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Un alieno a Sant’Anna

Il Comune di Piacenza ha svoltato a destra e quest’anno a rappresentare la nostra medaglia d’oro al valore militare a Sant’Anna di Stazzema, là dove il 12 agosto del 1944 i nazisti (coi complici repubblichini) sterminarono 560 persone, é andato l’assessore Massimo Polledri.

Pronti – via, il primo segno di tutta la discontinuità possibile col passato: l’arrivo al Parco della Pace con un ritardo tale da impedire al nostro gonfalone di far bella mostra di sé durante la celebrazione della messa.

A stretto giro, l’inspiegabile assenza, unico tra i delegati in fascia tricolore, nel momento di accompagnare il labaro alla sfilata d’onore al sacrario.

Basta così? Neanche per idea! Non pago di queste mancanze di rispetto per una ricorrenza così importante, il nostro ha deciso di dimostrare a tutti che le molte parole spese dagli oratori presenti, contro ogni fascismo, discriminazione, contro le derive populiste e xenofobe che avanzano nel mondo, gli sono entrate da un orecchio per uscire immediatamente dall’altro.

In spregio alle toccanti testimonianze, forte condanna di molte prese di posizione ahimè più volte sentite proprio da Polledri e sodali vari (gli saranno fischiate le orecchie almeno un po’?), ecco che con la sua dichiarazione di circostanza alla stampa, tra le righe di un testo ben scritto, il leghista ultra cattolico é riuscito a infilare la nota “di parte”, vanificando in un amen il messaggio di un luogo simbolo, patrimonio dell’umanità:

Sant’Anna di Stazzema e la commossa, sentita commemorazione che si è tenuta oggi ci esortano a non chiudere gli occhi davanti agli eccidi del nostro tempo. Come in Nigeria, dove a causa dell’islamizzazione forzata i villaggi e le chiese (16 mila, dal 2000 ad oggi) vengono bruciati, le donne sono vittime di abusi indicibili e oltre 11 mila persone di religione cristiana sono state uccise in otto anni.

Islamizzazione forzata. Punto. Un solo esempio. Mirato.

Avrebbe potuto aggiungere, che ne so, un cenno a quel che stanno facendo in America i suprematisti bianchi della Virginia o ricordare cosa é successo a Srebrenica, perché la violenza si censura senza latitudini o etichette.

Macché: al posto dello spirito di Sant’Anna ha preferito fomentare la narrazione del nemico, insistere sulla crociata, opporre fazioni e ottusa ideologia, odio e divisioni alle suppliche di pace e tolleranza.

Quando si dice che non c’é peggior sordo di chi non vuol sentire

rassegna stampa, società
SARAJEVO mon amour!
La politica deve essere operaia, fatta di esempio e sacrificio. Senza il primo non c’è credibilità. Senza il secondo manca la spinta al miglioramento.- Stefano Cugini

BHTenere un discorso a ‪#‎Sarajevo, in Parlamento, rappresentando la mia città, è stata un’emozione forte. E quando le emozioni sono forti, è bello rifugiarsi nel calore di ciò che senti come casa tua, nelle tue tradizioni, negli esempi di chi ti ha indicato la strada.

Non per chiudersi ma, al contrario, per respirare a pieni polmoni la comunione tra le persone. Grazie Sig.ra Rambalda.

‪#‎oraesempreresistenza‬

bosnia erzegovina

Stefano i Semiha copia

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MEMORIA. Srebrenica, per non dimenticare
È inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.- Italo Calvino

BHPoi decidi che ‪#‎Srebrenica ti chiama e trovi che tra i tuoi compagni c’è chi ha perso il fratello in guerra e si era sempre rifiutato di fare questo viaggio della memoria e ora crede che sia venuto il momento perché non puoi andare da solo e chi invece viene per accompagnare il suo amico che accompagna l’italiano perché lui è proprio di quelle parti e la strada la conosce e sarà una nuova occasione per salutare i tanti suoi cari sterminati nel 1995.

Così, scritto tutto d’un fiato. Senza virgole. Perché anche tu che leggi ti senta un po’ soffocare come è successo a me pochi minuti fa.

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memorie resistenti, partecipazione, rassegna stampa, società
MEMORIA. Sant’Anna di Stazzema, che orgoglio tornare!
È inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.- Italo Calvino

"sant'anna di stazzema"Sant’Anna di Stazzema è come sospesa in una dimensione tutta sua. È un monito, oltre il tempo, senza spazio. Non andrebbe visitata durante le commemorazioni, ma in un giorno qualunque, quando sei solo e ti sembra quasi di sentirti gli occhi addosso di chi, su quei prati, non ha scelto, non era pronto a morire. Di chi non c’è più per l’atrocità dei suoi simili, per l’odio cieco del distruttore.

Ho fatto questa esperienza qualche anno fa e non mi è più uscita dalla testa e dal cuore. Ieri il ritorno, con il grandissimo orgoglio di rappresentare la mia città. Indossare la fascia tricolore è qualcosa di speciale, per chi ci crede davvero.

Oggi, in molte parti del mondo, nulla è cambiato in termini di massacri e barbarie.

Tocca a noi. Tocca anche a noi, in ogni piccolo dannatissimo attimo della nostra giornata, di tutti i nostri giorni, per tutta la nostra vita.

Fonte: Libertà.it

Come ogni anno, non mancava il gonfalone della città di Piacenza tra i labari e gli stendardi presenti alla cerimonia di commemorazione della strage di Sant’Anna di Stazzema, di cui ricorreva, il 12 agosto, il 70° anniversario.
Un appuntamento che l’assessore al Nuovo Welfare, Stefano Cugini, definisce “intenso e molto toccante”, sottolineando come dal borgo toscano “arrivi il monito alle giovani generazioni per opporsi all’oblio, alla dimenticanza. Ricordare è fondamentale, per comprendere ciò che è stato e preparare la strada affinché un simile abominio non abbia a ripetersi. Questo triste evento si è celebrato, del resto, in un momento in cui la barbarie della guerra è ancora forte e diffusa su scala internazionale: visitare luoghi come Sant’Anna di Stazzema, per ripercorrerne la storia, è la strada giusta per acquisire una responsabilità collettiva che spinga ciascuno di noi, a cominciare da chi ha ruoli e funzioni istituzionali, a farsi interprete e testimone dei valori imprescindibili della pace, del rispetto del prossimo, del dialogo tra i popoli”.

“Anche il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini – conclude Stefano Cugini – ha invitato i giovani rappresentanti delle scuole italiane ad appropriarsi del futuro per farne un luogo di memoria e di ricerca della verità, mentre Enrico Pieri, presidente dell’associazione Martiri di Sant’Anna, sopravvissuto alla strage del 1944, guardando i ragazzi ha raccontato loro di aver superato il rancore, perché conscio dell’inutilità dell’odio che anima tutte le guerre. In un silenzio irreale e intenso, carico di significato, li ha invitati a seguire il suo esempio”.

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società
MEMORIA. Un pomeriggio speciale a Sant’Anna di Stazzema
Per fare buona politica non c’è bisogno di grandi uomini, ma basta che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere. Sono necessarie, la buona fede, la serietà e l’impegno morale. In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga con l’essere un buon affare.- Piero Calamandrei

Sant’Anna di Stazzema: ogni volta che sorpasso il cartello in direzione Viareggio, mi dico “ci voglio andare”. Oggi il tempo non promette niente di buono; l’alternativa è tra la spiaggia e una passeggiata per negozi.

Come tutti i posti di mare, anche Viareggio con la pioggia mi sembra troppo malinconica. Michela non ha bisogno di troppe parole per leggermi dentro: “oggi andiamo in un posto che vuoi vedere da anni“.

I primi chilometri di pianura traggono un po’ in inganno. Superato il bivio, la strada comincia a inerpicarsi su una serie di tornanti che mostrano ora boschi sempre più fitti, ora una vista panoramica della Versilia da lasciare senza fiato.

Meno di mezz’ora e siamo a 660 mt, la temperatura è scesa da 34 a 21°, niente di ciò che ci circonda rimanda al paesaggio marino da poco abbandonato.

S.Anna si svela all’improvviso: la strada finisce e un piazzalino introduce a un bar, due case, una piccola chiesetta anonima. Mi aspetto chissà quali indicazioni e invece è tutto così tremendamente normale. Sembra una discrezione affettata, fatta apposta per custodire il peso di un dramma così terribile.

I passi sul sagrato mi rievocano preghiere, disperazione, angoscia. Par di sentire ancora il rimbombo delle raffiche di mitra, di vedere il fumo degli incendi.

Suggestione. Di certo una strana sensazione di coinvolgimento che né le spiagge di Normandia, né il sacrario delle Fosse Ardeatine mi hanno trasmesso.

Sembra quasi che nessuna delle 560 anime spezzate abbia mai lasciato il piccolo borgo, quasi a voler stringere in un freddo abbraccio i visitatori, marchiandone per sempre il ricordo per farsi testimoni di una barbarie che non deve (o dovrebbe) ripetersi mai più…

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