dispacci resistenti, società
Il black friday dei lavoratori di Amazon

A Piacenza il black friday 2017 sarà ricordato come quello del primo sciopero dei lavoratori di Amazon.

Una mobilitazione destinata a lasciare un segno e a diventare simbolo di un ritrovato orgoglio di rappresentanza, di composta ma ferma contrapposizione allo strisciante principio che – oggi come oggi – la fortuna di avere qualcosa che assomigli a uno stipendio vada ripagata con l’accettazione passiva di qualsiasi condizione questo comporti.

Il venerdì piacentino ha dimostrato al mondo, col risalto mediatico avuto dalla protesta, che c’è chi dice basta a trascurare le conseguenze fisiche, psicologiche e sociali di impieghi alienanti e ad alto rischio di trasformare esseri umani in automi da produzione seriale, con algoritmi a governarne la vita.

Esistono soglie di diritti e tutele dei lavoratori che nessuno, compresi i colossi della globalizzazione, può pensare di non riconoscere.

Esistono livelli di dignità del lavoro impossibili da sacrificare sull’altare della velocità e dell’efficienza di un servizio reso al cliente-consumatore.

Amazon è un valore aggiunto per il territorio: ha portato a Castel San Giovanni circa 1600 contratti a tempo indeterminato e altrettanti, i cosiddetti interinali, chiamati nei momenti di maggior produttività (es. nelle feste natalizie).

Nel solo primo trimestre dell’anno, grazie alla produttività delle sue maestranze, l’azienda ha fatturato complessivamente 36 miliardi di dollari, con 724 milioni di utili.

Risultati che, dall’altro lato della medaglia, fanno emergere ritmi lavorativi incessanti e richieste di produttività altissime.

Non è lesa maestà ambire a una ridistribuzione dei profitti più equa con i protagonisti di questi successi, chiedendo un miglioramento in termini di premialità, welfare aziendale, conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Un’azienda di queste dimensioni ha il dovere di comprendere l’importanza che riveste per un territorio e di farsi attore della costruzione del futuro delle comunità di riferimento, cercando il giusto punto di equilibrio tra l’interesse aziendale al profitto e la creazione di economia e capitale sociale diffuso. Se la disponibilità a offrire posti di lavoro diventa un semplice “prendere o lasciare”, tutti ne escono più poveri, sotto ogni aspetto.

Siamo di fronte alla necessità di un cambiamento culturale, in cui anche il consumatore finale comprenda l’importanza della filiera che sta dietro alla sua consegna rapida, arrivata comodamente a casa.

Ancora una volta Piacenza può essere esempio e apripista.

Esprimo massima solidarietà ai lavoratori Amazon e alle organizzazioni sindacali che li rappresentano, unendomi al coro di inviti affinché il prossimo incontro tra l’azienda e le parti sociali, già annunciato, sia proficuo e possa raccontare al mondo del lavoro una rinnovata volontà di concertazione.

partecipazione, risultati, welfare e sanità
FRAGILITA’: 100.000€ dal fondo anticrisi
Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.- Henry David Thoreau

fatto orangeA Piacenza, da aprile 2015, abbiamo detto basta all’assistenzialismo applicato al welfare, introducendo il “Patto di Reciprocità” (PDR). Ebbene si, abbiamo giocato d’anticipo e non è la prima volta.

A distanza di un anno e mezzo arriva – su scala nazionale – il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), una misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni disagiate, nelle quali siano presenti minorenni, figli disabili o donne in stato di gravidanza accertata.

Come per il nostro PDR, il sussidio è subordinato a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa predisposto dai servizi sociali del Comune, in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole, nonché con soggetti privati ed enti no profit.

Il progetto coinvolge tutti i componenti del nucleo familiare e prevede specifici impegni per adulti e minori, sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni. L’obiettivo è quello di aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia.

Per accedere al beneficio il nucleo familiare deve ottenere un punteggio relativo alla valutazione multidimensionale del bisogno uguale o superiore a 45 punti. La valutazione tiene conto dei carichi familiari, nonché delle situazioni economica e lavorativa.

Il Comune di Piacenza a partire dal 2 settembre 2016 e fino al 31 ottobre 2016  ha accolto, istruito per quanto di competenza e trasmesso a INPS 170 domande di cui, a seguito dell’istruttoria di competenza di INPS, solo 34 sono state ammesse al beneficio. La parte decisamente predominante delle domande non accolte è stata esclusa per non aver raggiunto la soglia dei 45 punti. Da noi, al 31 ottobre 2016, parliamo di 98 nuclei (428 persone).

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Per aiutare queste famiglie escluse, d’accordo con le Organizzazioni Sindacali, abbiamo deciso di investire il Fondo Anticrisi 2016, a integrazione della misura nazionale del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) di cui al Decreto Ministeriale del 26 maggio 2016.

Riteniamo questa una scelta coerente con la nostra politica,  in particolare per il fatto di assumere la logica di collegare l’erogazione del contributo alla costruzione di un piano (in collaborazione tra servizi sociali, centro per l’impiego e, se necessario, AUSL) che preveda la responsabilizzazione del nucleo beneficiario e il suo inserimento in percorsi e interventi di politica attiva del lavoro con l’obiettivo di favorire l’occupabilità.

Inoltre l’erogazione mensile del contributo consente proprio di lavorare a un progetto condiviso con l’utente e di monitorarne l’andamento, cosa che più difficilmente si riesce a fare con la modalità del bando e dell’erogazione in un’unica soluzione.

In sintesi, come funzionerà?

  1. Formeremo la graduatoria in base al punteggio ottenuto nella valutazione SIA. In caso di parità di punteggio si considererà l’ordine cronologico di presentazione della domanda.
  2. Erogheremo un contributo anche in questo caso mensile, della durata di 6 mesi che, analogamente al SIA, sarà liquidato bimestralmente.
    Sulla base dei punteggi ottenuti nella valutazione multidimensionale relativa al SIA determineremo la collocazione in tre fasce correlate a tre differenti importi del contributo mensile per ogni componente del nucleo familiare (e attribuibile fino a un massimo di 5 componenti):
    – Punteggi uguali o superiori a 40 e inferiori a 45: contributo massimo;
    – Punteggi uguali o superiori a 30 e inferiori a 40: contributo medio;
    – Punteggi inferiori a 30: contributo minimo.
  3. Manterremo l’impostazione del SIA con riferimento ai piani di attivazione. Ogni beneficiario del contributo comunale dovrà quindi sottoscrivere un piano che preveda forme di attivazione e responsabilizzazione: interventi per favorire il reinserimento lavorativo (attività responsabilizzanti, tirocini, attività di formazione professionale), assunzione di impegni di cura, prevenzione e tutela della salute, etc., comunque nella prospettiva del perseguimento di una maggiore autonomia e del superamento della condizione di povertà.
  4. Escluderemo il riconoscimento del contributo del Fondo Anticrisi per l’anno 2017 dalla cumulabilità con altri sussidi comunali nell’anno 2017.

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