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SICUREZZA: dalla Prefettura il collasso della coerenza

Blitz dei Carabinieri all’ex mercato ortofrutticolo: 16 pattuglie e un bel ripulisti da occupanti abusivi e disgraziati vari.

Dalla Prefettura, con piglio autoritario, la disposizione al Comune affinché

intervenga con urgenza per bonificare i siti, attraverso una radicale pulizia e con le chiusure degli accessi, ove necessario, per evitare occupazioni abusive”. “Vengano effettuati con immediatezza gli interventi di pulizia degli immobili dove la sporcizia e il degrado sono intollerabili”.

Siamo al collasso della coerenza. Ormai è tale e tanta la facilità con cui, non solo gli oppositori politici in fibrillazione da campagna elettorale, ma pure gli interlocutori istituzionali si accaniscono contro il quotidiano impegno di chi amministra, che sorprendersi diventa perfino inutile.

Facile parlare quando non si deve rendere conto direttamente ai cittadini.

Ma come, quando siamo noi a chiedere controlli e rigore sui soggetti gestori dell’accoglienza profughi, quando supplichiamo interventi per ripristinare la decenza dopo che i sopralluoghi dell’AUSL svelano condizioni da far accapponare la pelle, quando lamentiamo le falle di un meccanismo che permette alle prefetture di espellere soggetti dai percorsi e trasformarli in fantasmi che vagano in città senza più possibilità di controllo (e vanno a rifugiarsi all’ex mercato ortofrutticolo!), nessuno ci ascolta.

Anzi, proprio dalla Prefettura sale alta l’irritazione per l’assessore che non smette di creare problemi e il Comune che non sta al suo posto. I verbali diventano inaccessibili, gli esposti alla Procura scompaiono nei cassetti, la collaborazione e lo scambio di informazioni si interrompono e, soprattutto, chi è stato colto sul fatto a tenere persone tra sporcizia e blatte, ne esce candido come un bimbo appena nato.

Quando invece si scopre un lenzuolo fuori posto in Asp ecco scattare una relazione veloce come il fulmine o la visita – nientepopodimeno – delle Nazioni Unite. Quando si trovano abusivi in locali comunali di cui sono stati forzati gli accessi, ecco senza indugio la forte presa di posizione pubblica.

E’ necessario il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza cittadina, attraverso telecamere dotate del sistema di lettura delle targhe degli autoveicoli che, laddove realizzato, sta sortendo ottimi risultati”. “La Polizia municipale, oltre a offrire la dovuta collaborazione deve mettere a disposizione almeno nei fine settimana pattuglie notturne per la rilevazione degli incidenti stradali”

Ma si! Avanti con la fiera delle ovvietà. Chissenefrega se tutti questi bei consigli pesano sulle tasche dei piacentini! Tanto, mica è un problema della Prefettura il bilancio del Comune.

Ci ricordi piuttosto con quale efficacia ha trasferito al Ministero la nostra richiesta di poter disporre dei militari per le pattuglie miste su strada. Se non mi tradisce la memoria, l’illustre Sig. Prefetto nell’occasione ha preferito raccomandare ai cittadini di farsi la porta blindata e mettere le inferriate alle finestre.

Che dire delle pattuglie notturne di Polizia Municipale? E chi le paga? La Prefettura forse? Certo che no, sempre i piacentini. Vorrà dire che sospenderemo qualche assegno di cura ai disabili o l’integrazione rette per le case di riposo per gli anziani per far saltare fuori i soldi che ci chiede il Prefetto.

Poi magari, arriverà pure il momento in cui il legislatore si deciderà una volta per tutte a dirimere la questione, perché gli agenti di Polizia Municipale non possono essere trattati da poliziotti o impiegati in divisa a seconda delle occorrenze. Se si equiparano alla Polizia, devono averne tutte le tutele e le prerogative. Altrimenti si lasci alle amministrazioni la reale possibilità di impiegarli nei compiti strettamente attinenti alle loro mansioni. In questo, piena solidarietà ai sindacati.

Come si può facilmente leggere sul sito, a livello provinciale la figura del Prefetto è caratterizzata da un duplice ruolo: egli, infatti, è preposto all’attuazione delle direttive ministeriali e al coordinamento delle forze di polizia, ed è anche responsabile provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Ancora una volta la denuncia di una situazione di scaricabarile intollerabile spetta a questo rompiscatole di un assessore. Quanto mi piacerebbe la solidarietà di tutte quelle forze politiche sempre pronte a sbraitare nei comunicati ma così deferenti quando ci sarebbe invece da prendere posizione concreta e solidale a difesa del territorio, come abbiamo fatto noi.

Ma questa è utopia. In generale. Figuriamoci sotto elezioni.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società- Art. 4 Costituzione
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PROFUGHI: la colpa è una bella donna…
Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.- Henry David Thoreau

Come per i minori stranieri albanesi, anche per i profughi adulti non smetterò di denunciare una situazione grave, che incide sulla mancanza di un sistema d’accoglienza di qualità.

Per i piacentini noi dobbiamo continuare a battagliare, mettendoci tutto il senso di responsabilità necessario, anche supplendo a quello che a volte sembra mancare ad altri, specie a chi dovrebbe garantirci sonni tranquilli.

Siamo al paradosso. Che la Prefettura disponga l’esclusione dall’accoglienza di un profugo in dimissione dall’ospedale in seguito a una crisi psicotica è intollerabile.

Già è grave che il Comune non sia stato avvisato tempestivamente del caso, figuriamoci poi la scelta di buttare in mezzo a una strada una persona affetta da una patologia, a lungo ricoverata e compensata con farmaci specifici, un soggetto potenzialmente pericoloso per sé e per gli altri, confezionando un limbo che lo trasforma da accolto a fantasma, appunto.

È inaudito che gli uffici territoriali del governo, cui spetta la supervisione dell’ordine e della sicurezza, responsabili dell’immigrazione, pensino di risolvere in questi termini una questione così delicata, scaricando costi, impegno e rischi sull’ente locale.

Chi crea problemi va tenuto d’occhio, non disperso tra la folla. Se si decide di allontanarlo dal progetto di accoglienza, si prendono accordi con Bologna o Roma per ricollocarlo, magari in un CIE (centri di identificazione ed espulsione).

Finiamola di dare addosso ai Comuni, diffondendo rischi, sfiducia, disordine e preoccupazione. Un allontanamento una tantum poteva servire da monito. Ora è una procedura di cui si sta abusando, un escamotage per liberare posti per altre accoglienze.

Ai piacentini non interessa avere chi elimina dalla contabilità i soggetti problematici per poter dire altri “si” quando il ministero chiama per le consegne.

 

Da amministratore non voglio fantasmi per le strade della mia città: senza controllo, senza regole, senza documenti. O aspettiamo che succeda qualcosa d’irreparabile per affrontare il problema con la giusta responsabilità e le dovute competenze?

 

«Il fatto spiegato da Cugini é stato ieri NEGATO dalla Prefettura».

Si può essere in disaccordo su molte cose, pure su tutto, ma quando una persona é seria e commenta dei fatti, é oggettiva. Siccome sono una persona seria, CONFERMO la ricostruzione della vicenda parola per parola.

 

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PROFUGHI: l’assenza del Comune di Piacenza è politica.
Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.- Henry David Thoreau

profughi 7 dicembre 2016Bene ha fatto il Presidente della Provincia, Francesco Rolleri, a convocare un’incontro tra Prefettura e Sindaci, per provare a riallacciare rapporti e collaborazione, ridotti ormai ai minimi termini.

Tentar non nuoce e la buona volontà va sempre apprezzata: ciò nonostante, i cocci rotti prima di essere rimessi in sesto – posto che sia possibile – hanno bisogno di tanta cura.

L’andamento dell’assemblea era ampiamente prevedibile. Questo è il motivo che ci ha convinto, come Comune capoluogo, in qualità di esempio virtuoso di accoglienza e responsabilità, a non partecipare.

Se davvero è stata addotta la scusa di impegni del Sindaco, se davvero l’ha tirata in ballo il Signor Prefetto, siamo ancora più lontani di quanto pensassi dalla ripresa di corretti rapporti istituzionali.

La nostra assenza è squisitamente politica, densa di significato e mirata a mandare un messaggio chiaro alla Prefettura e al resto del territorio.

profughi, dal comune i paletti alla prefettura

Accogliere secondo le linee che invochiamo da tempo, in termini di quantità e di qualità, non è buonismo: al contrario è un’azione di tutela forte per i propri cittadini. Così un’amministrazione presidia il territorio e quello che succede, riconoscendo diritti e pretendendo doveri. Da tutti, persone accolte e soggetti gestori di questa sgangherata accoglienza.

Visto che – volenti o nolenti – gli arrivi saranno collocati, fino a prova contraria, vorrei sapere dai cittadini se preferiscono un Sindaco che continua a dire “NO” e a disinteressarsi di quello che comunque viene organizzato da altri in casa sua o un primo cittadino che supervisiona e coordina con rigore la presa in carico e la serietà di chi la gestisce. Per me non c’è dubbio su quale sia la strada da preferire: basta solo riflettere con la propria testa senza lasciarsi trasportare da semplificazioni inutili e dannose.

Non è più tempo per le parole. La nota riportata nell’articolo qui sopra dice in modo molto chiaro cosa ci aspettiamo in segno di serietà e buona volontà. E anticipa come e quanto la disponibilità a mettersi in ascolto in mezzo a sordi sia ormai al lumicino.

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PROFUGHI: se la toppa è peggio del buco.
La politica è fatta dalle persone e nessuno ha primogeniture ed esclusive. Solo insieme si cresce. Se c’è onestà intellettuale e vero amore per la causa del bene comune, le diverse appartenenze sono contenitori che indicano vie possibili, non compartimenti stagni che creano realtà parallele.- Stefano Cugini

Qualità non è privilegio, non è dare a qualcuno e togliere ad altri. Qualità é un modo di intendere, una filosofia che si traduce in azione. Ci può essere qualità e dignità anche in un’accoglienza o in una sistemazione modesta ed essenziale: ce lo hanno insegnato i nostri nonni in tempo di guerra e carestia.

Oggi, anno del Signore 2016, con soldi pubblici in gioco, in un contesto avanzato come quello emiliano romagnolo, la qualità é una scelta, l’intervallo di confidenza tra il margine di profitto che un imprenditore cerca e che lo rende diverso da chi si concentra invece sull’aiuto umanitario e la tenuta sociale collettiva.

Venderla diversamente, aggrappandosi all’idea di emergenza, é una scusa misera.

Dalla Prefettura il fastidio per le mie parole. Non mi sono mai sottratto alle domande dei cronisti, su nessun argomento, per rispetto del lavoro altrui e perché io non ho niente da nascondere o di cui vergognarmi.

Finché godrò della fiducia del Sindaco, svolgerò il mio ruolo a testa alta, facendo scelte indipendentemente dalla loro popolarità, assumendomi responsabilità e accettandone le conseguenze. Quando dico qualcosa, si basa su presupposti di verità dimostrabili.

Sua Eccellenza il Prefetto deve rispondere ad Angelino Alfano. Io invece alla mia coscienza e a ogni singolo cittadino di Piacenza, la mia città.

Perciò si, parlo alla mia gente anche attraverso la stampa, in omaggio a quella trasparenza, a quell’idea di amministrazione come “casa di vetro” che o si pratica, o son solo parole al vento.

Se qualcuno non condivide questa abitudine, ne spieghi i motivi alla comunità.

Il bello di tutta questa vicenda è che pure il gestore ha trovato il coraggio di parlare, dimostrandosi poco coordinato, sul piano della comunicazione, con chi dovrebbe coordinarlo. Ho letto attentamente le sue dichiarazioni, ricavandone tre semplici domande:

  1. lunedì 14/11 ho risposto a un’interrogazione del consigliere Putzu e, a precisa richiesta, leggendo una nota della Prefettura, ho escluso arrivi diretti dagli sbarchi. Come mai il Sig. Loranzi dichiara che «i profughi di Lampedusa arrivano direttamente alla Bossina senza altri filtri»?
  2. Se, come dichiarato dal Sig. Loranzi, «la Bossina é una struttura che offre da lavorare a 10 persone», dove si trovavano e quale supervisione esercitavano questi dipendenti nel mentre in cui gli ospiti si divertivano a dare la caccia, scuoiare e cucinare una nutria nel cortile?
  3. A fronte di «fatture su fatture, che attestano spese per migliaia di euro, inerenti cibo, farmaci, indumenti» come giustifica il Sig. Loranzi il verbale di Ausl, laddove cita «condizioni igieniche della struttura in generale, e in particolare di stanze e servizi igienici, fortemente carenti in conseguenza della mancanza di una regolare pulizia, dell’assenza di personale dedicato e della sostanziale assenza nella struttura di materiali e prodotti utili allo scopo»? O dove constata «condizioni personali degli ospiti molto carenti, abbigliamento indossato inadeguato alla stagione, o comunque evidentemente di recupero», con gli stessi ospiti a lamentare «la mancata fornitura di indumenti e scarpe adeguati, di coperte e di prodotti per l’igiene personale (sapone, shampoo)? O – ancora – un locale cucina con «attrezzature obsolete, supporti di sostegno invasi da ruggine, frigorifero e congelatore non adeguati, condizioni di pulizia scarse per arredi, attrezzature, utensili, boiler con portata d’acqua insufficiente», ecc ecc ecc?

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PROFUGHI: Corte Bossina, esempio di come non si fa accoglienza.
La politica deve essere operaia, fatta di esempio e sacrificio. Senza il primo non c’è credibilità. Senza il secondo manca la spinta al miglioramento.- Stefano Cugini

Si può chiamare in tanti modi: cocciutaggine, ostinazione, anticonformismo. Per me é coerenza. Se continui a urlare al vento le cose ovvie che amministrando hai il dovere di garantire alla tua gente (parlo di sicurezza, dignità, rispetto delle regole) e in troppi fanno orecchie da mercante, poi finisce che ti muovi direttamente, per il bene comune.

Ho un elenco di servizi mantenuti, migliorati o aggiunti per i nostri anziani, i nostri disabili, i nostri minori e le nostre famiglie. Questa é equità sociale.

Ai nostri profughi, che sono esseri umani, che non ci siamo scelti ma dobbiamo in qualche modo gestire in mezzo a tanta dabbenaggine ed egoismo, cerchiamo di trasmettere valori e aiuto, con lo stesso impegno e rispetto che usiamo per tutti. Questa é solidarietà umana.

blitz a cascina bossina
Ho fatto un bel casino negli ultimi giorni, presidiando la richiesta del Sindaco all’Ausl per un sopralluogo di verifica delle condizioni igienico-sanitarie a Corte Bossina, struttura in cui si accolgono (male, a mio giudizio) un gran numero di richiedenti asilo.

Andatevi a rileggere il discorso di JFK sui diritti civil, 11 giugno 1963.

Questa Nazione è stata fondata da uomini di origini e nazionalità diverse, in base al principio di uguaglianza di tutti gli uomini. Ogni volta che vengono minacciati i diritti di uno di essi, anche i diritti degli altri ne risultano sminuiti. Oggi siamo impegnati in una lotta mondiale per promuovere e tutelare i diritti di tutti coloro che aspirano ad essere liberi” (…) Ciò che dobbiamo affrontare è prima di tutto un problema morale.

A partire dallo schifo che abbiamo trovato e a prescindere dalla possibilità di sistemare le cose che non vanno, penso che posti come questo debbano essere chiusi proprio perché se ne fregano dei valori di riferimento che prescindono da qualsiasi prescrizione normativa, dei protocolli, delle convenzioni o degli avvisi. Valori non derogabili per un’accoglienza seria, dignitosa ed educante, funzionale al percorso di inserimento e integrazione che coincide “con” e continua “dopo” il progetto individualizzato in struttura.

Al contrario, il mancato rispetto e la non trasmissione di questi valori, rendono ancora più precaria questa già difficilissima gestione di un fenomeno ormai strutturale, favorendo tensione sociale, incomprensione reciproca, emarginazione, mancato rispetto delle regole di civile convivenza.

cascina bossina

Se non trasmettiamo questi valori, ci prepariamo a consegnare forze fresche alla delinquenza locale. Spetta alle istituzioni, se degne di questo nome, non solo sanzionare i gestori che pensano più all’utile d’impresa che all’aspetto umanitario, fino a escludere quelli che reiterano le inadempienze o ne commettono di particolarmente gravi, ma cacciare dal sistema chi ignora la giusta filosofia. Per autotutela e monito a tutta la rete di accoglienza.

I cittadini, che subiscono disagi crescenti in proporzione allo scarso coordinamento istituzionale, hanno il diritto di sentirsi tutelati da chi li rappresenta, potendo contare sull’efficacia dei progetti, la prontezza dei controlli, la trasparenza della rendicontazione.

Non è ammissibile correre il rischio che s’ingenerino, nella percezione pubblica, zone d’ombra e timori rispetto a possibili infiltrazioni di malaffare, come già più volte è capitato altrove.

Quegli imprenditori che si fingono filantropi, a casa nostra, devono capire che il loro modo di fare impresa non va d’accordo con la filosofia di accoglienza che il Comune di Piacenza sta portando avanti, con fatica ma con altrettanta forza e coerenza, a tutela di tutti, in primis della comunità piacentina.

Al Sig. Loranzi, proprietario di cascina Corte Bossina, che mi ha definito uno “che si agita con riflessioni e dichiarazioni prive di ogni fondamento di verità, dettate da risentimenti, velleità personali e ricerca continua di visibilità sulla stampa“, rispondo che la mia velleità é far bene il mio lavoro, anche se dà fastidio a qualcuno. Per i fondamenti di verità, invece, é affare della Procura della Repubblica.

Nella nostra città, d’ora in poi chi deroga scandalosamente da questi principi, lo denunciamo. Senza se e senza ma. Perché o si traccia una strada diversa, o si é conniventi.

Così, tanto per essere chiari.

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CRONACA. Forza Nuova, panzane fasciste sui profughi
Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.- Henry David Thoreau

forza-nuovaC’è un #fascismo strisciante che aleggia a livello planetario. Ha molte facce, e dalle realtà locali si spinge fino a candidarsi alla Casa Bianca.

In #Europa tira un brutto vento da un po’, svilente e offensivo del sogno dei padri fondatori, tra cui i nostri Spinelli e De Gasperi.

Un fascismo subdolo, che lancia il sasso e nasconde la mano, che si irrita se lo indichi, quasi a voler tramare nell’ombra. Un nero che va mescolandosi ad altri colori e si fa scudo della presunta fine delle ideologie. Ne sono preoccupato, non ho paura a confessarlo.

Corsi e ricorsi storici, basta guardare cosa è successo dopo (e a causa de) l’altra grande crisi, quella del 1929. Non ne faccio questione di destra e sinistra, giusto per chiarire. Non c’entrano gli animi riformisti o conservatori.

I veri poli sono i rigurgiti fascisti da un lato e lo spirito resistente, quello che oggi nessuno interpreta meglio di Papa Francesco, dall’altro. È importante individuare in modo chiaro chi sceglie dove stare rispetto a questi due piani.

Inutili e dannose le barriere ideologiche, ma guai a disconoscere i nobili ideali, quelli che tracciano la via e impediscono di prender per buono tutto e il suo contrario, a seconda della convenienza del momento.

Leggo la nota dei neofascisti di Forza Nuova Piacenza sui criteri del bando di accoglienza profughi della forza nuovaPrefettura e sul trattamento che come servizi sociali staremmo riservando a una piacentina in difficoltà.

Che dire: posso solo provare i brividi di fronte a tante menzogne e alla volontà di confondere il prossimo.

Mi rivolgo dunque a ogni piacentino serio, per chiedergli – per favore – di non cascarci. A questa disinformazione, per fortuna, possiamo opporre la verità dei fatti.

Chi ha dei dubbi, delle curiosità o vuole avere informazioni, numeri o chiarimenti, mi venga a trovare. Il Sindaco ci chiede di stare tra la nostra gente e per noi assessori è un piacere, oltre che un dovere. Ricevo tutti i venerdì dalle 10,30 alle 12,30 in Via Torricella, c/o il Centro per le Famiglie. Basta telefonare allo 0523/492720 per fissare l’appuntamento.

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MSNA, a tu per tu con il Governo per parlare di minori non accompagnati
È inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.- Italo Calvino

#‎MSNA‬ ‪#‎minori‬ ‪#‎stranieri‬ non accompagnati.

prefettura bolognaStamattina in Prefettura a Bologna importante riunione con Mario Morcone, Capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione presso il Ministero dell’Interno.

Un grazie sentito alla Vice Presidente della Regione Emilia Romagna, Elisabetta Gualmini, che ha fatto tesoro anche della richiesta avanzata nella mia lettera di qualche tempo fa e organizzato questo appuntamento.

Davvero ne sono uscito con l’impressione che stavolta il tema sia stato compreso, il gioco di squadra sdoganato e la volontà di non lasciare più gli enti locali con il cerino in mano, bene espressa.

Noi non abbassiamo la guardia sul tema minori stranieri non accompagnati, prima di tutto perchè sono i numeri ad imporlo, secondo perchè è un argomento sotto la lente dei cittadini e della politica per ciò che riguarda i costi di gestione.

Quando il minore è un “ospite inatteso” il problema è serio, perchè la legge impone all’ente locale di farsene carico completamente come fosse il genitore. La gran parte di loro arriva con il sogno di un riscatto sociale, altri invece sono tristemente pilotati da figure irresponsabili che lucrano sulla loro pelle. I minori vengono ospitati in strutture a bassa soglia quando sono prossimi al compimento del 17esimo anno, o in strutture protette.

fonte: Zerocinque23.com

msna il comune genitore di 90 adolescenti

Stante la situazione e dopo i vari appelli, spero di vedere un po’ di luce in fondo al tunnel. A questo proposito, il fatto che anche la parlamentare Sandra Zampa sia intervenuta citandomi, mi conforta non poco. Vedremo gli sviluppi…

msna zampa

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PROFUGHI. I gestori li individua la prefettura. Questo è “analfaleghismo”!
È inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.- Italo Calvino

profughi richiedenti asiloChe immeritata attenzione mi riserva la Lega Nord – #legapound.

Visto che bravi ad andare a rimorchio delle altrui considerazioni? Peccato siano smemorati, perché anche il più distratto dei lettori sarà ormai stanco di sentirmi ripetere concetti che, nelle mie parole, non cambiano significato da mesi.

Io parlo di “qualità” perché ho a cuore la dignità delle persone e perché penso che progetti seri siano la migliore soluzione per non creare tensioni sociali.

Solidarietà umana ed equità sociale. L’ho detto centinaia di volte.

Altre interpretazioni sono frutto di ignoranza o strumentalizzazione.

A questo gioco tra intolleranti e buonisti non ci sto. Non mi appassiona e soprattutto non ho tempo.

“Organizzazioni ideologicamente vicine, cooperative e associazioni amiche, serbatoi di voti”? Ma avete preso un’insolazione? I bandi per individuare i gestori li fa la Prefettura.

Parlare di business delle Coop rosse a Piacenza equivale a blaterare, niente di più. Contenti loro…

Se comunque hanno dubbi in proposito, citofonare via San Giovanni. Non gridino “al lupo”. Vadano nelle sedi preposte a fare gli esposti del caso. Altrimenti danno l’idea di parlare tanto per soffiare sul fuoco del populismo.

Sarà mica perché anche la paura è un serbatoio di voti? Sul welfare cittadino poi, i numeri del bilancio sono a disposizione: se faticano a leggerli, e se non sono troppo impegnati a far propaganda, possono passare in via Taverna e ci troveranno a disposizione per spiegare cosa facciamo tutti i giorni: assessore, dirigenti, funzionari, operatori.

Gli immigrati sono talmente al centro delle nostre politiche (a sentir questi signori) che a Piacenza circa il 9% del bilancio 2015, relativamente ai servizi sociali, è dedicato a questa voce, (in gran parte assorbita dai minori stranieri non accompagnati, obbligo di legge), a fronte di un 36% destinato agli anziani, di un 23% ad adulti e disabili, di un 26% ai minori.

Mi imputano il torto di voler insistere sull’accoglienza. Ebbene si. Non la “solita”, però. È abbastanza evidente che così com’è mi piace poco. Se fossi contrario all’accoglienza, sarei della Lega, ma mi manca il physique du role.

La Lega preferisce vedere i barconi affondare (quando dicono di “aiutarli a casa loro”, in Stati – vedi Libia – di fatto senza un governo, vien da chiedersi se “ci fanno o ci sono”), io – che se ci fossero le condizioni, sarei pure d’accordo sul portare anche aiuti in loco – considero prioritario soccorrere chi ha bisogno.

La Lega parla di invasione, io cerco di spiegare che in Europa finora si assiste a un arrivo ogni tremila abitanti. La Lega alimenta la guerra tra poveri con le balle sui 40€ agli immigrati o gridando che l’aiuto ai migranti va a scapito degli italiani (falso, falsissimo); io riconosco in chi ha la necessità di essere aiutato e in chi può dare questo aiuto le uniche due categorie in cui dividere gli esseri umani.

Per mia fortuna, ho un partito, il PD, all’interno del quale la pensiamo diversamente su molti temi ma non su questo. A proposito di italiani: adesso che in via Bellerio hanno individuato il nuovo nemico nello straniero brutto, cattivo (e terrorista), considerano finalmente italiani anche i meridionali, quelli per cui fino a pochi anni fa volevano segare in due il Paese? Quelli per cui speravano che il Sud Italia affondasse? Così, tanto per saperlo.

Invece di coltivare la fobia del Pd, invece di perdere tempo con le irruzioni in Consiglio Comunale condite da minacce, invece di attaccarci, sempre in tema profughi, perché “se ci fossimo svegliati prima e avessimo ascoltato le loro parole, ora non ci troveremo in questa situazione”, come ho già suggerito, vadano a riguardarsi in rete il video di Roberto Maroni, si proprio lui, quando sosteneva che “tutti devono accogliere profughi e clandestini”.

Va a finire che il PD sta proprio ascoltando le loro parole; è la Lega ad avere la memoria corta, o a cambiare idea a seconda della comodità…#sciacalletti

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PROFUGHI. La qualità nell’accoglienza è “il” tema.
Un politico può promettere. Un amministratore deve dimostrare.- Stefano Cugini

profughi richiedenti asiloQualità nell’accoglienza non significa, come qualche scienziato mi ha fatto notare, wi-fi gratis, TV satellitare e albergo a quattro stelle.

Vuol dire riconoscere in queste persone esseri umani, ognuno con una storia; vuol dire ridare dignità, mettere le basi per una minima comprensione della lingua, spiegare loro dove sono, come si vive qui, quali sono i doveri e quali diritti ne derivano.

Implica far capire quei comportamenti che per convenzione sociale qui sono ritenuti opportuni e quali invece disdicevoli.

Qualità nell’accoglienza è responsabilizzare rendendo chiari da subito i contorni del progetto nel quale questa gente è accolta: un percorso che ha un inizio, uno sviluppo, una fine.

 

Dal primo giorno si prepara l’uscita futura, aiutando l’acquisizione di strumenti per proseguire poi da soli. Qualità è l’evidenza che o impari un lavoro e te lo cerchi o ti troverai col sedere per terra nel giro di qualche mese.

Niente di più, niente di meno di quello che facciamo tutti i giorni con la stragrande maggioranza degli utenti dei servizi sociali. Finché tutto sarà troppo sbilanciato sulla sola sistemazione “logistica”, le cose andranno sempre peggio.

Alcuni gestori questo principio lo conoscono bene, altri pare lo ignorino. Urge rimediare.

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PROFUGHI. Sull’accoglienza il Prefetto sbaglia parole, momento, contesto.
Noi dobbiamo essere quelli che girano tra la gente, tendono le mani, lanciano messaggi, mostrano volti, propongono esempi. Partigiani dell’azione civile in un mondo con poca memoria, che prova ostinato a ripetere errori passati. ‪”Mai piú‬” o si costruisce giorno per giorno, o resta uno slogan che sa di muffa e ipocrisia.- Stefano Cugini

“Questa mattina sono arrivati 11 nuovi profughi che saranno sistemati nel Comune di Piacenza anche se non c’è la disponibilità”.

profughi richiedenti asiloDal Prefetto parole sbagliate, nel momento sbagliato, nel contesto sbagliato. Spiace leggere questi virgolettati che sanno tanto di resa.

Se la questione non si può risolvere a livello locale, conviene che assuma rilevanza regionale e, se serve, nazionale. Con questa linea ‪#‎piacenza‬ subisce e questa opzione non è considerabile.

Finora (non è la prima volta che lo sostengo) il nostro senso di responsabilità è stato mal ripagato, finendo coll’essere scambiato per arrendevolezza.

Non ci tocca che finirla di fare i dialoganti e cominciare a metterci per davvero di traverso. D’altronde è molto più semplice l’ostruzionismo.

Penso sia un atteggiamento debole e perdente, ma oggi sembra che qualcuno si impegni molto a far credere il contrario.

I nostri non sono i bla bla xenofobi dei soliti noti. Noi crediamo nel dovere dell’accoglienza a chi ha bisogno. Vale per i profughi, vale per tutti. Ci sentiamo in dovere – in quanto esseri umani – di offrire aiuto al recupero di una minima autonomia, nel rispetto della dignità delle persone.

Parlo di sostegno dato “anche” e non “al posto di”. Noi rigettiamo l’idea di alimentare la guerra tra poveri, lasciamo ad altri questo disgustoso esercizio.

Però, per garantire solidarietà umana ed equità sociale bisogna rispettare importanti equilibri, economici e organizzativi. Se mancano i presupposti per ottenere questa garanzia, per indisponibilità o mancanza del giusto carisma, allora è il momento di chiamarsi fuori e correre in solitaria.

Il film è già visto: la Prefettura, non riuscendo a trovare la quadra, si appella ai privati perché mettano locali a disposizione, salvo poi arrendersi di fronte a quei sindaci che fanno opera di dissuasione su questi soggetti (vantandosene pure pubblicamente).

Tra l’altro, la questione è maldestramente presa al contrario. Prima di cercare spazi da stipare di persone, sperando poi nel buon cuore di qualche associazione per arrabattare qualche forma di sostegno, bisogna individuare soggetti che abbiano davvero volontà, cultura, competenze per preparare un progetto di accoglienza degno di questo nome. Altrimenti si corre il rischio di attirare chi vede in tutto ciò solo una possibilità di guadagno.

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