diritti, nuovi cittadini, politica, società
Chi è costei?

Nel PD come lo intendo io non può esserci spazio per chi tradisce disvalori come quelli espressi dal Sindaco di Codigoro.

Parlare di provocazione dopo le affermazioni su chi ospita migranti, che nemmeno un probabile colpo di calore possono giustificare, è una toppa peggiore del buco.

Io penso che il Partito Democratico, specie ora che vive una fase di crisi che solo il tempo dirà se irreversibile, abbia l’obbligo morale di prendere distanze non solo formali da stupidaggini come questa, su un tema che per ampiezza, gravità e complessità non va certo sottostimato ma nemmeno affrontato con vocabolari che non ci appartengono.

La responsabilità con cui si interpretano i valori che fondano una comunità di persone deve tornare a essere qualcosa che distingue chi in quella comunità ha senso che esprima il suo impegno politico e chi invece é buona cosa che ne stia alla larga.

Il modo in cui si affronta la questione non è banale. I cittadini sono allo stremo della sopportazione non tanto per i numeri, quanto per il fatto che si sentono scalzati da altri nella concessione di privilegi e nel riconoscimento dei diritti.

Quando ero assessore ho sempre detto che il grande errore della politica del governo è di non fare niente per tenere agganciati due concetti base come quelli di solidarietà umana ed equità sociale. Ho preso posizioni scomode e che dalla mia parte non tutti hanno gradito o compreso.

Un conto è il sacrosanto dovere di alzare i toni con il proprio partito e il governo, è proprio questo che deve fare un Sindaco. Altra cosa è proporre soluzioni (ammesso che siano perseguibili) che colpiscono direttamente i cittadini e le loro scelte di solidarietà. La battaglia perché non ci sia accoglienza indiscriminata, sparametarata nei numeri o non si riconoscano diritti e privilegi ai richiedenti asilo sottraendoli ai cittadini va fatta in altro modo e con altri interlocutori.

Chi si è candidato e ha l’onore di fare il Sindaco o comunque l’amministratore, ha una quota di responsabilità in più. Se ha scelto di rappresentare certi principi e si è iscritta a un partito, le questioni deve affrontarle con prese di posizioni coerenti.

Troppo facile rincorrere le paure. Vuol farlo? Liberissima, ma esistono altre forze politiche che meglio si addicono a quel modo di porsi.

Voglio un partito dall’identità chiara, in cui capire al volo se posso riconoscermi o se devo cercare altrove chi mi rappresenta. Il Sindaco di Codigoro non lo fa: o io o lei nel PD stiamo sbagliando casa.

diritti, nuovi cittadini, welfare e sanità
ASP VITTORIO EMANUELE: chissà perché da destra sempre e solo attacchi.
Qui si convien lasciare ogne sospetto; ogne viltà convien che qui sia morta.- Dante Alighieri, Inferno, canto III

polledri_girometta_aspGiornata di interrogazioni. Due, entrambe del centro-destra, tutte sull’accoglienza profughi gestite dalla nostra ASP: una della Lega, presentata col solito piglio da Massimo Polledri, l’altra di Forza Italia, affidata a un’imbarazzata Maria Lucia Girometta.

Ma andiamo con ordine:

polledriMassimo Polledri, riferendosi al protocollo firmato tra ASP, Comune, Questura e Prefettura per “un’accoglienza emancipante, in un percorso di integrazione e autonomia“, obietta di atti vandalici nel parcheggio – ovviamente riferendoli ai migranti accolti – lascia intendere modalità di presa in carico poco efficaci – “al di là del girare in bicicletta, fumare sigarette e oziare durante il giorno” e cerca il colpo gobbo, l’ammissione dell’utilizzo di personale che invece di assistere anziani e disabili, sarebbe destinato ai profughi.

giromettaMaria Lucia Girometta si spinge oltre, con un book fotografico che a suo dire dimostrerebbe un “parcheggio invaso dai rifiuti“, “panni e coperte stese“, “problemi di igiene, decoro, sicurezza“, stranieri che “non rispettano le regole di civile convivenza“. Il Vittorio Emanuele trasformato nei bassifondi di Calcutta, insomma.

Il mondo al contrario. Nelle ultime settimane noi denunciamo con forza la situazione di alcune strutture in cui c’è sovraffollamento, sporcizia, persone in canottiera, calzoncini e infradito in pieno inverno che rincorrono e mangiano nutrie per la fame e niente, da Lega e Forza Italia nessuno leva un dito.

Libertà pubblica il reportage di due visite a sorpresa, una dove si trova degrado e disprezzo per l’umana condizione, l’altra che svela “attenzione e cuore“, “familiarità e cura” e loro che fanno? Scattanti come centometristi olimpici preparano interrogazioni/denuncia su Asp, quella dove “la dignità non é morta” e ci sono “giornate piene“, “educatori che accompagnano“, “un progetto sociale“.

Che dire, l’ennesima dimostrazione di enorme fastidio verso questo Vittorio Emanuele che funziona, risana i conti, aumenta i servizi, inaugura locali e appartamenti, assume personale, si coccola i suoi ospiti anziani e disabili e cerca pure di metterci quella professionalità nella presa in carico di esseri umani deportati – perchè oggi di questo si tratta – che ad altri manca.

Misteri della vecchia politica. Peccato che anche stavolta i detrattori hanno sbagliato bersaglio.

lega-nordObiezione vosto Onore! L’accusa cerca di influenzare la giuria!” Quando mi ricapita di esclamare in aula una battuta da film americano così!

Mi ha dato lo spunto proprio Polledri, in deficit di onestà intellettuale, pronto a rifilare la colpa di qualsiasi evento a “quegli” ospiti, incurante (o forse contento) di creare allarmismo sociale e discriminazione.

Piccoli episodi di vandalismo e furtarelli nel parcheggio del Vittorio Emanuele non sono mai mancati, ma come non era giusto prima – senza prove – puntare il dito contro il SERT giusto dall’altra parte della strada, è sconsiderato accusare per partito preso i profughi adesso.

Tanto quanto insistere sul fatto che passino le giornate nell’ozio, con le mani in mano, anche dopo avergli dimostrato in quante e quali cose siano quotidianamente impegnati con ASP.

Nel solo mese di ottobre abbiamo coinvolto 43 persone nei corsi di italiano organizzati dal CPIA e impegnato tutte le restanti in corsi interni con 4 insegnanti volontari. Per quanto riguarda le attività di volontariato, abbiamo una squadra ASP di 11 persone per la cura del verde e la piccola manutenzione (tinteggiatura, montaggio e smontaggio mobili ecc…), oltre a un gruppo di donne che gestisce lai distribuzione dei capi di vestiario per tutti i cittadini stranieri accolti e altre 21 persone inserite nel patto con il Comune di Piacenza per opere di diserbo manuale delle vie del centro e dei parchi giochi, secondo la mappa fornita dagli uffici comunali – settore ambiente.

Per intenderci:

  • Lunedì 3 ottobre diserbo nei pressi della Scuola Giordani e in Stradone Farnese;
  • Martedì 4 ottobre diserbo in Piazza S. Antonino e Parcheggio Cavallerizza.
  • Mercoledì 5 ottobre diserbo in Piazza S. Antonino , in Vicolo Chiostri e Via San Vincenzo.
  • Giovedì 6 ottobre diserbo in Via San Giovanni, Via delle Asse; in Via Molineria San Giovanni, Via Campagna, Via San Sepolcro.
  • Venerdì 7 ottobre diserbo in Via Taverna, Viale Malta; in Via Castello, Via Maddalena.
  • Lunedì 10 ottobre diserbo in Via Gazzola, Via Santa Margherita, Via San Marco; Via Mazzini.
  • Martedì11 ottobre diserbo in Via Cittadella, Via Bertè; Via Baciocchi, P.zza Cittadella.
  • Lunedì 17 ottobre diserbo in via Pozzo, via Torricella, via Tibini; via Madoli, via Sansone, via Alberoni; giardino/parco di Viale Pubblico Passeggio.
  • Martedì 18 ottobre diserbo in Via Benedettine, via Giordano Bruno; via della Ferma, via Montagnola; giardino/parco di Viale Pubblico Passeggio.
  • Mercoledì 19 ottobre diserbo in Via Leonardo da Vinci, Via Passerini; giardino/parco di Via Santa Franca.
  • Giovedì 20 ottobre diserbo in Via XXIV Maggio, giardino/parco di Via Santa Franca.
  • Venerdì 21 ottobre diserbo in Via Boselli, giardino/parco di Via Caduti sul Lavoro.
  • Lunedì 24 ottobre giardino/parco di Via Caduti sul Lavoro.
  • Martedì 25 ottobre diserbo in Via Sanzio, Via Lanza Via Grandi, Via Rogerio; giardino/parco di Via Caduti sul Lavoro.
  • Mercoledì 26 ottobre diserbo in Via Montebello Via Pavia, Via Serravalle Libarna, Via Pizzi; giardino/parco di Viale Pubblico Passeggio angolo Via Santa Franca.
  • Giovedì 27 ottobre diserbo in Via Asti, Via Casteggio, giardino/parco di Viale Pubblico Passeggio angolo Via Santa Franca.
  • Venerdì 28 ottobre diserbo in Via Stradella, Via Broni; giardino/parco di Viale Pubblico Passeggio angolo Via Santa Franca.
  • Sabato 29 ottobre un gruppo di ragazzi ospitati presso la struttura di via Scalabrini al piano terra accompagnati dagli educatori ha partecipato insieme ai volontari del gruppo piacentino di Legambiente alla pulizia, raccolta differenziata e pulizia del parco di via Molinari e del piazzale antistante al campo sportivo della società sportiva Libertas Piacenza.

Nonostante tutto, imperterrito, ha provato a far passare – un’altra volta ancora – l’altra leggenda metropolitana per cui in ASP toglieremmo personale dalle cure ad anziani e disabili per dedicarlo ai profughi.

Il Comune di Piacenza NON utilizza, per la gestione dei richiedenti asilo, personale dedicato ad anziani e disabili. La prima volta che mi è stata fatta questa domanda ho accettato di buon grado che fosse “legittimo immaginare” questa situazione. Dalla seconda volta in avanti è solo bieca strumentalizzazione, una balla colossale a cui spero di essermi opposto per l’ultima volta.

Maria Lucia Girometta mi ha dato l’idea di rappresentare idee di altri. Troppo lontana questa interrogazione dalla sensibilità personale della consigliera, dalla quale mi dividono molte posizioni ideologiche, ma che stimo come brava persona, educata e di cuore.

Mi ha stupito sentirla presentare un documento triste, esempio dello scadimento del confronto politico che sembra non avere limite, tutto incentrato sulle presunte condizioni di degrado del cortile interno al Vittorio Emanuele, dove ci sono le strutture che ospitano i richiedenti asilo.

  • Per colpa dei profughi il parcheggio è invaso dai rifiuti

RISPOSTA: in Asp ci sono 200 ospiti incontinenti. 3 ausili + 1 traversa monouso al giorno fanno circa 800 pannoloni usati, a cui aggiugere gli scarti di 500 pasti, i mobili da eliminare, le attrezzature sanitarie dismesse, i girelli e le carrozzine da buttare. Se si fotografa lo stato del cortile, area smaltimento rifiuti, prima del passaggio di IREN, il quadro è questo. Si può immaginare il contributo dei profughi quanto può incidere su questa mole di sporcizia!

  • Con i profughi ci sono panni e coperte stesi sulle recinzioni, e quindi degrado e problemi di igiene

RISPOSTA: Vero. In realtà ora non più, li abbiamo dotati di stendi biancheria. Si tratta comunque di panni puliti! Santo cielo, ma nessuno di voi è cresciuto nelle case popolari quando da bambini ci divertivamo a correre tra le lenzuola stese sui fili tirati tra un palazzo e quello vicino, sostenuti dai pali di legno? Avrei voluto vedere le massaie che ci rincorrevano urlanti per evitare che sporcassimo panni puliti giocandoci in mezzo, cosa avrebbero fatto allo sventurato che si fosse permesso di parlare di degrado, decoro, igiene pubblica! Ah, altri tempi…

Dico, ma è mai possibile arrivare a questo livello di intolleranza? Può esserci vera convinzione in questi attacchi privi di senno, o sarà solo voglia di allarmare il prossimo per alimentare quella tensione tanto utile quanto più ci si avvicina alle elezioni?

Continuate così. Al senso di responsabilità ci pensiamo noi.

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diritti, in evidenza, nuovi cittadini, welfare e sanità
PROFUGHI: tra chi parla e chi fa
La politica non si salva con le frasi a effetto, ma con il cuore e la passione di chi sente il privilegio, nei diversi ruoli, di rappresentare una comunità intera. Con la disponibilità di chi coglie il dovere di creare condizioni e occasioni per gli adulti del futuro. Con serietà, piedi per terra e coscienza di cosa vuol dire essere “cittadino”. Chi ama la politica cerca le persone, non le categorie. Chi ama la politica, prova a unire.- Stefano Cugini

polledri-ruggito-del-coniglioA Massimo Polledri piace liquidare questioni serie con espressioni al vetriolo e prese in giro, offrendo spesso contorni caricaturali dell’avversario di turno.

Così se io seguo una sua “ronda” al Quartiere Roma sono “Gatto Silvestro” e quando sollevo il problema dei minori non accompagnati, son “pane e volpe“.

Se ci mettiamo di punta contro una gestione incoerente dell’accoglienza dei profughi sul territorio, il nostro è il “ruggito del coniglio“.

Furbo lui, scemi tutti gli altri.

D’altro canto, acqua di rose per uno che il segno del suo passaggio romano lo ha lasciato soprattutto per aver dato prova di discriminazione (agli annali le offese a una deputata in sedia a rotelle e l’ammiccamento macho/sessista a un’altra collega – «se ci caliamo le braghe noi, può esserci una bella sorpresa per te»), omofobia e razzismoL’omosessualità è una condizione di infelicità che può essere reversibile», «Se i miei figli fossero gay non sarei contento, sarebbe come se mia figlia mi dicesse mi faccio suora o mi sposo con un marocchino. Anzi, questo sarebbe uno dei peggiori casi che possano capitare») Wikipedia per credere.

maroni-profughi-repubblicaLa fa semplice, lui, al riparo dei suoi tre mandati parlamentari, due da deputato e uno da senatore, con vitalizio e privilegi vari in saccoccia. Belli gli slogan, vero Massimo?

Per curiosità, dov’eri quando il tuo governo ha prodotto la Bossi-Fini, in materia di immigrazione? Perché l’hai votata, ti ricordi?

Dagli scranni del Parlamento, lato maggioranza, cosa hai fatto allora per “mandare tutti a casa” e assicurarti che questo vostro illuminato programma politico fosse concreto e non piuttosto aria fritta da imbonitori di piazza?

Cosa hai detto al tuo ministro e collega di partito Maroni quando sosteneva pari pari il concetto della ripartizione tra territori, al grido di «tutti devono accogliere profughi e clandestini»?

 

Se davvero il nostro è il ruggito del coniglio, perché tu non la smetti di fare il leone da tastiera e vieni con me?

Portami al Consolato albanese, vieni con me in Questura la notte a dire NO come consiglia il tuo segretario federale Matteo Salvini. Dimostra che quello che dici non sono cazzate sparate al vento ma conquiste possibiliAccompagnami in giro e rischia con me denunce varie. Tu magari nemmeno quelle, con lo status perenne di ex parlamentare, vero?

Fino ad allora, continua pure a divertirti sull’altrui lavoro e sulla fatica di chi non può nemmeno contare su un centesimo della tua esperienza. Magari però ripassa con il tuo amico Bitonci, lo sceriffo ex Sindaco di Padova, appena silurato dai suoi. Vatti a rivedere quanto è stata efficace, al netto dei proclami celoduristi, la sua azione autoritaria, tutta volta alla tensione sociale, alla divisione, all’esclusione, in disprezzo cioè della complessità delle relazioni umane.

Un trionfo, nevvéro?

 

diritti, nuovi cittadini, welfare e sanità
PROFUGHI: se la toppa è peggio del buco.
Non amo i radicalismi, ma altrettanto fuggo dalle forme indefinite che inglobano tutto e il suo contrario.- Stefano Cugini

Qualità non è privilegio, non è dare a qualcuno e togliere ad altri. Qualità é un modo di intendere, una filosofia che si traduce in azione. Ci può essere qualità e dignità anche in un’accoglienza o in una sistemazione modesta ed essenziale: ce lo hanno insegnato i nostri nonni in tempo di guerra e carestia.

Oggi, anno del Signore 2016, con soldi pubblici in gioco, in un contesto avanzato come quello emiliano romagnolo, la qualità é una scelta, l’intervallo di confidenza tra il margine di profitto che un imprenditore cerca e che lo rende diverso da chi si concentra invece sull’aiuto umanitario e la tenuta sociale collettiva.

Venderla diversamente, aggrappandosi all’idea di emergenza, é una scusa misera.

Dalla Prefettura il fastidio per le mie parole. Non mi sono mai sottratto alle domande dei cronisti, su nessun argomento, per rispetto del lavoro altrui e perché io non ho niente da nascondere o di cui vergognarmi.

Finché godrò della fiducia del Sindaco, svolgerò il mio ruolo a testa alta, facendo scelte indipendentemente dalla loro popolarità, assumendomi responsabilità e accettandone le conseguenze. Quando dico qualcosa, si basa su presupposti di verità dimostrabili.

Sua Eccellenza il Prefetto deve rispondere ad Angelino Alfano. Io invece alla mia coscienza e a ogni singolo cittadino di Piacenza, la mia città.

Perciò si, parlo alla mia gente anche attraverso la stampa, in omaggio a quella trasparenza, a quell’idea di amministrazione come “casa di vetro” che o si pratica, o son solo parole al vento.

Se qualcuno non condivide questa abitudine, ne spieghi i motivi alla comunità.

Il bello di tutta questa vicenda è che pure il gestore ha trovato il coraggio di parlare, dimostrandosi poco coordinato, sul piano della comunicazione, con chi dovrebbe coordinarlo. Ho letto attentamente le sue dichiarazioni, ricavandone tre semplici domande:

  1. lunedì 14/11 ho risposto a un’interrogazione del consigliere Putzu e, a precisa richiesta, leggendo una nota della Prefettura, ho escluso arrivi diretti dagli sbarchi. Come mai il Sig. Loranzi dichiara che «i profughi di Lampedusa arrivano direttamente alla Bossina senza altri filtri»?
  2. Se, come dichiarato dal Sig. Loranzi, «la Bossina é una struttura che offre da lavorare a 10 persone», dove si trovavano e quale supervisione esercitavano questi dipendenti nel mentre in cui gli ospiti si divertivano a dare la caccia, scuoiare e cucinare una nutria nel cortile?
  3. A fronte di «fatture su fatture, che attestano spese per migliaia di euro, inerenti cibo, farmaci, indumenti» come giustifica il Sig. Loranzi il verbale di Ausl, laddove cita «condizioni igieniche della struttura in generale, e in particolare di stanze e servizi igienici, fortemente carenti in conseguenza della mancanza di una regolare pulizia, dell’assenza di personale dedicato e della sostanziale assenza nella struttura di materiali e prodotti utili allo scopo»? O dove constata «condizioni personali degli ospiti molto carenti, abbigliamento indossato inadeguato alla stagione, o comunque evidentemente di recupero», con gli stessi ospiti a lamentare «la mancata fornitura di indumenti e scarpe adeguati, di coperte e di prodotti per l’igiene personale (sapone, shampoo)? O – ancora – un locale cucina con «attrezzature obsolete, supporti di sostegno invasi da ruggine, frigorifero e congelatore non adeguati, condizioni di pulizia scarse per arredi, attrezzature, utensili, boiler con portata d’acqua insufficiente», ecc ecc ecc?

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diritti, nuovi cittadini, welfare e sanità
PROFUGHI: le Nazioni Unite in ASP!
La politica è fatta dalle persone e nessuno ha primogeniture ed esclusive. Solo insieme si cresce. Se c’è onestà intellettuale e vero amore per la causa del bene comune, le diverse appartenenze sono contenitori che indicano vie possibili, non compartimenti stagni che creano realtà parallele.- Stefano Cugini

unhcrIl mondo alla rovescia!

Ieri le Nazioni Unite – UNHCR sono state a Piacenza per un sopralluogo a strutture deputate all’accoglienza profughi. Chi indovina il soggetto scelto per essere visitato e valutato? Ve lo dico io: Asp, sempre Asp, solo Asp.

Il Prefetto lamenta scarso personale per andare a Corte Bossina, ma per un giretto in Asp, soli o in compagnia di altri controllori, qualcuno si trova sempre.

Ebbene si, in città si è alzato un polverone su Cascina Bossina, con più di 70 ospiti, a fronte di 25 posti di disponibililtà dichiarati, con tanto di verbale AUSL mandato in Procura della Repubblica (“un colpo basso“, é scappato a qualcuno a cui proprio non era il caso scappasse), e gli ispettori delle Nazioni Unite vengono accompagnati a casa nostra.

Per amor del cielo, a noi va benissimo, nulla da nascondere. Anzi, ne faremo occasione per imparare cose nuove e migliorarci ancora. Ma un po’ singolare lo é, dai.

sopralluogo unhcr

Siccome però sono un inguaribile ottimista, voglio pensare che a un così importante organismo internazionale si sia voluto mostrare il lato migliore della presa in carico sul territorio. A Piacenza in fondo siamo riservati, “i panni sporchi” da tradizione, li laviamo in casa e a portare questi signori da altri gestori si finisce per dover rispondere a domande imbarazzanti. Bon.

Se è così, ora aspetto con ansia di vedere la “biancheria” fresca e pulita sventolare all’aria aperta, sotto gli occhi di tutti, perché a chiunque si possa dimostrare che le brutte macchie sono state levate.

L’importante però é che l’UNHCR non creda, dopo ieri, che quella che ha trovato in Asp sia ia qualità normale dell’accoglienza piacentina, perché non é così. Ieri, signori miei, avete visitato un‘eccellenza.

Se volete fare fino in fondo il vostro lavoro e chi dovrebbe segnalarvi dove guardare decide diversamente, un paio di indirizzi ve li passo volentieri io.

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curiosità, nuovi cittadini, società
PROFUGHI. Lo sai che chi non rispetta i patti è fuori dal progetto ASP?
Essere onesto può non farti avere tanti amici, ma ti farà avere quelli giusti.- John Lennon

cartellino rossoGestione #profughi #asp. Da subito abbiamo detto che si sarebbe incentrata su un vero patto di accoglienza, in cui ai sacrosanti #diritti sarebbero stati indissolubilmente legati i naturali #doveri.

Noi rispettiamo la nostra parte di patto. Ieri sera alle 21:37 ho disposto l’esclusione dal progetto di un ragazzo che pensava di potersi astenere dal rispettare la sua.

Poteva avere buone condizioni per ricominciare una vita nuova.

profugo bloccato mentre spaccia

Oggi avrà un processo per direttissima e i pochi effetti personali in mezzo a una strada.

asp espulsione progetto accoglienza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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nuovi cittadini, rassegna stampa, società
CRONACA. Forza Nuova, panzane fasciste sui profughi
Non amo i radicalismi, ma altrettanto fuggo dalle forme indefinite che inglobano tutto e il suo contrario.- Stefano Cugini

forza-nuovaC’è un #fascismo strisciante che aleggia a livello planetario. Ha molte facce, e dalle realtà locali si spinge fino a candidarsi alla Casa Bianca.

In #Europa tira un brutto vento da un po’, svilente e offensivo del sogno dei padri fondatori, tra cui i nostri Spinelli e De Gasperi.

Un fascismo subdolo, che lancia il sasso e nasconde la mano, che si irrita se lo indichi, quasi a voler tramare nell’ombra. Un nero che va mescolandosi ad altri colori e si fa scudo della presunta fine delle ideologie. Ne sono preoccupato, non ho paura a confessarlo.

Corsi e ricorsi storici, basta guardare cosa è successo dopo (e a causa de) l’altra grande crisi, quella del 1929. Non ne faccio questione di destra e sinistra, giusto per chiarire. Non c’entrano gli animi riformisti o conservatori.

I veri poli sono i rigurgiti fascisti da un lato e lo spirito resistente, quello che oggi nessuno interpreta meglio di Papa Francesco, dall’altro. È importante individuare in modo chiaro chi sceglie dove stare rispetto a questi due piani.

Inutili e dannose le barriere ideologiche, ma guai a disconoscere i nobili ideali, quelli che tracciano la via e impediscono di prender per buono tutto e il suo contrario, a seconda della convenienza del momento.

Leggo la nota dei neofascisti di Forza Nuova Piacenza sui criteri del bando di accoglienza profughi della forza nuovaPrefettura e sul trattamento che come servizi sociali staremmo riservando a una piacentina in difficoltà.

Che dire: posso solo provare i brividi di fronte a tante menzogne e alla volontà di confondere il prossimo.

Mi rivolgo dunque a ogni piacentino serio, per chiedergli – per favore – di non cascarci. A questa disinformazione, per fortuna, possiamo opporre la verità dei fatti.

Chi ha dei dubbi, delle curiosità o vuole avere informazioni, numeri o chiarimenti, mi venga a trovare. Il Sindaco ci chiede di stare tra la nostra gente e per noi assessori è un piacere, oltre che un dovere. Ricevo tutti i venerdì dalle 10,30 alle 12,30 in Via Torricella, c/o il Centro per le Famiglie. Basta telefonare allo 0523/492720 per fissare l’appuntamento.

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nuovi cittadini
MIGRANTI. Noi apriamo le porte ma chi arriva rispetti le regole
Per fare buona politica non c’è bisogno di grandi uomini, ma basta che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere. Sono necessarie, la buona fede, la serietà e l’impegno morale. In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga con l’essere un buon affare.- Piero Calamandrei

Giornata dei #migranti – «accoglienza é riconoscere negli occhi dell’altro prima di tutto un essere umano uguale a te». Poi, insieme, le #regole. Sono la base, la pietra angolare di una comunità.

La convivenza non é possibile senza il rispetto reciproco. #piacenza ha il dovere di accogliere ma chi arriva ha l’obbligo di imparare ad amare la terra che lo ospita.

migranti monsignor illica

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banca dati, curiosità, nuovi cittadini
PROFUGHI. Lo sai che chi parla di invasione a Piacenza è un “conta balle”?
Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.- Henry David Thoreau

ACCOGLIENZA MIGRANTI

I numeri sull’accoglienza dimostrano tutto l’impegno che in città abbiamo messo sul tema. Dai primi arrivi, con la disponibilità a farsi carico dell’intero contingente per dare tempo ai Comuni più piccoli di organizzarsi, alla “battaglie” in provincia per l’equa distribuzione, alla posizione ferma su chi di volta in volta non ha rispettato le regole, fino alla scelta di gestire direttamente l’ospitalità, per alzare il livello qualitativo e tenere sotto controllo gli arrivi.

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nuovi cittadini, rassegna stampa
PROFUGHI. Sull’accoglienza il Prefetto sbaglia parole, momento, contesto.
Non é tempo per gli infallibili e per quelli che “la colpa é sempre di qualcun altro”. I miei supereroi sono gli onesti operai con le borse sotto agli occhi per la fatica quotidiana e il sorriso pronto di chi ha sogni da inseguire e condividere.- Stefano Cugini

“Questa mattina sono arrivati 11 nuovi profughi che saranno sistemati nel Comune di Piacenza anche se non c’è la disponibilità”.

profughi richiedenti asiloDal Prefetto parole sbagliate, nel momento sbagliato, nel contesto sbagliato. Spiace leggere questi virgolettati che sanno tanto di resa.

Se la questione non si può risolvere a livello locale, conviene che assuma rilevanza regionale e, se serve, nazionale. Con questa linea ‪#‎piacenza‬ subisce e questa opzione non è considerabile.

Finora (non è la prima volta che lo sostengo) il nostro senso di responsabilità è stato mal ripagato, finendo coll’essere scambiato per arrendevolezza.

Non ci tocca che finirla di fare i dialoganti e cominciare a metterci per davvero di traverso. D’altronde è molto più semplice l’ostruzionismo.

Penso sia un atteggiamento debole e perdente, ma oggi sembra che qualcuno si impegni molto a far credere il contrario.

I nostri non sono i bla bla xenofobi dei soliti noti. Noi crediamo nel dovere dell’accoglienza a chi ha bisogno. Vale per i profughi, vale per tutti. Ci sentiamo in dovere – in quanto esseri umani – di offrire aiuto al recupero di una minima autonomia, nel rispetto della dignità delle persone.

Parlo di sostegno dato “anche” e non “al posto di”. Noi rigettiamo l’idea di alimentare la guerra tra poveri, lasciamo ad altri questo disgustoso esercizio.

Però, per garantire solidarietà umana ed equità sociale bisogna rispettare importanti equilibri, economici e organizzativi. Se mancano i presupposti per ottenere questa garanzia, per indisponibilità o mancanza del giusto carisma, allora è il momento di chiamarsi fuori e correre in solitaria.

Il film è già visto: la Prefettura, non riuscendo a trovare la quadra, si appella ai privati perché mettano locali a disposizione, salvo poi arrendersi di fronte a quei sindaci che fanno opera di dissuasione su questi soggetti (vantandosene pure pubblicamente).

Tra l’altro, la questione è maldestramente presa al contrario. Prima di cercare spazi da stipare di persone, sperando poi nel buon cuore di qualche associazione per arrabattare qualche forma di sostegno, bisogna individuare soggetti che abbiano davvero volontà, cultura, competenze per preparare un progetto di accoglienza degno di questo nome. Altrimenti si corre il rischio di attirare chi vede in tutto ciò solo una possibilità di guadagno.

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