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FATTO! Lotta al razzismo, Piacenza sarà la capitale nazionale 2016
La politica è fatta dalle persone e nessuno ha primogeniture ed esclusive. Solo insieme si cresce. Se c’è onestà intellettuale e vero amore per la causa del bene comune, le diverse appartenenze sono contenitori che indicano vie possibili, non compartimenti stagni che creano realtà parallele.- Stefano Cugini

Inaug.Centro Belleville__164Questa è la nostra #costituzione, la più bella del mondo: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale»

Il razzismo è stupido, deviato, degenere. Dividere in categorie (i buonisti e i puristi) è comodo, un’innaturale semplificazione che denota pigrizia mentale o calcolo. Lavorare per governare le complessità è invece indice di coraggio, vitalità, responsabilità. Agire per fare del rispetto delle regole il filo rosso del vivere comune ha un valore incommensurabilmente più grande del rifiuto delle diversità.

Accettare la sfida è molto più figo di voltarsi dall’altra parte; crederci è molto più motivante di desistere; riuscirci è molto più produttivo di non averci provato. ‪#‎quipiacenza‬ ‪#‎unar‬

piacenza antirazzista

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curiosità, nuovi cittadini
CITTADINANZA. Lo sai che chi inizia un discorso con “io non sono razzista”…
 
È inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.- Italo Calvino

manifesto della razzaDella serie: “quella strana idea di piacentinità”

Dovrò rispondere in Consiglio comunale a un esponente di minoranza che mi pone alcuni quesiti su Acer e Erp.

La 1° domanda è: “quanti alloggi in città sono occupati da famiglie piacentine e quanti da famiglie di cittadini stranieri”.

Sono in difficoltà. Dando per scontato (anche se così non è, parlando di abitazioni) che con il termine “occupati” intenda dire “assegnati” e non “abitati senza titolo”, eccomi brancolare nel buio circa la definizione di “famiglie piacentine”.

Su quali parametri dovremmo fare questo censimento? Chi mi definisce, per favore, un piacentino?

Non so proprio dove recuperare gli indicatori scientifici del “piacentino del sasso”. Chiedo aiuto.

  • nato a Piacenza o residente?
  • se residente, da quanto tempo?
  • se nato a Piacenza, si intende solo la città o anche la provincia?
  • genitori: solo piacentini o valgono anche gli stranieri, i magotti, i terún?
  • se genitori piacentini: ne basta uno o entrambi?
  • nonni: tutti e 4 piacentini o ci accontentiamo di 3, 2, 1.
  • albero genealogico: fino a quale grado risalire?
  • dialetto: test di conoscenza o vale l’auto-dichiarazione?

Ammesso poi che si riesca a connotare questo arianesimo de noantri, andrebbe dunque esteso dal singolo alla famiglia. E allora, nuovo giro di giostra! Quando una famiglia può dirsi piacentina? Tutti i componenti o ne basta uno? Da quanto deve vivere in città il nucleo? ecc. ecc. ecc.

Mah. Ho provato a scherzarci su. Ma è un sorriso amaro il mio. Molto amaro.

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nuovi cittadini, partecipazione, società
CRONACA. X° settimana d’azione contro il razzismo: 17 – 23 marzo 2015
Per fare buona politica non c’è bisogno di grandi uomini, ma basta che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere. Sono necessarie, la buona fede, la serietà e l’impegno morale. In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga con l’essere un buon affare.- Piero Calamandrei

unar3Il razzismo è stupido, padre – o figlio degenere – del pregiudizio.

Chi vive il pregiudizio ha perso in partenza perché ha scelto di non guardare mai il lato oscuro della luna.

Il pregiudizio è gioco in difesa, paura della diversità, incapacità di cogliere nell’altro il legame profondo e indissolubile che ci unisce.

La diversità è sempre per confronto: non esiste senza qualcosa o qualcuno da cui distinguersi. In questo paradosso sta il senso della complementarità. Ego e Alter.

Chi gioca in difesa sceglie la stasi, la conservazione, l’immobilismo.

Mi piacerebbe un giorno festeggiare la settimana della valorizzazione delle diversità.

 

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