bullshit, casta e dintorni, società
Memoria corta

il Sindaco nell'angolo

"La politica non si salva con le frasi a effetto, ma con il cuore e la passione di chi sente il privilegio, nei diversi ruoli, di rappresentare una comunità intera. Con la disponibilità di chi coglie il dovere di creare condizioni e occasioni per gli adulti del futuro. Con serietà, piedi per terra e coscienza di cosa vuol dire essere "cittadino". Chi ama la politica cerca le persone, non le categorie. Chi ama la politica, prova a unire.”

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Le idee dei cittadini raccolte per riqualificare del quartiere

| Patrizia Barbieri sotto stress

Un conto, per un primo cittadino davvero "di tutti" é denunciare la scarsa efficacia - se tale la si ritiene - di quanto fatto da altri; ben diverso é lanciare infondate accuse.

Duole constatare che il Sindaco di Piacenza non perde il vizio. Appena in difficoltà (più o meno sempre ultimamente, dato che sta tradendo parecchie promesse ai suoi elettori, barcamenandosi tra il nulla di fatto e l’opposto del suo programma), attacca chi c’era prima.

Dire che il quartiere Roma é una zona abbandonata da anni é una balla che dimostra inconsistenza politica e amministrativa. Non solo: é un’offesa alle tante realtà che da tempo stanno profondendo un impegno senza pari per togliere alla zona l’etichetta che altri, con molta superficialità, le appiccicano addosso.

Significa non riconoscere nemmeno il lavoro dei propri collaboratori, tra cui la stessa polizia municipale, cinicamente presi nel tritacarne del perenne scontro partitico con il presunto nemico che, anche quando tace e ti lascia fare, va tirato per la giacca per giustificare le proprie mancanze.

Ma come, anni a criticare e fare interrogazioni sul percorso partecipato di “Porta Galera 3.0” e oggi si stende un velo, come non fossero mai esistiti, sul Centro famiglie, Belleville, i mercatini, le feste, Matti da Galera, Artisti da giardino, la Fiera dell’editoria, l’ambulatorio di via Pozzo, l’Urban Hub, i progetti con la scuola, con Svep e il mondo del volontariato, i lavori di recupero della facciata dell’Alberoni, il rifacimento della sede stradale, il piano di abbattimento del traffico “parassita”?

Che dire del nucleo dedicato di polizia locale, dei locali chiusi, degli sgomberi negli appartamenti (addirittura un’intera palazzina), delle licenze sospese, dell’ironia per la mia costante presenza zaino in spalla nell’area…

Memoria corta o interessata dimenticanza?

Un conto, per un primo cittadino davvero “di tutti” é denunciare la scarsa efficacia – se tale la si ritiene – di quanto fatto da altri: mossa legittima, che di solito anticipa la volontà di un cambio di passo spedito; ben diverso é lanciare infondate accuse di disinteresse e abbandono, quando basterebbe studiare senza pregiudizi le precedenti esperienze per capire quanto materiale é già a disposizione.

Se ci fosse buona fede in simili affermazioni, mi aspetterei almeno un po’ di imbarazzo, figlio della presa di coscienza di aver detto una stupidaggine.

Per ora, nonostante leggi che danno più strumenti ai governi locali per agire e al netto di un cambio della guardia in Prefettura che per gli addetti ai lavori significa qualcosa, nell’ansia di una situazione che peggiora – incredibile a dirsi, dopo l’installazione dei divisori anti bivacco sulle panchine dei giardini Margherita (!) – il buon vecchio scaricabile é l’unica strategia concreta.

Il consiglio é sempre lo stesso: zero scuse, pancia a terra e meno slogan, che poi vi si ritorcono puntualmente contro!

open consiglio, politica
Bonifica di massa!

Bonifica di massa

"La politica non si salva con le frasi a effetto, ma con il cuore e la passione di chi sente il privilegio, nei diversi ruoli, di rappresentare una comunità intera. Con la disponibilità di chi coglie il dovere di creare condizioni e occasioni per gli adulti del futuro. Con serietà, piedi per terra e coscienza di cosa vuol dire essere "cittadino". Chi ama la politica cerca le persone, non le categorie. Chi ama la politica, prova a unire.”

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NUMERO INDICATIVO DI MINORI AL CAMPO NOMADI

| Heil giofani patani!

Allucinanti affermazioni dei consiglieri Garilli e Reboli, che in tema di campo nomadi sbragano e ripescano frasi da Olocausto. Sono certo che hanno espresso male, malissimo, idee loro molto meno estreme di quel che sembra, ma resta il fatto che i due ora sono amministratori pubblici.

Eccezionale consigliere Garilli! L’impeto dell’età rende il suo leghismo primordiale e incontenibile.

L’onore del ruolo al momento non frena l’idea che per essere degno pretoriano col fazzoletto verde si debba sempre e comunque spararla grossa. Ogni volta che si prenota a parlare, si può star certi che qualche perla è pronta a stagliarsi nel cielo del dibattito politico piacentino.

Così, dopo aver definito l’antifascismo una “cagata pazzesca” e aver rassicurato un folto pubblico che lui non è razzista, figurarsi che ha pure amici argentini (cit.), eccolo ieri venirsene fuori con l’idea che per risolvere i problemi in via Roma serva una bella

bonifica di massa

Per carità, mica è solo. La sua vicina di banco Chiara Reboli, a proposito di campo nomadi, ha candidamente sostenuto che

gli allacci abusivi se vanno a fuoco delle roulotte non è di sicuro colpa del Comune; l’acqua sarà un bene vitale ma se non paghiamo le bollette a noi ce la staccano

Io mi rifiuto di credere che pensino davvero quello che il significato delle loro parole lascia intendere. Non sono mostri ma ragazzi per bene, al netto di queste panzane.

Dico solo che bisognerebbe tornare a dar peso ai termini che si usano e, nel loro caso, iniziare a capire che far parte di una maggioranza e avere l’onore di parlare dai banchi di un consiglio comunale non è la stessa cosa che poter “svaccare” in un bar, nella curva di uno stadio, o in qualche sezione di partito.

Rappresentare le istituzioni ha un peso e richiede uno spessore e un senso di responsabilità che spero per loro acquisiscano presto.

Per strada e in rete c’è pieno di balordi pronti a fraintendere, che non aspettano altro che sentirsi legittimati da qualcuno e comportarsi di conseguenza. Soffiare sul fuoco non è mai positivo.

Spiace per ora notare l’assordante silenzio di chi, per ruolo, esperienza e competenza, avrebbe l’autorità e il dovere di richiamare i giovani padani a maggior misura nelle espressioni.

I risolini divertiti a fari spenti, che al momento sostituiscono il biasimo, dimostrano la stessa poca responsabilità delle parole mal pronunciate a microfoni accesi da questi ragazzi.

dispacci resistenti, open consiglio
Giù la maschera!

Davvero non capisco perché Luca Zandonella tutte le volte che deve parlare del suo lavoro premette che parte da 15 anni di nulla di fatto di chi lo ha preceduto. Se non pestasse i calli ogni volta, non è che me ne starei ad aspettare un suo comunicato per rispondere.

Dato però che ha un gusto tutto suo a screditare lavoro, impegno e professionalità degli altri, non posso esimermi dal fargli notare le sue stesse contraddizioni.

Sta francamente diventando stucchevole il nostro assessore, oltre a dimostrare poco stile e il bisogno di avere sempre un nemico che serva da scusa preventiva.

Smettesse di avere l’ossessione della sinistra e cominciasse a fare, invece che a dire.

Oggi, per non farsi travolgere dalle polemiche di un quartiere Roma di nuovo sotto i riflettori dell’ordine pubblico, se ne è uscito con un comunicato in cui annuncia una pattuglia fissa di polizia locale da domani, 3 novembre.

Bene, significa che dopo aver distrutto, ricomincia a costruire, ripristinando quello che aveva ereditato dalla scorsa amministrazione e lasciato smontare dal comandante Vergante per le sue celebri “scorpionate“.

Non solo è un dejavù, ma un autentico autogol. Il nostro assessore si è fatto la spia da solo e, dopo averlo fatto intuire a denti stretti pochi giorni fa rispondendo a una mia interrogazione, con la nota stampa odierna è lui stesso a far intendere che fino adesso la zona diversamente da quanto ha sempre sostenuto non è stata coperta da pattuglie fisse.

D’altro canto, se così fosse non si spiegherebbe l’annuncio di oggi.

Tutto molto curioso, perché il 22 luglio scorso, durante una delle prime comparsate teleriprese ai giardini, ai giornalisti aveva dato informazioni diverse (ascolta l’audio)…

Speriamo di poter dire “buona la seconda”…

open consiglio, partecipazione
La ruota del pavone

Un piano di recupero per i Giardini Margherita sarà presentato a stretto giro dal Comune di Piacenza. Nuovo annuncio dell’assessore alla sicurezza Luca Zandonella. Molto bene. Tutto l’impegno che si può mettere sul quartiere Roma per me è gradito.

Mi piacerebbe però che la bulimia da azzeramento di tutto ciò che è stato fatto da chi c’era prima non prevedesse di radere al suolo, cospargendo poi tutto di sale, il percorso di Porta Galera 3.0. Lo dico per i cittadini e per le tante persone che ci hanno investito in termini di tempo e passione.

Chi ambisce a diventare un buon amministratore non può temere di riconoscere se chi lo ha preceduto ha lasciato materiale su cui costruire. Si risparmia tempo e si guadagna in esperienza. Soprattutto se dimostri, dalle prime parole, di non avere le idee ancora troppo chiare quando si tratta di andare oltre il titolo.

Le modalità sono ancora da definire, ma già da metà della prossima settimana una pattuglia fissa della Polizia municipale sarà presente all’interno e all’esterno dell’area verde” ha dichiarato il giovane assessore.

Curiosa dichiarazione: se fosse vero la presenza di una pattuglia fissa nei giardini Margherita, si tratterebbe di un arretramento rispetto al nucleo dedicato all’intero quartiere, già in servizio dagli ultimi mesi del 2016.

Il Quartiere non è all’anno zero, pensateci bene.

partecipazione, risultati, welfare e sanità
FATTO! Nuova viabilità a Porta Galera
Noi dobbiamo essere quelli che girano tra la gente, tendono le mani, lanciano messaggi, mostrano volti, propongono esempi. Partigiani dell’azione civile in un mondo con poca memoria, che prova ostinato a ripetere errori passati. ‪”Mai piú‬” o si costruisce giorno per giorno, o resta uno slogan che sa di muffa e ipocrisia.- Stefano Cugini

segnali-stradaliTra le 150 proposte dei cittadini, quelle su cui stiamo costruendo tutto il percorso di Porta Galera, ne abbiamo messe insieme alcune molto precise relative alla viabilità del quartiere.

In aprile ci eravamo stupiti della grande partecipazione alla serata dedicata alla rielaborazione dei queste proposte, oltre che del generale assenso all’idea di modifica da sperimentare.

Adesso partiamo, coerenti con le promesse e fedeli al progetto condiviso. Vediamo cosa ne esce.

Comunque sia, è una cosa pensata in comunità e questo per me dà un valore enorme ai lavori che stanno per iniziare.

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welfare e sanità
I primi risultati del nucleo di Polizia Municipale dedicato a Porta Galera

Ascoltare le pance e cedere allo spot delle ronde sarebbe stato molto più facile, ma qui il problema si vuol risolvere davvero. E vogliamo farlo insieme.

Un mese di attività del nuovo nucleo di Polizia Municipale dedicato a Porta Galera ha lasciato molti stupiti per i dati del lavoro fatto. Non me, che ci ho messo mezzo minuto a capire la determinazione di questi agenti e la passione per il loro lavoro.

quartiere roma primo mese squadra pm

Questi risultati dicono alcune cose:

  1. la coerenza di seguire un programma con convinzione, nonostante imprevisti, diffidenza, difficoltà, sgambetti vari, per fortuna a volte paga; 
  2. sono le persone a fare la differenza. C’è chi si limita al compitino e chi dà anima e cuore al proprio lavoro perché ci crede e lo vede più come una missione che come il tempo che passa tra due strisciate di cartellino;
  3. senza la fiducia della gente che decide di collaborare attivamente, non si va da nessuna parte. Fiducia che ti devi conquistare poco alla volta, mettendoci la faccia e sporcandoti le mani.

diritti, nuovi cittadini, partecipazione, società
CRONACA: evviva i buonisti che si sono presi cura di Marian!
La politica è fatta dalle persone e nessuno ha primogeniture ed esclusive. Solo insieme si cresce. Se c’è onestà intellettuale e vero amore per la causa del bene comune, le diverse appartenenze sono contenitori che indicano vie possibili, non compartimenti stagni che creano realtà parallele.- Stefano Cugini

homelessMarian è giovane, nemmeno quarantenne. Comunitario, ma lontano da casa, dove non vuol ritornare, per non sentirsi solo e abbandonato.

Marian conosce da troppo tempo la strada, la sporcizia, la malattia.

Arriva una mattina di primavera all’ambulatorio Arcangelo Dimaggio, in via Pozzo: è davvero mal ridotto. Da qui in poi è una storia di presa in carico, di accoglienza, di un incontro tra chi riconosce in te un essere umano e prova, sinceramente, ad aiutarti.

Succede così che curando il fisico, si comincia a curare anche tutto il resto, finché l’alcol smette di essere l’unico amico, il marciapiede smette di essere il ricovero abituale e sognare una vita normale, una casa e un lavoro torna a essere qualcosa meno di pura utopia. Da settembre Marian ha cominciato anche un corso di alfabetizzazione per stranieri.

Ordunque, cari buonisti che avete accolto Marian – perché dovete per forza essere tra quei buonisti che non pensano che tutti ‘sti stranieri finiranno per colonizzarci – vi è andata bene, questa volta, almeno pare.

Chissà, avrebbe potuto essere un terrorista che si fingeva accattone, o un vero accattone con ambizioni da terrorista, avrebbe potuto essere violento o psicopatico. Va là, alla fine era solo un uomo con tanto bisogno di incontrare tra i suoi simili qualcuno che gli tendesse una mano.

Strana gente, voi buonisti!

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nuovi cittadini, partecipazione
PORTA GALERA: sei mesi di ambulatorio in via Pozzo
Un politico può promettere. Un amministratore deve dimostrare.- Stefano Cugini

ambulatorioIl primo aprile 2016, in una calda mattinata, abbiamo inaugurato l’ambulatorio di prossimità intitolato al mai dimenticato Arcangelo Dimaggio.

Uno spazio famoso ancora prima di aprire, sorto dove prima c’era un locale che si distingueva per i problemi di ordine pubblico causati nel quartiere e per le peggiori frequentazioni.

Un servizio dedicato in particolare ai c.d. “ultimi”, che in molti avevano accolto con polemiche, scetticismo, se non vera e propria ostilità.

Come sempre, le cose bisogna conoscerle. Oggi i locali, utilizzati dall’associazione ADM con i suoi 75 volontari (7 medici, 15 infermieri, 21 cittadini attivi), oltre che dalla guardia medica dell’azienda USL, sono aperti al pubblico 4 giorni a settimana e stanno rapidamente diventando un punto riconosciuto e apprezzato dagli abitanti della zona.

La grande soddisfazione dei responsabili dell’Arcangelo Dimaggio è meritata: circa 180 interventi, tra prestazioni mediche, infermieristiche, prelievi e servizi di orientamento socio-sanitario.

Presto un altro corso di formazione per volontari e già in cantiere nuove iniziative per aumentare le ore di servizio. Ennesima conferma del fatto che quando un bisogno è letto correttamente e affrontato con passione e organizzazione, i risultati non si fanno attendere.

Olè!

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partecipazione, società
PORTA GALERA: “Il libro giusto”, la prima fiera di editoria indipendente a Piacenza
Ci spaventano le cose che non conosciamo, ma a volte è meglio conoscere una cosa per provarne una sana e consapevole paura.- Stefano Cugini

il libro giustoNel fine settimana Piacenza sarà teatro della sua prima fiera dell’editoria indipendente.

Grandi nomi, Gherardo Colombo, Gotti Tedeschi, Colagrande, Fontana e altri, per la nuova intuizione di quella fucina di idee “dal basso” che é la Fabbrica dei grilli di via Roma.

L’ennesima dichiarazione d’amore (che in tanti farebbero bene a far propria) alla città e a un quartiere in particolare.

Il libro giusto” é un bel titolo: rimanda al dolce tarlo, alla domanda senza risposta che il lettore sempre si fa. Perché il libro giusto non esiste, è solo un compagno di viaggio incontrato per caso, che all’atto di lasciarti, t’incoraggia a cercare ancora: altri viaggiatori, altri mentori, altri “giusti” tra i giusti.

È un apritisesamo per vivere la magia dei mille mondi che solo chi legge fa suoi, disponendone e perdendosi a un tutt’uno. A domanda, ho risposto che “Il Re, il Saggio e il Buffone”, di Shafique Keshavjee, è uno dei miei giusti, letto per la prima volta nell’età della frenetica ricerca dei tuoi zenit e nadir.

Nella sua semplicità è un testo ribelle, che interroga, leggero come sarebbe piaciuto a Calvino. Oggi, che per mandato soffro ogni giorno le storture del pregiudizio e dell’egoismo, l’enorme difficoltà di dare senso a una nuova genetica del corpo sociale, il “gran torneo delle religioni” pensato vent’anni fa da questo teologo afro-elvetico mi torna alla mente assai spesso.

Mettere a nudo i paradossi è compito di chi fa le rivoluzioni. Le religioni orientano le nostre vite. Indicano rette vie, predicano comunione e fratellanza, ma pure prestano il fianco a chi ne abusa, per segnare distanze e ghetti mentali. Si fanno oltraggiare da chi le invoca per uccidere in nome di un Dio, o solo per tradire la fiducia dei più semplici.

Siamo in crisi di autentica pietās, stia essa in uno sguardo, nel gesto o nella parola semplice, che elevano le diverse idee di fede con atti di carità ed educazione. Il mistero dell’esistenza, invece che farci cercare nel prossimo un sostegno alla nostra pochezza individuale, genera mostruose tassonomie: froci, clandestini, accattoni, galeotti, puttane, zingari.

il libro giusto

Grezze etichette con cui scaviamo solchi e puntiamo dita. Tentati a vomitare odio e (pre)giudizi, bolliamo di buonismo la complessità e il piacere del confronto. Siamo ormai indulgenti su tutto fuorché sulle differenze e i bisogni, che infastidiscono le nostre poche certezze piccolo-borghesi.

La bestemmia sta proprio in questa ricerca di purezza salvifica, spesso nel nome di Dio e delle sue molte forme, su strade che nessun Dio predica, che ignorano e ne smentiscono i precetti. Dov’é la coerenza? Con i grandi temi delle migrazioni (di cui dovremmo essere esperti per averle sperimentate sulla nostra pelle d’italiani), delle minoranze etniche e dell’inevitabile impegno alla convivenza, delle fragilità che non ci fanno più separare di netto, a noi ceto medio, “la casa dei mercanti, alta su quel monte”, da quella “dei servi, in basso dopo il ponte” (cit. Augusto Daolio), ripensare all’importanza di un comunitario appello all’apertura verso ciò che percepiamo come diverso è un dovere.

Abdennour Bidar, nella sua lettera aperta al mondo musulmano, dopo gli attentati di Parigi, invita le società ormai secolarizzate a ricordare che “il futuro passerà non soltanto dalla soluzione della crisi finanziaria ed economica, ma di quella spirituale, che attraversa tutta la nostra umanità”.

È un ammonimento forte, colto con molto anticipo da Keshavjee, bravo a mostrare la dignità di ogni confessione e lo spazio di dialogo insito in tutti i principi ispiratori. Allora, visto che di Re non sappiamo che farcene e che i buffoni sono dappertutto, non ci resta che trovare il saggio in ognuno di noi, quello che conosce la tolleranza e l’autocritica, premessa – e non opzione – a ogni giudizio che siamo sempre così pronti a dare.

Buona fiera de “Il libro giusto”.

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curiosità, risultati
Al via la squadra di Polizia Municipale dedicata al Quartiere Roma

municipale-sicurezzaL’avevamo promesso, ora è realtà! D’altronde Porta Galera 3.0 è un progetto nato per tenere insieme due dimensioni, ovvero il riempimento degli spazi con azioni positive e l’intervento per il ripristino della civile convivenza e del rispetto delle regole.

Sul primo versante, abbiamo oggettivamente invaso il quartiere con iniziative di ogni tipo.

Sul secondo stiamo arrancando: se infatti, nonostante una presenza costante di tutte le forze dell’ordine, la percezione dei cittadini – spesso supportata da fatti oggettivi – è ancora di una zona problematica, vuol dire che bisogna fare di più.

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In settimana è stata ufficializzata, a seguito di una parziale riorganizzazione del corpo di Polizia Municipale, la squadra dedicata al Quartiere Roma. Dopo quasi tre anni di sollecitazioni in tal senso, finalmente uno strumento ad hoc che, ne sono certo, colmerà l’ultimo miglio per dire che a Porta Galera la partita è stata vinta.

Buon lavoro gente!