnanimi può essere definito estemporaneo e contraddittorio.

Per non parlare dei consiglieri di maggioranza, che in sei mesi hanno curiosamente presentato più interrogazioni rivolte alla loro stessa giunta di quante se ne potessero supporre in cinque anni.

Sei mesi restano comunque un tempo troppo ridotto per un giudizio definitivo.

Noi staremo a vigilare e proporre. Proporre e vigilare.

 

http://www.ilpiacenza.it/politica/il-pd-assessori-deboli-che-smantellano-ma-non-realizzano-le-promesse-elettorali.html

dispacci resistenti, open consiglio, società
Promesse tradite

Vincere le elezioni promettendo di tagliare le tasse e sistemare un enorme buco di bilancio. Fatto. Sentirsi dire dai revisori dei conti che il buco é una tua invenzione da propaganda. Fatto.

Confermare le aliquote IRPEF che si era detto non si sarebbero applicate e prevederle anche per gli anni successivi. Fatto.

Raccontare la favola che tanto chi c’era prima ti ha messo tutte le tasse al massimo e sgranare gli occhi quando un modesto consigliere di minoranza quale sono io ti spiega che

Piacenza riceve meno trasferimenti di risorse da Roma proprio perché, per il ministero, dispone ancora di “margini contributivi” autonomi, scoprendo che chi ti ha preceduto si é rifiutato proprio di portare al massimo le tanto odiate tariffe.

Fatto.

Questa é #piacenzaverdenera.

Rabuffi tuona in Consiglio: “Oggi il centrodestra governa per le promesse fatte in campagna elettorale, non mantenute”

Come scritto dall’amico Luigi Gazzola, ex assessore al bilancio:

Chi afferma di aver ereditato conti in disordine o è un bugiardo o un ignorante avendo votato e quindi avallato con l’assestamento di luglio e le variazioni di ottobre e novembre che i conti ereditati erano in perfetto equilibrio e rispettosi dei vincoli di finanza pubblica. Ciò con il parere favorevole dei Revisori dei Conti. Ora la conferma delle tariffe e delle aliquote (addizionale Irpef compresa, dopo aver introdotto anche l’imposta di soggiorno entrambe a suo tempo assai avversate).

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In tempi di poche gratificazioni politiche, la magra soddisfazione di vedere dimostrato che il vituperato impianto del bilancio continua a reggere senza modifiche e che, chi si riempie la bocca della parola “cambiamento” in realtà vuole cambiare affatto ma solo prendere il tuo posto.

Per ora siamo di fronte a un centro-destra che segna una continuità disarmante, smentendo punto per punto, sui temi importanti, i cavalli di battaglia che lo hanno portato alla vittoria elettorale.

Buona notizia per chi era convinto di amministrare bene nelle scorso mandato, compatibilmente con le risorse a disposizione. Non credo sia altrettanto una piacevole sorpresa per gli elettori che continuamente ci hanno mandato a casa.

 

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Fine degli alibi

C’è a Piacenza un centro-DESTRA che in campagna elettorale picchia duro sul bilancio da profondo rosso che avrebbe lasciato la giunta uscente. A nulla servono le smentite e le prove dei fatti. Si sa, sotto elezioni non vale nemmenocarta canta, villan dorme“.

Poi inizia il nuovo corso ed ecco che in Consiglio torna fuori questa tiritera.

Sia con l’assestamento di luglio che con l’ultima variazione di ottobre, la maggioranza è suo malgrado costretta ad ammettere formalmente che il bilancio è in equilibrio e che tutti i vincoli di finanza pubblica sono rispettati: i revisori dei conti certificano con la loro firma che non esiste nessun rosso.

Non potendo più giocare la carta del buco che buco non è, qualche improvvido consigliere azzarda a buttar li che il centro sinistra ha aumentato l’IRPEF. Peccato che noi non abbiamo aumentato proprio un bel niente.

Il possibile incremento di aliquota è una clausola di salvaguardia prevista nell’utlimo bilancio, che non vincola di certo l’amministrazione subentrante ad aderire.

Chi comanda, decide. Nessuno obbliga nessuno.

Siccome però è comodo aumentare le tasse e dar la colpa a qualcun altro, si passa allora al mantra del

ci toccherà alzare l’IRPEF ma si sappia che non lo abbiamo voluto noi ma la sinistra…

Peccato che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Da Roma giunge notizia che il governo di sinistra, brutto e cattivo, ha bloccato gli aumenti delle aliquote locali nella legge di Bilancio che approda in Senato.

Addio dunque anche alla possibilità di giocarsi quest’ultima scusa. Niente aumento IRPEF. Se così andrà, vorrà dire che il prossimo bilancio di Piacenza sarà completamente frutto di scelte politiche della nuova maggioranza.

Fine degli alibi. Allacciare le cinture che è prevista turbolenza!

banca dati, in evidenza, risultati, welfare e sanità
Bilancio Asp, missione compiuta

«É una barca destinata ad affondare». «C’é il rischio di danno erariale». “Non si capisce la visione politica». «L’unica cosa chiara é che é tutto molto poco chiaro».

Questo dicevano gli “esperti” di politica e amministrazione più o meno due anni fa a proposito di Asp. «O si privatizza o si chiude». In quanti insistevano su questa linea. Sono stato un testone. Siamo stati un manipolo di visionari coraggiosi che hanno messo sul piatto posti e carriere per scommettere sul rilancio del Vittorio Emanuele e degli Ospizi civili.

Ieri, il bilancio preventivo 2017 ci ha detto, al netto di qualche tecnicismo, che il pareggio é una missione compiuta. Dal 2014 al 2016 il risanamento non ha comportato tagli ma assunzioni, da 123 a 235 persone.

I ricavi sono aumentati del 43% a fronte di un 24% di costi, i servizi sono cresciuti e la qualità garantita. Un miracolo? No, il lavoro operaio, vero, quotidiano, motivato di persone che ci hanno creduto. Una squadra, una famiglia, che dall’assessore, al dirigente, all’amministratore unico, al direttore, fino all’ultimo operatore, compresi i famigliari degli ospiti, ha remato in una sola direzione, dando una straordinaria dimostrazione che, insieme, la buona politica non é per niente un miraggio.

É il tempo del sollievo. É il tempo della soddisfazione. Questo dice il documento di sintesi. Ora si fa il pieno di entusiasmo e ci si pongono nuovi obiettivi ancora più ambiziosi. Grazie a tutti!

welfare e sanità
SANITÀ: c’è chi fa politica sulla salute delle persone.
La politica è fatta dalle persone e nessuno ha primogeniture ed esclusive. Solo insieme si cresce. Se c’è onestà intellettuale e vero amore per la causa del bene comune, le diverse appartenenze sono contenitori che indicano vie possibili, non compartimenti stagni che creano realtà parallele.- Stefano Cugini

sanità lemonNon approvare il bilancio preventivo dell’Ausl non si può giustificare come “un modo per farsi sentire“.

Siamo all‘irresponsabilità istituzionale, al voler giocare una partita politica sulla pelle dei cittadini, decidendo di mischiarla con pratiche amministrative importantissime.

Questi signori della destra, in trance da campagna elettorale, mentre provano a farsi passare come i tutori dei diritti del cittadino comune, stanno invece mettendo a rischio servizi, stanziamenti, programmazione.
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Film già visto, che punta dritto a impantanare i lavori della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, con una dose grande come una casa di cinismo politico, infischiandosene di gettare alle ortiche due anni di incontri e percorso partecipato.

Obiettivo: screditare, allarmare, vincere le prossime elezioni a Piacenza – come è stato per Fiorenzuola – puntando sulla presunta inadeguatezza di altri a gestire la sanità del territorio.

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E pensare che non più tardi di qualche settimana fa si era votata in modo unanime la fiducia nell’operato del Direttore Generale dell’Ausl. E pensare che nelle tante riunioni dell’Ufficio di Presidenza della CTSS, nessuno aveva mai avanzato dubbi o sottolineato rischi su un passaggio dato come formalità.

D’altronde, con un bilancio che non prevede tagli, un percorso come “Futuro in Salute” davvero condiviso e ancora da concludersi, l’empasse durata mesi per l’elezione del nuovo presidente della Conferenza, tra veti, scaramucce ed equilibri partitici da trovare col bilancino (di nuovo il pessimo spettacolo di una politica litigiosa che mette in secondo piano il bene pubblico), era difficile aspettarsi questo colpo basso.

E invece… e invece qualcuno nei corridoi, pochi minuti prima si è lasciato scappare di “aspettarsi un po’ di cinema“, mentre qualcun altro, forse a disagio dal dover condividere una sceneggiata del genere, si è presentato solo in chiusura dei lavori.

Grande rammarico e nuovi ritardi nel piano dei lavori che, come al solito, pagheranno i piacentini. Mentre chi fa cinema continuerà a spacciarsi per paladino del popolo…

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