Bisogna spremere ogni goccia di positività da questo momento infame. Per esempio, si potrebbe pensare che l’emergenza CORONAVIRUS ci offre nuovi spunti su come riconvertire il vecchio ospedale di Piacenza, una volta pronta la nuova struttura.

La pensata originale non è mia, ma del Prof. Francesco Timpano. Tutto nasce da una chiacchierata tra amici in chat.

Secondo l’ex vicesindaco, immaginare il vecchio ospedale, in ottica futura e facendo esperienza di quel che succede oggi, come a un’area di backup in casi di emergenza sanitaria, potrebbe essere una soluzione importante.

Se consideriamo la posizione strategica di Piacenza, sarebbe facile diventare un polo di riferimento per tutto il Nord Italia, con le possibilità, anche di indotto, che ne potrebbero derivare.

Estendendo il ragionamento, perché non ipotizzare un grande centro di ricerca e formazione nazionale, magari europeo: laboratori all’avanguardia, dove task force pubbliche e private studiano e lavorano insieme per i medici, i farmaci, i vaccini e le cure del futuro.

Ci sarebbe per esempio il campo delle terapie cellulari (CAR-T) – farmaci di riferimento del futuro in ambito onco-ematologico, dove pure l’Azienda USL di Piacenza merita di essere autorizzata quale centro accreditato JACIE all’utilizzo delle nuove terapie salvavita.

Nel campo dei trapianti, Piacenza è oggi punto di riferimento della rete per i CTMO (Centri Trapianto di Midollo Osseo) dell’Emilia Nord. Il nostro laboratorio di diagnostica mutazionale collabora con l’U.O. Ematologia di Parma.

Consolidare in un futuro prossimo il lavoro del team di Immunogenetica e Manipolazione CSE di Piacenza – a supporto dell’attività trapiantologica del midollo osseo (staminali emopoietiche), sarebbe un vantaggio (e un vanto) per tutti.

Un’altra strada che si potrebbe battere, cosa più semplice con gli spazi adeguati a disposizione, sarebbe quella di pianificare un maggiore coinvolgimento della nostra sanità nella formazione di base e specialistica in campo medico e delle professioni sanitarie, stringendo i rapporti con l’Università di Parma.

Sono solo alcune suggestioni, ma il dato certo è che seguendo questa direzione potremmo fare del vecchio ospedale un vasto incubatore di cervelli ed esperienze al servizio della sanità.

Questa si che sarebbe eccellenza.

Pensieri positivi in epoca di CORONAVIRUS.

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