Leggo basito l’invito a vergognarmi che mi rivolge la candidata di destra Patrizia Barbieri, che ho avuto il piacere di conoscere solo pochi giorni fa. Tanto cordiale il saluto di allora, quanto maleducato il tono a stretto giro.

Sgarbato e ignorante, in senso proprio, poiché è evidente che parla per sentito dire di una vicenda che non conosce. La invito a scegliersi meglio i gobbi che dettano il copione, perché le parole usate a margine della visita a Telefono Rosa dimostrano che se è questo il grado di attendibilità che i piacentini possono aspettarsi, c’è poco da stare allegri e sarà meglio per il centro sinistra impegnarsi molto per non lasciare la città ad amministratori così superficiali.

Cara avvocato, non ho niente di cui vergognarmi, vado sereno a testa alta per l’impegno che ho messo in ogni giorno del mio mandato. Spiace constatare che invece di proporre la sua visione, si limiti ad attaccare a testa bassa, tradendo un’idea di politica litigiosa e lontana dai contenuti e, peggio ancora, dalla verità.

In questa fiera della disinformazione sarà il caso di dire ai piacentini, tra cui le responsabili di Telefono Rosa (casomai nutrissero dei dubbi), che è tanta la nostra volontà politica di sostenere il contrasto alla violenza di genere che è proprio grazie a noi che si sono triplicati i posti in casa rifugio e si è qualificato il centro su scala provinciale, attivando pure il servizio di reperibilità notturna.

Dirò di più, così vediamo se oltre che lesta a sentenziare, è anche onesta intellettualmente: le offro la possibilità di scurarsi, confidandole che dal 2016 a oggi il progetto è rimasto attivo solo perché il Comune di Piacenza, attraverso Asp, ha supplito ai mancati pagamenti degli altri distretti, i cui comuni capofila, Fiorenzuola e Castel San Giovanni, stanno dalla sua parte politica.

Parliamo di risorse per donne e bambini, vittime provenienti dalla provincia e ospitate in città a nostre spese. Noi abbiamo rispettato il protocollo anche una volta scaduto, a differenza di altri, da cui stiamo ancora aspettando i pagamenti. Avremmo forse dovuto mettere soggetti fragili in mezzo a una strada?

È tanto vero quel che dico, che abbiamo chiesto una convocazione ad hoc dell’ufficio di presidenza della conferenza socio sanitaria proprio per affrontare la questione, diventata insostenibile per le casse di Piacenza, oltre a non essere più tollerabile per banali ragioni di correttezza istituzionale. Per quanto riguarda poi i fondi statali, è difficile liquidare somme che non sono ancora arrivate nemmeno a noi!

Pensi un po’ signora candidata: nella foga dello scontro fazioso, ci ha definito insensibili e menefreghisti, insulti che, al limite, potrebbe indirizzare – cosa che noi con più eleganza non abbiamo fatto – al “suo” centro destra che comanda a Levante e Ponente.

Prenda atto di una cantonata che più grossa di così non avrebbe potuto essere. Quando cinque anni fa mi sono avvicinato per la prima volta alla politica è stato proprio per dare il mio contributo a superare questa distorsione del confronto pubblico, che crea solo rabbia e disaffezione nei cittadini.

Ho studiato molto e cercato di essere sul pezzo prima di aprire bocca. Nonostante la sua lunga esperienza, glielo consiglio per il futuro. Buona campagna elettorale.

Ci spaventano le cose che non conosciamo, ma a volte è meglio conoscere una cosa per provarne una sana e consapevole paura.- Stefano Cugini

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