open consiglio, politica
Bonifica di massa!

Bonifica di massa

"La politica non si salva con le frasi a effetto, ma con il cuore e la passione di chi sente il privilegio, nei diversi ruoli, di rappresentare una comunità intera. Con la disponibilità di chi coglie il dovere di creare condizioni e occasioni per gli adulti del futuro. Con serietà, piedi per terra e coscienza di cosa vuol dire essere "cittadino". Chi ama la politica cerca le persone, non le categorie. Chi ama la politica, prova a unire.”

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NUMERO INDICATIVO DI MINORI AL CAMPO NOMADI

| Heil giofani patani!

Allucinanti affermazioni dei consiglieri Garilli e Reboli, che in tema di campo nomadi sbragano e ripescano frasi da Olocausto. Sono certo che hanno espresso male, malissimo, idee loro molto meno estreme di quel che sembra, ma resta il fatto che i due ora sono amministratori pubblici.

Eccezionale consigliere Garilli! L’impeto dell’età rende il suo leghismo primordiale e incontenibile.

L’onore del ruolo al momento non frena l’idea che per essere degno pretoriano col fazzoletto verde si debba sempre e comunque spararla grossa. Ogni volta che si prenota a parlare, si può star certi che qualche perla è pronta a stagliarsi nel cielo del dibattito politico piacentino.

Così, dopo aver definito l’antifascismo una “cagata pazzesca” e aver rassicurato un folto pubblico che lui non è razzista, figurarsi che ha pure amici argentini (cit.), eccolo ieri venirsene fuori con l’idea che per risolvere i problemi in via Roma serva una bella

bonifica di massa

Per carità, mica è solo. La sua vicina di banco Chiara Reboli, a proposito di campo nomadi, ha candidamente sostenuto che

gli allacci abusivi se vanno a fuoco delle roulotte non è di sicuro colpa del Comune; l’acqua sarà un bene vitale ma se non paghiamo le bollette a noi ce la staccano

Io mi rifiuto di credere che pensino davvero quello che il significato delle loro parole lascia intendere. Non sono mostri ma ragazzi per bene, al netto di queste panzane.

Dico solo che bisognerebbe tornare a dar peso ai termini che si usano e, nel loro caso, iniziare a capire che far parte di una maggioranza e avere l’onore di parlare dai banchi di un consiglio comunale non è la stessa cosa che poter “svaccare” in un bar, nella curva di uno stadio, o in qualche sezione di partito.

Rappresentare le istituzioni ha un peso e richiede uno spessore e un senso di responsabilità che spero per loro acquisiscano presto.

Per strada e in rete c’è pieno di balordi pronti a fraintendere, che non aspettano altro che sentirsi legittimati da qualcuno e comportarsi di conseguenza. Soffiare sul fuoco non è mai positivo.

Spiace per ora notare l’assordante silenzio di chi, per ruolo, esperienza e competenza, avrebbe l’autorità e il dovere di richiamare i giovani padani a maggior misura nelle espressioni.

I risolini divertiti a fari spenti, che al momento sostituiscono il biasimo, dimostrano la stessa poca responsabilità delle parole mal pronunciate a microfoni accesi da questi ragazzi.

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Elettori…tiè!

Meglio tardi che mai…
Il titolo del giornale fa sembrare l’esatto contrario del contenuto, ma la sostanza sta nel cambio di rotta dell’amministrazione che, smentendo se stessa, va in continuità con chi c’era prima e decide davvero per il bene del territorio, mantenendo in capo ad Asp la gestione dei profughi.

Altro tabù (fortunatamente) sfatato. Altro caposaldo della campagna elettorale della destra caduto sotto i colpi del buonsenso: suggerito, difeso e infine ascoltato.

Anni di attacchi, la fine del protocollo di accoglienza profughi come fiore all’occhiello della propaganda leghista che parla alla pancia come pochi altri e ora, costretti ad accettare il fatto che governare é un po’ diverso da sparar panzane qualunquiste, la forzata presa d’atto che chi c’era prima non era un buonista stolto e connivente con il business dell’immigrazione, ma un amministratore serio che ha provato a usare gli strumenti a sua disposizione per fare il meglio possibile al momento a favore dei suoi cittadini.

Mi torna alla mente, tra le tante dichiarazioni, l’intervista doppia che Thomas Trenchi ha fatto a maggio a me e a Luca Zandonella, dove il futuro assessore, sulla questione, si credeva molto sicuro. (guarda il video, minuto 2:35).

Non bastasse, tra la copiosa rassegna stampa, ecco le dichiarazioni in consiglio comunale di un altro leghista rampante:

Davide Garilli (Lega) invece dice chiaramente di non avere “intenzione di rimangiarsi quanto detto in campagna elettorale. Abbiamo detto che questo servizio doveva essere eliminato” (PiacenzaSera, 18 settembre 2017)

Anche Libertà (19 settembre) riportava la stessa linea:

E la Lega Nord che in aula marca il territorio (…) ribadendo poi quanto scritto nero su bianco sul programma elettorale: «L’Asp deve eliminare il servizio di accoglienza dei richiedenti asilo».

D’altronde, solo gli stupidi non cambiano mai idea. Incoerenza per una volta virtuosa.

Chissà però cosa ne pensano i piacentini che hanno votato Lega proprio convinti che magicamente sarebbero spariti i clandestini brutti e cattivi…  😉

https://sportelloquotidiano.com/2017/05/23/immigrazione-le-proposte-di-zandonella-capolista-lega-nord-e-cugini-pd/

dispacci resistenti, open consiglio, società
Batman molla Robin

A voler seguire i cliché, oppure ad ascoltare il tambur battente della campagna elettorale, è difficile oggi immaginare un dirigente con più aspettative di chi comanda la Polizia locale in un ente guidato dalla destra.

La Lega Nord ad aprile presenta il suo decalogo sulla sicurezza, pezzo forte del programma, con cui a giugno trascinerà la coalizione alla conquista di Piacenza.

Dieci punti in gran parte dedicati al potenziamento del corpo di PM: assunzioni, riorganizzazione, nuove pattuglie, protagonismo spinto. Impossibile sperare di meglio per un comandante appena arrivato, dichiaratamente intenzionato a chiudere la carriera qui da noi e desideroso di mettersi in mostra.

Per i cittadini, la prospettiva di una città sicura come un fortino e salvata dal degrado, protetta da vigili che di robocop si fanno un baffo, supervisionata da un assessore garante del nuovo corso.

Vergante e Zandonella. Zandonella e Vergante. Binomio indissolubile, vederli insieme diventa presto la regola. Come Batman e Robin, sembrano proprio i nuovi supereroi pronti a ripulire la città da balordi, abusivi, clandestini e disperati vari.

La luna di miele promette scintille, tra blitz ai giardini, allontanamenti, multe ai ciclisti, convegni, cerimonie create dal nulla per consegnare bandiere e onoreficienze. Uno dei sindacati di polizia locale, il SULPL, in brodo di giuggiole per l’aria nuova portata dal “suo” assessore. Conferenze stampa in serie e fotografie in stile “Gli intoccabili“.

All’improvviso però, il colpo di scena: la favola si interrompe.

Nonostante premesse e attese, si scopre che dopo soli quattro mesi di convivenza con i nuovi datori di lavoro (se si contano anche le ferie estive) il comandante dell’operazione “Scorpione” ci lascia per andare a Monza, dopo averci provato pure con Torino.

Quella che ha tutto il sapore di una fuga, di uno che a marzo scorso programmava una permanenza in pianta stabile a Piacenza (sentito con le mie orecchie), è dal punto di vista politico un grande smacco per l’assessore con la delega alla sicurezza e, per estensione, di chi lo ha scelto per interpretare il ruolo.

Ci aspettiamo le solite giustificazioni (motivazioni personali? scelta di vita?) e il classico comunicato di ringraziamento reciproco. La verità la sanno solo i protagonisti.

A noi resta una città che per il momento è peggiorata sul piano della sicurezza e del degrado (ai giardini Margherita ogni giorno un arresto, in via Tibini c’é chi la fa per strada, in via Pozzo si randellano come dei fabbri).

Se questi sono i risultati sulla materia forte, il fiore all’occhiello del nuovo corso, mi vengono i brividi a pensare come saranno gestite le partite in cui i nuovi governanti si sentono meno “sul pezzo”.

“Il binomio sindaco Barbieri e comandante Vergante ha infuso in molti agenti fiducia e speranza”

Così dichiarava in un comunicato del 27 giugno la segreteria Sulpl Piacenza. Evidentemente il primo a non nutrire la stessa fiducia e speranza era proprio Piero Vergante.

Povero Robin.

nuovi cittadini, politica, welfare e sanità
POLITICA: la Lega Nord strizza l’occhio a Mafia Capitale!
In politica vanno di moda quelli che sono “fedelissimi” di qualcun altro (che poi il “qualcun altro” cambi nel tempo è discorso a parte); io invece sono fedele ai valori che mi ha trasmesso la mia famiglia e alle idee che mi sono formato crescendo. E sono leale con chi è coerente nell’interpretare queste idee e questi valori.- Stefano Cugini

Mi ripeto, con la preoccupazione di chi, nel nome della sacrosanta alternanza democratica, corre il rischio di essere amministrato da questi produttori seriali di banalità.

Chi guida una città deve agire conoscendo le leggi, i “si può” e i “non si può”. Ci vuole concretezza e onestà, perché col “piove governo ladro” non risolvi i problemi dei tuoi cittadini.

A fare gli gnorri per entrare in empatia con l’opinione pubblica son buoni tutti. Ma va bene se fai opposizione. Amministrare comporta invece la disponibilità a far scelte impopolari e non immediatamente comprensibili se non spiegate.

Gli scienziatoni si sprecano ma poi la badila in mano per spalare la sanno tenere in pochi, quando arrivi al dunque. Il bene pubblico comporta responsabilità.

La sicurezza non la ottieni solo strillando. Non è questione di finti 💪💪 da mostrare, ma di  da avere. O le hai, o non te le puoi far prestare.

La Lega Nord dice che quando governerà la città metterà subito fine alla convenzione Asp-Prefettura per l’accoglienza profughi, cioè sceglie di fare un favore ai gestori privati interessati solo ai soldi e non al rispetto delle regole, eliminando il più grande presidio di integrazione ben fatta, dove il riconoscimento della dignità umana è la premessa per l’insegnamento dei doveri. Se persone in queste condizioni non sono messe all’interno di un contesto educativo, è chiaro ed evidente che finiscano per delinquere.

Ne deduco che, tutti presi dagli slogan, non pensino di domandarsi di chi sia il merito se a Piacenza non avvengono fatti criminosi come altrove. Inutile lamentarsi di Mafia Capitale e poi voler togliere uno strumento che contrasta situazioni come quelle.

Siamo di fronte all’autodenuncia di incapacità amministrativa, dato che non capire che una gestione ben fatta significa sicurezza per la comunità è la strada migliore per rendere la città più a rischio.

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curiosità, diritti, in evidenza, nuovi cittadini, politica, welfare e sanità
I giovani padani e la regola delle “10 P”
Non amo i radicalismi, ma altrettanto fuggo dalle forme indefinite che inglobano tutto e il suo contrario.- Stefano Cugini

Chi conosce le “10 P“? Pensa prima, parla poi, perché parole poco pensate portano pena.

Regola aurea, specie per chi si dice pronto a governare la città. Amministrare la propria gente é un onore tanto grande quanto difficile da sostenere e ci sono alcune cose da capire al volo.

1) Le scelte si fanno per il bene comune e qualcuno si scontenta sempre,

2) Non si può non scegliere, pena lo stallo (che non é bene comune),

3) Per ogni scelta bisogna conoscere a fondo contesti e conseguenze.

Da queste premesse deriva che raramente le soluzioni proposte a colpi di slogan sono praticabili in concreto e tout cour. Giurisprudenza e vincoli di bilancio di solito impongono il “piano B“, ancora prima di discutere il portato ideologico di un’iniziativa.

Poi, per carità, si può sempre buttarla sul “piove, governo ladro“, ma questo non elimina il punto 2, né ferma corte dei conti, ricorsi, sospensive, sanzioni e chi più ne ha, più ne metta. Quando imbocchi nel verso sbagliato la tua scelta, non paga Pantalone, ma tutti i cittadini.

Orbene, che i giovani padani della Lega ci accusino di favorire gli stranieri in tema di assegnazione di case popolari, erogazione degli assegni di maternità o sostegno alle famiglie in genere, fa parte del cliché.

Non posso aspettarmi che ammettano la realtà e cioè che invece stiamo tutelando proprio i piacentini. Stare alla larga dalle soluzioni che dicono di voler adottare una volta al potere, significa risparmiare alla collettività i costi della loro dabbenaggine.

Non sarebbe male se queste future guide apprendessero che le categorie di cittadini che possono accedere a certi tipi di sostegno pubblico sono regolate da disposizioni europee e nazionali, cui il Comune di Piacenza si adegua per evitare contenziosi e sentenze.

Sono diverse le ordinanze di tribunali (Tribunale Brescia ordinanza del 5.10.2015, Tribunale di Tivoli ordinanza 15.11.2011 Tribunale di Milano ordinanza 6.11.2015, Tribunale di Firenze 8.01.2015) e della Corte Costituzionale (tre sentenze e una ordinanza sent 187/2010, sent. 306/08, sent. 11/09, ordinanza 285/09) che hanno dichiarato incostituzionali le norme che prevedono il requisito della sola carta di soggiorno per l’accesso a prestazioni assistenziali. Con due sentenza gemelle emesse il 20 aprile 2016 la Corte d’Appello di Brescia ha confermato la decisione del tribunale di Brescia che dichiarava discriminatorio il comportamento dell’INPS in materia di assegno al nucleo familiare.

Nel caso specifico dell’assegno di maternità (art. 74 D.lgs 151/2001), i requisiti previsti da INPS violano il divieto di discriminazione per nazionalità sancito dall’art. 14 della Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo e dall’art. 21 della Carta dei diritti fondamentali.

Riguardo le case popolari, si vadano a leggere la sentenza che condanna il Comune di Milano per l’attribuzione di punteggi aggiuntivi agli italiani nell’assegnazione di alloggi. Poi ne riparliamo.

Presto o tardi arriva per tutti il momento di scegliere: un conto è sparare a zero sugli avversari politici, un altro è avere la responsabilità di guidare una città di centomila persone.

Si cresce e si matura. Di solito funziona così, ma bisogna metterci impegno e smetterla con le chiacchiere.

nuovi cittadini, partecipazione
PORTA GALERA. Per la Lega è “Cugini Gatto Silvestro” :-)
La politica è fatta dalle persone e nessuno ha primogeniture ed esclusive. Solo insieme si cresce. Se c’è onestà intellettuale e vero amore per la causa del bene comune, le diverse appartenenze sono contenitori che indicano vie possibili, non compartimenti stagni che creano realtà parallele.- Stefano Cugini

gatto-silvestroPiacenza‬ é medaglia d’oro al valor militare, é terra di ‪#‎resistenza, sacrificio, solidarietà.

Ho seguito tutta la ‪#viacrucis della #leganord. Da orgoglioso rappresentante di un’amministrazione che si sta impegnando molto e gira per queste strade a testa alta. Altissima.

Dal Carroccio zero proposte, tanti slogan, voglia di dividere. Non basta che gli organizzatori dicano che è stata una manifestazione pacifica. Ci mancherebbe altro!

C’è che le parole pesano e cantare in coro “boia chi molla” è da fascisti; fare “uhhh uhhh” a dei ragazzi di colore in via Roma è da razzisti; allontanare da una panchina dei ‪#‎giardiniMerluzzo‬, con un inequivocabile “fatti i c…i tuoi“, una mamma (straniera) con neonato in braccio, solo perché un giovane padano deve salire sul muretto per bofonchiare al megafono è da prepotenti.

boia chi molla lega

Non ci siamo gente. Vergogna!

La ‪#‎democrazia‬ è imperfetta e richiede tanta maturità. Ammiccare a un passato tragico, proponendosi come risposta per il futuro è legittimo ma inquietante. E io, convinto, ai vostri antipodi.

Poi ci mancava pure Gatto Silvestro. Non mi sento Gatto Silvestro, né poliziotto ombra (come mi ha definito Tommaso Foti): solo persona per bene. Hanno invitato la gente onesta e io mi sono presentato. Forse ho frainteso e non ho capito che volevano solo quelli che apprezzano la Lega.

Mannaggia! Però fatico a capire tanta agitazione per la mia presenza pacifica e silenziosa.

via crucis lega

Il Sindaco sul territorio ci vuole sempre, nei momenti di festa e quando c’é da prendersi le critiche. Dalla nostra, la tranquillità di poterci mettere la faccia per un impegno sotto gli occhi di tutti.

centro famiglie2 centro famiglie

 

 

 

 

Eccola qui la nostra contro manifestazione: bambini e famiglie in festa ai ‪#‎giardiniMargherita. Questa è la risposta più bella.

Non é che questa linea dá fastidio a chi, tra la gente, in effetti si vede solo per qualche spot di propaganda?

 

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nuovi cittadini, rassegna stampa, società
PROFUGHI. I gestori li individua la prefettura. Questo è “analfaleghismo”!
Qui si convien lasciare ogne sospetto; ogne viltà convien che qui sia morta.- Dante Alighieri, Inferno, canto III

profughi richiedenti asiloChe immeritata attenzione mi riserva la Lega Nord – #legapound.

Visto che bravi ad andare a rimorchio delle altrui considerazioni? Peccato siano smemorati, perché anche il più distratto dei lettori sarà ormai stanco di sentirmi ripetere concetti che, nelle mie parole, non cambiano significato da mesi.

Io parlo di “qualità” perché ho a cuore la dignità delle persone e perché penso che progetti seri siano la migliore soluzione per non creare tensioni sociali.

Solidarietà umana ed equità sociale. L’ho detto centinaia di volte.

Altre interpretazioni sono frutto di ignoranza o strumentalizzazione.

A questo gioco tra intolleranti e buonisti non ci sto. Non mi appassiona e soprattutto non ho tempo.

“Organizzazioni ideologicamente vicine, cooperative e associazioni amiche, serbatoi di voti”? Ma avete preso un’insolazione? I bandi per individuare i gestori li fa la Prefettura.

Parlare di business delle Coop rosse a Piacenza equivale a blaterare, niente di più. Contenti loro…

Se comunque hanno dubbi in proposito, citofonare via San Giovanni. Non gridino “al lupo”. Vadano nelle sedi preposte a fare gli esposti del caso. Altrimenti danno l’idea di parlare tanto per soffiare sul fuoco del populismo.

Sarà mica perché anche la paura è un serbatoio di voti? Sul welfare cittadino poi, i numeri del bilancio sono a disposizione: se faticano a leggerli, e se non sono troppo impegnati a far propaganda, possono passare in via Taverna e ci troveranno a disposizione per spiegare cosa facciamo tutti i giorni: assessore, dirigenti, funzionari, operatori.

Gli immigrati sono talmente al centro delle nostre politiche (a sentir questi signori) che a Piacenza circa il 9% del bilancio 2015, relativamente ai servizi sociali, è dedicato a questa voce, (in gran parte assorbita dai minori stranieri non accompagnati, obbligo di legge), a fronte di un 36% destinato agli anziani, di un 23% ad adulti e disabili, di un 26% ai minori.

Mi imputano il torto di voler insistere sull’accoglienza. Ebbene si. Non la “solita”, però. È abbastanza evidente che così com’è mi piace poco. Se fossi contrario all’accoglienza, sarei della Lega, ma mi manca il physique du role.

La Lega preferisce vedere i barconi affondare (quando dicono di “aiutarli a casa loro”, in Stati – vedi Libia – di fatto senza un governo, vien da chiedersi se “ci fanno o ci sono”), io – che se ci fossero le condizioni, sarei pure d’accordo sul portare anche aiuti in loco – considero prioritario soccorrere chi ha bisogno.

La Lega parla di invasione, io cerco di spiegare che in Europa finora si assiste a un arrivo ogni tremila abitanti. La Lega alimenta la guerra tra poveri con le balle sui 40€ agli immigrati o gridando che l’aiuto ai migranti va a scapito degli italiani (falso, falsissimo); io riconosco in chi ha la necessità di essere aiutato e in chi può dare questo aiuto le uniche due categorie in cui dividere gli esseri umani.

Per mia fortuna, ho un partito, il PD, all’interno del quale la pensiamo diversamente su molti temi ma non su questo. A proposito di italiani: adesso che in via Bellerio hanno individuato il nuovo nemico nello straniero brutto, cattivo (e terrorista), considerano finalmente italiani anche i meridionali, quelli per cui fino a pochi anni fa volevano segare in due il Paese? Quelli per cui speravano che il Sud Italia affondasse? Così, tanto per saperlo.

Invece di coltivare la fobia del Pd, invece di perdere tempo con le irruzioni in Consiglio Comunale condite da minacce, invece di attaccarci, sempre in tema profughi, perché “se ci fossimo svegliati prima e avessimo ascoltato le loro parole, ora non ci troveremo in questa situazione”, come ho già suggerito, vadano a riguardarsi in rete il video di Roberto Maroni, si proprio lui, quando sosteneva che “tutti devono accogliere profughi e clandestini”.

Va a finire che il PD sta proprio ascoltando le loro parole; è la Lega ad avere la memoria corta, o a cambiare idea a seconda della comodità…#sciacalletti

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società
UNIONI CIVILI. Sul registro non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire
Noi dobbiamo essere quelli che girano tra la gente, tendono le mani, lanciano messaggi, mostrano volti, propongono esempi. Partigiani dell’azione civile in un mondo con poca memoria, che prova ostinato a ripetere errori passati. ‪”Mai piú‬” o si costruisce giorno per giorno, o resta uno slogan che sa di muffa e ipocrisia.- Stefano Cugini

lgbt lillaSpettacolo indegno ieri in Consiglo comunale (purtroppo non è il primo).

All’ordine del giorno l’istituzione del Registro delle Unioni civili. Tema controverso, ideologicamente polarizzante, inutile perdita di tempo per alcuni, cogente necessità per altri.

Che la destra avrebbe alzato le barricate era prevedibile. La veemenza che ha scelto come strategia mi è francamente parsa una vergognosa mancanza di rispetto, in primis ai cittadini: quei cittadini cui ieri qualcuno ha “rubato” buona parte dei gettoni di presenza che ci saranno accreditati.

La triste realtà è che ieri, per un argomento ampiamente dibattuto in commissione, visto, scritto, limato ed emendato con buona trasversalità, sarebbero bastati 30 minuti. Alcuni sgamati colleghi (Lega e Pdl n.d.r.), molto esperti di Consiglio comunale, hanno deciso di trasformare tutto in un circo, arrivando a minacciare il tumulto d’aula, facendo sospendere i lavori e presentando un centinaio di emendamenti per l’unica ragione di fare ostruzionismo e finire sui giornali.

Colleghi che, per inciso, non sono nuovi a lasciarsi trasportare dalla foga oratoria, tradendo un’incoerenza di cui ogni volta si sprecano gli esempi.

Dico: come si fa a farsi scudo, peraltro impropriamente, della nostra Costituzione, accusare altri di usarla solo quando fa comodo e contemporaneamente firmare i propri documenti su carta intestata “Lega Nord per l’INDIPENDENZA della Padania? L’articolo 5 non parla per caso della nostra Repubblica come “una e indivisibile”? Almeno un po’ di decenza. Se ti senti di appartenere a qualcosa che non esiste e vuoi la secessione, lascia stare la Carta fondamentale, dai!

Un pomeriggio a sentir sbraitare di priorità trascurate in nome di questo ordine del giorno, con in testa la voglia di ricordar loro quando hanno presentato la richiesta di istituzione del cimitero per gli animali da affezione (!). Si badi, nessuno dice che il tema non è meritevole di essere affrontato, ma questo di certo non è propriamente una priorità, visti i momenti…

Registro delle Unioni civili, si diceva: per questa destra strillante, un inutile atto simbolico. Primo: se è tanto inutile perché sbattersi così per preparare più di cento emendamenti? Secondo: anche se fosse un mero atto simbolico (e per me non è così), esiste forse qualcosa di più simbolico di una donna di colore che non cede il posto a un bianco? Eppure da questo gesto di Rosa Parks è cambiata la storia dei diritti civili nel mondo. Quando si dice l’importanza di un gesto simbolico…

Tra le tante sciocchezze sentite ieri sera, alcune delle quali preferisco non commentare perchè riaprirebbero una mia ferita privata che fatico a rimarginare, mi ha dato fastidio in modo particolare il richiamo alla possibilità di risolvere la questione con semplici “atti notarili”, il bisogno espresso di trovare uno spazio intermedio tra una libera scelta (la convivenza) e un “impegno compiuto” (il matrimonio)

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Quale verità sul 118 di Piacenza
Ci spaventano le cose che non conosciamo, ma a volte è meglio conoscere una cosa per provarne una sana e consapevole paura.- Stefano Cugini

ambulanzaVenerdì sera, al termine del Consiglio comunale ero affranto. Dico davvero: sconsolato dalla strumentalizzazione del dibattito sul 118 cui avevo assistito.

Oggi, dopo aver letto Libertà, dopo qualche telefonata e un po’ di sms, mi è venuta voglia di “buttar dentro”.

Ma si, che si faccia da parte il PD, che da mesi lavora e condivide in modo serio una visione matura e responsabile.

Ma si, lasciamo campo libero alla Lega e alla destra, ancora una volta in compagnia del M5S: che continuino ad arringare le folle con i loro slogan populisti.

Vediamo dove ci porterà la loro intransigenza.

Non mi dilungo sull’incredibile stravolgimento di quanto io e Stefano Borotti abbiamo detto in Consiglio comunale: i verbali con la trascrizione degli interventi sono pubblici.

Chi pensa che il nostro “j’accuse” di populismo fosse rivolto ai cittadini e ai rappresentanti del comitato non solo sbaglia, ma è in malafede.

Chi crede che il PD stia lisciando il pelo alla Regione per “velleità politiche” è tanto fuori strada quanto in errore. Cosa grave, dal momento che dall’inizio abbiamo chiarito la nostra posizione con una serie di interlocutori, proprio perché convinti dell’importanza di confrontarci con chi ha competenza indiscussa.

Tra questi, appunto, anche chi oggi veste i panni del detrattore.

Bene. Far politica implica assumersi responsabilità: cambiare opinione è legittimo. Se qualcuno lo ha fatto, lo dica. Noi no.

Vorrei chiedere a chi avrà la bontà di leggere, che razza di critica è quella che Tommaso Foti ha rivolto al nostro ordine del giorno. Lo ha definito una resa, la prova di ignorare l’ABC della politica perché – udite udite – “per ottenere cinque bisogna chiedere dieci”, perché se si parte dalla mediazione si arriverà a mediare sulla mediazione.

Punti di vista. Noi non vogliamo prendere in giro i piacentini. Abbiamo individuato quello che per noi è un punto di caduta che considera tutti i valori in campo e da lì non intendiamo muoverci.

Lo abbiamo detto a luglio, lo abbiamo ribadito venerdì. Noi non spariamo alto per poi mediare. Preferiamo individuare la soluzione che crediamo essere la migliore e non trattare più. Non abbiamo garanzie di successo, ma per noi è serio fare così.

Se a qualcuno non sta bene, massimo rispetto. Anche se quel qualcuno parla continuamente di efficienza e poi è contro la logica di Area vasta, anche se quel qualcuno a Piacenza è contro l’accorpamento del 118 e in Regione è a favore della fusione addirittura delle intere Ausl.

Il documento che abbiamo presentato e che riporto di seguito è frutto di tanti confronti e delle informazioni reperite dalle risposte date a più di un’interrogazione presentata (da tutte le forze politiche) all’assessore Lusenti.

Quei documenti li abbiamo chiesti e ottenuti noi, li aveva in mano il consigliere Foti, li può avere qualunque altro collega. In quei documenti la visione della Regione è abbastanza chiara.

Nessuno, PD escluso, ne ha fatto cenno. Nessuno ha parlato della disponibilità dichiarata dalla Regione a lasciare in capo alle singole Ausl l’emergenza territoriale. Lo sloganNO allo spostamento del 118, senza se e senza ma” è di certo più immediato.

Il PD di Piacenza non vuole fare sconti a Lusenti. Chiediamo anzi prove inconfutabili e conferma delle garanzie che ci sono state anticipate: per esempio, se il documento che definisce l’implementazione tecnologica non passa, cade tutto il discorso accorpamento. Queso è chiaro e fuori discussione.

Se però otterremo quanto chiesto con l’odg (e con il documento di luglio), avremmo fatto un ottimo servizio alla comunità, come riconosciuto dallo stesso Foti, prima di ritenerlo impossibile.

O forse, davvero, sarebbe meglio far qualche sorriso in più, lisciare sul serio qualche pelo in più – magari proprio agli amici del comitato – fare un po’ di cinema senza esporsi troppo.

O addirittura, lo ripeto, farsi proprio da parte. E aspettare la prima difficoltà degli altri per attaccare e provare noi, per una volta, il facile esercizio di critica distruttiva che così bene riesce all’opposizione.

  1. ordine del giorno 118_22112013
  2. Valorizzare_e_salvaguardare_il_sistema_118_a_Piacenza_17072013

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