in evidenza, open consiglio
Asilo internazionale: la conquista più bella!

Faccio parte di un’amministrazione che ha attraversato forse il più difficile periodo dal dopoguerra a oggi. Rivendico un’attività frenetica, a dispetto di chi parla di torpore e immobilismo, con tanti risultati ottenuti o in cantiere (basta scorrere la linea del tempo qui sotto).

L’asilo internazionale di via Sbolli però mi resterà nel cuore. Sarà il ricordo più bello di questa esperienza unica. Non tutti gli amministratori hanno la fortuna nel loro mandato di poter inaugurare un asilo. Io ci sono riuscito in tre anni. Non era un progetto nel cassetto: è stato pensato, voluto con caparbietà, si è creata la rete, si sono superate difficoltà economiche e burocratiche, si è costruito. Lo si è trasformato in una conquista collettiva, pubblico e privato insieme per il bene della comunità.

Ricordo come fosse oggi le perplessità iniziali, i “chi te lo fa fare“, “non è il momento giusto“, “c’è la crisi, i genitori tengono i bambini a casa“, “a Piacenza la fascia 0-6 anni comunale non esiste“.

Niente, abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo, perché ancora prima che una struttura avevo in testa un messaggio di speranza, un simbolo, la prova che crediamo nel futuro e nelle giovani generazioni.

Grazie a tutti quelli che ci hanno creduto con me. Grazie soprattutto ai genitori, che in pochi giorni hanno allontanato le mie paure (“e se poi non ci sono iscrizioni?“).

Abbiamo letto un bisogno e la risposta è stata immediata e clamorosa. Quando guidi una comunità e ti accorgi che il bisogno letto era corretto, è la più grande soddisfazione che possa capitarti. Se poi di mezzo ci sono i bambini, beh, voli per un po’ a un metro da terra. Oh Yes! 🙂

Ci spaventano le cose che non conosciamo, ma a volte è meglio conoscere una cosa per provarne una sana e consapevole paura.- Stefano Cugini
in evidenza, partecipazione, risultati, welfare e sanità
FATTO! Nasce Emporio solidale Piacenza Onlus
Per fare buona politica non c’è bisogno di grandi uomini, ma basta che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere. Sono necessarie, la buona fede, la serietà e l’impegno morale. In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga con l’essere un buon affare.- Piero Calamandrei

freepik emporio clear2Martedì 6 dicembre, nello studio del Notaio Manfredo Ferrerio si è costituita l’Associazione “EMPORIO SOLIDALE PIACENZA – Onlus“, che darà vita all’Emporio Sociale di Piacenza.

Cinque i soci fondatori:

  1. COMUNE DI PIACENZA,
  2. Centro di Servizi per il Volontariato S.V.E.P. – Onlus,
  3. CARITAS DIOCESANA di Piacenza-Bobbio. ONLUS,
  4. CROCE ROSSA ITALIANA – Comitato di Piacenza,
  5. AUSER Volontariato di Piacenza.

 

Nei prossimi giorni si terrà la prima assemblea dei soci per la definizione degli organi di governo della nuova associazione.

L’Emporio Sociale ha tra i suoi obiettivi principali la raccolta di beni di prima necessità e la distribuzione a persone in situazione di momentanea difficoltà economica – secondo modalità rispettose della dignità dei beneficiari – tenendo conto delle necessità e dei bisogni, con altre forme di aiuto alimentare già in atto (mense, borse viveri); il coinvolgimento del territorio, delle imprese, e dei cittadini affinché sostengano concretamente i bisogni di chi è in difficoltà con il proprio lavoro gratuito, le donazioni economiche o di prodotti per l’emporio; la promozione di iniziative volte a diffondere stili di vita e consumo sostenibili e favorire la lotta allo spreco alimentare.

Il nuovo Emporio avrà sede in Via I Maggio, in un’area messa a disposizione da Fondazione di Piacenza e Vigevano, che in questi giorni ha bandito un concorso per la progettazione e realizzazione del nuovo servizio.

Sono molto orgoglioso del raggiungimento di questo obiettivo così importante per il territorio. Oggi siamo in 5, ma l’Associazione Emporio Solidale Piacenza è un’associazione aperta a tutti quelli che vorranno impegnarsi per la collettività nella gestione del nuovo mercato solidale

welfare e sanità
DISABILI: The Special Need e il sesso degli Hangeli per parlare di amore e disabilità
Noi dobbiamo essere quelli che girano tra la gente, tendono le mani, lanciano messaggi, mostrano volti, propongono esempi. Partigiani dell’azione civile in un mondo con poca memoria, che prova ostinato a ripetere errori passati. ‪”Mai piú‬” o si costruisce giorno per giorno, o resta uno slogan che sa di muffa e ipocrisia.- Stefano Cugini

the special need

Nicole e Federica, operatrici dei #servizisociali, mi hanno proposto entusiaste di dar gambe al laboratorio “il sesso degli Hangeli“, perché approfondire i nessi tra sfera relazionale-sessuale e la #disabilità giovanile vuol dire affrontare tabù e una condizione troppo spesso messa in un angolo.

Mi sono ricordato di una bella fiaba che mi aveva fatto tanto pensare: The Special Need l’ho visto qualche anno fa in Fondazione. Un documentario, dai tratti poetici, in cui si affrontano i temi cardine della natura umana, declinati però sul versante della disabilità.

La storia è quella di Enea, ragazzo autistico di 29 anni, alla ricerca di una sfera affettivo-sessuale che sente mancare e dei suoi amici, Alex e Carlo, che decidono di aiutarlo a realizzare il desiderio di avere un rapporto, dirigendosi prima in un bordello in Austria e poi in Germania, a Trebel, dove esiste un centro in cui anche i disabili possono imparare a conoscere la sessualità.

I non detti e i tempi volutamente dilatati raccontano la storia di un viaggio, in primis interiore; un’avventura fatta di continue ridefinizioni dei ruoli e delle traiettorie, sempre alla ricerca di sintonia con le esigenze di Enea. Un percorso che porterà a una crescita collettiva.

Tanta poesia, nessun vittimismo o buona intenzione a costo zero. Il film riannoda il filo rosso, riporta la sottocategoria degli esseri umani disabili dentro a quella macro degli “esseri umani“, esseri sociali, geneticamente predisposti al viaggio, all’interazione, a una vita fatta di relazioni, amicizia, sessualità.

Negarlo sarebbe inutile: siamo portati al pensiero rassicurante, viviamo di euristiche e creiamo categorie per stare con i nostri simili o con coloro cui vorremo assomigliare.

Ogni interazione ci porta a immedesimarci e, dato che a nessun normodotato vien naturale pensarsi disabile, tendiamo ad alzare i muri, ad applicare lo schermo del pregiudizio a tutto ciò che ci allontana dalla nostra rete protettiva.

Ecco allora che, pur essendo amore, la sessualità per definizione connaturati alla nostra stessa esistenza, diventano argomenti difficili nel combinato disposto con i nostri tabù, più o meno inconsci, come appunto quello della disabilità.

Dire a Nicole e Federica di andare avanti e portarmi il più bel progetto che riusciranno a pensare è stato un attimo. Perché queste sfide mi piacciono un sacco..

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partecipazione
EMPORIO SOLIDALE, primo sopralluogo alla nuova area
Noi dobbiamo essere quelli che girano tra la gente, tendono le mani, lanciano messaggi, mostrano volti, propongono esempi. Partigiani dell’azione civile in un mondo con poca memoria, che prova ostinato a ripetere errori passati. ‪”Mai piú‬” o si costruisce giorno per giorno, o resta uno slogan che sa di muffa e ipocrisia.- Stefano Cugini

emporio solidaleil grosso é fatto, da adesso la strada é tutta in salita” é una battuta che non nasconde preoccupazione, ma al contrario la tenacia di chi crede in un’idea e prova entusiasmo a persistere per vederla realizzata.

C’era l’emozione da primo giorno di scuola. Dal sopralluogo l’ennesima conferma: stiamo preparando per ‪#‎Piacenza‬ una straordinaria occasione per esaltare l’animo solidale che dimostra in ogni momento.

Nessun “nodo” gestione, solo tanta voglia di cominciare.

market etico

 

 

 

 

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partecipazione, risultati
FATTO! Week end di sollievo. Una vera rete per potenziare i percorsi di autonomia e l’alleggerimento del carico di cura delle famiglie
Amministro come so fare il volontario. Non prometto agli altri meraviglie ma lavoro con gli altri per un mondo migliore. Tutti i giorni. Con l’ottimismo ignorante di chi lo crede possibile se fatto insieme. Avete mai visto un volontario fare promesse? Il volontario coglie un bisogno, si attiva per risolverlo, cerca chi lo può aiutare. Ai proclami preferisco la fatica.- Stefano Cugini

infografiche full_Pagina_41Ecco il protocollo per i week di sollievo, rivolto alle persone con vario grado di disabilità e alle loro famiglie, per dare continuità e potenziare gli interventi differenziati di sollievo, specie nei fine settimana.

Parliamo del  punto 8 del “decalogo” di progetti presentato a Gennaio 2015 all’allora neo presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Massimo Toscani, il “patto territoriale”, dal titolo: Proposta per il coinvolgimento della Fondazione di Piacenza e Vigevano nella programmazione del sistema locale di welfare.

Il progetto ha come principali obiettivi quello di dare la possibilità alle persone con disabilità di sperimentare percorsi di autonomia attraverso la graduale separazione dalla famiglia, per la costruzione di un’identità adulta in un contesto protetto e accogliente e con la presenza di personale qualificato, oltre ad offrire alle famiglie un alleggerimento del carico di cura e l’opportunità all’intero nucleo di sperimentare momenti di distacco tesi ad accompagnare famiglie e individuo al “dopo di noi”.

Sono previsti almeno 12 week end all’anno, che potranno essere strutturati in week end rivolti a persone con disabilità di grado severo e completo: il “week end di sollievo” avrà inizio nel pomeriggio del venerdì per terminare alla sera della domenica. Per ogni week end è previsto che siano ospitate sino ad un massimo di 10 persone; week end finalizzati all’acquisizione di autonomie e rivolti a persone con disabilità di grado lieve e moderato, suddivisi in piccoli gruppi a seconda delle caratteristiche, dalle 10 del sabato alle 21 / 22 della domenica; week end di sollievo rivolti a giovani adulti affetti da disturbi dello spettro autistico caratterizzati anche da problemi di tipo comportamentale.

Questa tipologia di intervento richiede un approccio graduale; gli orari dipenderanno dalle caratteristiche e dalle risposte individuali, il pernottamento quindi potrà rappresentare un punto di arrivo che sarà preparato attraverso un percorso di avvicinamento costituito da giornate di permanenza nel contesto in cui si svolge il servizio.

Nello specifico del protocollo, il Comune di Piacenza e l’Ausl operano d’intesa per mantenere i livelli di assistenza offerti dai servizi pubblici rivolti alle persone con disabilità nella costante ricerca del miglioramento degli stessi e della promozione di risposte il più possibile adeguate all’evoluzione dei bisogni; in questo quadro Comune e Ausl sono attivi per ampliare le possibilità di realizzare interventi di sollievo residenziale anche al di là della disponibilità delle risorse pubbliche promuovendo l’azione sinergica degli attori sociali del territorio.

La Fondazione di Piacenza e Vigevano, in linea con la propria volontà di sostenere il settore del “welfare” locale, garantisce un contributo economico che, affiancandosi alle risorse del Fondo regionale della non autosufficienza e alle risorse comunali consente un significativo e importante ampliamento dell’offerta di servizi.

L’associazione temporanea d’impresa tra le cooperative sociali Aurora Domus, Assofa e Il Germoglio 2 garantisce la gestione dell’intervento assicurando tutte le attività educative, assistenziali e ricreative richieste affinché i week end e le diverse esperienze di sollievo siano un momento piacevole, di benessere, di socialità, di rafforzamento delle autonomie per le persone con disabilità e un’occasione per le famiglie di sentirsi sollevati per qualche giorno dalle attività di cura e vivere serenamente questo breve distacco.

La Fondazione Pia Pozzoli “Dopo di noi” collabora e sostiene il progetto garantendo la co-progettazione di attività informative e formative per il sostegno delle famiglie nel “durante noi” e nel “dopo di noi in un ruolo attivo e di fattiva collaborazione, con disponibilità ad incontri calendarizzati e ad iniziative di studio, di verifica e di progettazione.

L’associazione William Bottigelli, condividendo la rilevanza dell’iniziativa, le sue finalità e motivazioni valuterà, sulla base della decisione del direttivo, come e attraverso quali azioni sostenere il progetto.

Il progetto “week end di sollievo” si affianca dunque alle ulteriori opportunità di residenzialità temporanea realizzate dal Comune di Piacenza e dall’Azienda Usl di Piacenza in collaborazione con l’associazione Aias, i centri socio-riabilitativi residenziali gestiti dalla cooperativa Unicoop e l’associazione Assofa, ampliando quindi in modo significativo sia la rete dei soggetti coinvolti sia le opportunità messe a disposizione delle famiglie.

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risultati
FATTO! Tolto il vincolo al Santa Chiara: presto nuovi servizi e nuovi spazi per i piacentini
La politica deve essere operaia, fatta di esempio e sacrificio. Senza il primo non c’è credibilità. Senza il secondo manca la spinta al miglioramento.- Stefano Cugini

partecipazioneDeliberato in giunta un passaggio formale che in un colpo porta due grandi benefici alla città: presto disponibile una maggiore offerta domiciliare rivolta alle donne in stato di difficoltà.

Contemporaneamente si liberano gli spazi della struttura Santa Chiara sullo Stradone Farnese (complesso molto bello con una vasta area verde) che, in prospettiva, possono essere restituiti ai piacentini.

Grande operazione congiunta Comune, Asp, Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Il complesso di Santa Chiara sullo Stradone Farnese, di proprietà della Fondazione di Piacenza e Vigevano, dagli anni 70 aveva un vincolo ben preciso: poteva ospitare alloggi sociali a favore di donne in difficoltà. Una situazione che per tanti anni ha bloccato suoi utilizzi alternativi, chiudendo di fatto il grande edificio alla città.

Presto non sarà più così: il vincolo è stato trasferito a un palazzo sempre di proprietà della Fondazione, con 10 appartamenti nuovi a disposizione delle donne in difficoltà. Un’operazione di Comune, Asp, Fondazione di Piacenza e Vigevano che libera Santa Chiara, che dunque potrà essere utilizzato per qualsiasi altro scopo.

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