Sveglia!

"La coerenza è virtù importante, che alla lunga paga. Soprattutto, chi ti segue la percepisce. Inutile ostentare certezze che le tue parole smentiscono puntualmente. L'unico a cascarci, forse, sei tu.”

| Ribaltare la prospettiva

C'è tutto il tempo per dimostrare di aver capito la lezione. C'è il tempo per tornare ai contenuti, al dialogo, ai valori che non si svendono. Bisogna volerlo però...

Dopo le (auto)critiche, per chi è stato capace di farle, arriva il momento delle proposte.

Ma dal gruppo dirigente del Partito Democratico, capace di rimandare di mesi il congresso, perché tanto c’è tempo e gli elettori ci aspettano, per ora nulla. Vorrai mica per caso competere per davvero, senza sapere prima chi vincerà?

A noi poveri ultimi, legati a dei valori e sospesi tra l’incertezza che “il contenitore” sappia ancora rappresentarli e il cauto ottimismo nel vedere, dal basso, che in molti ancora credono davvero a una politica “altra”, resta il diritto alla provocazione.

Allora mi piacerebbe dire alla masnada di illuminati strateghi, con il mastice tra le terga e le poltrone romane, di farsi da parte (che tanto sembrano pugili suonati) e aprire a una nuova sfida di metodo che ribalta le posizioni:

  • dimissioni in blocco della direzione, da sostituirsi con una commissione congressuale formata da giovani under 40 indicati dai circoli dei territori, cui si aggiungano alcuni padri fondatori, tra i più rappresentativi e tra chi nel tempo ha dimostrato senso della misura e desiderio di includere (Veltroni, Prodi, tanto per citarne un paio).
  • avvio nei circoli di un percorso di contatto e confronto con la cittadinanza tutta dei rispettivi territori (elettori, simpatizzanti, critici, civismo spontaneo e organizzato, mondo sindacale, terzo settore, …) per avere idee e “polso” su cosa dovrebbe essere, nella logica di una vera rinascita, il Partito Democratico. Bagno di realtà? Si potrebbe vedere così!
  • Sulla base degli spunti dei territori e dei lavori della commissione, avvio del percorso di creazione delle mozioni congressuali, in senso fondativo e per questo senza leadership precostituite ma focalizzate sui contenuti di visione, contingente e prospettica, per rendere chiaro cosa vorrà essere il prossimo PD, come svilupperà la propria democrazia interna, quanto si farà contenibile, quale credibilità saprà darsi in termini di ascolto e coinvolgimento diffusi, quali battaglie vorrà combattere, chi vorrà rappresentare, di quali temi si farà portatore, come intende la questione europea, ambientale, il tema del lavoro, dei diritti, …
  • Elaborazione “dal basso” delle mozioni, partendo da bozze territoriali che via via si confrontano e si portano a sintesi nei livelli intermedi, fino ad arrivare a un congruo numero di proposte a livello nazionale. Basta mozioni calate dall’alto col nome del leader e fatte digerire nei circoli. Perdendo ovunque, ci siamo dati il tempo per riprovare percorsi di dialogo e confronto seri. Approfittiamone.
  • organizzazione di una tornata iniziale di primarie sui contenuti delle mozioni – SENZA indicazioni della leadership.
  • seconda tornata di primarie, con un congruo lasso di tempo per permettere a livello locale il dibattito, gli approfondimenti e le proposte sulla mozione scelta alle primarie, per dare un segretario e una classe dirigente, con un percorso di selezione dal basso verso l’alto, dai livelli locali, provinciali, regionali, per arrivare alla candidatura nazionale.
    Sistema per nulla snello, ma almeno credibile, che è poi il tratto che più ci manca oggi.

Serve una scossa e io amo la complessità, quando la posta è importante. Provocazione? Sciocchezze irrealizzabili? Dopo quello a cui ci hanno abituato negli ultimi periodi, in quanto a dignità, niente può dirsi sconfitto in partenza…

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