Idee chiare e confronto

"La partecipazione infornata, che non può essere la scusa di una politica pavida per abdicare dai suoi doveri, è oggi il miglior modo per diffondere consapevolezza sulle questioni più importanti, che condizioneranno la vita dei piacentini nei prossimi decenni.”

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Area dell'ex proiettificio Pertite in metri quadri

| Parola ai piacentini

Una consultazione che dia ai piacentini la possibilità di esprimersi sulla collocazione del nuovo ospedale è un gesto di grande trasparenza, con cui la politica dà la garanzia al cittadino che non c’è trucco e non c’è inganno.

Tagliamo corto: sono contrario a cementificare il Parco della Pertite, a favore del verde e dell’ambiente. Non ho posizioni di altri da difendere o interessi di parte da portare avanti. Trovo sbagliatissimo non tenere in considerazione le migliaia di persone che anni fa si sono espresse per la realizzazione del parco nell’area, verso le cui opinioni nutro il massimo rispetto. Bon.

Chiedo però altrettanto rispetto quando esprimo le mie idee, senza essere additato per quello che non sono. Se in ballo ci sono partite così importanti, le tifoserie vanno messe da parte e devono prevalere buon senso e consapevolezza. Si acquisiscono strumenti per formarsi un’opinione non ingenua e poi si decide in libertà. Così dovrebbe sempre funzionare.

Proporre un nuovo REFERENDUM per dare ai piacentini la possibilità di avere l’ultima parola su dove sarà collocato l’opera pubblica più importante per eccellenza – l’ospedale – mi sembra un gesto di grande trasparenza, con cui la politica dà la garanzia che non c’è trucco e non c’è inganno.

A nulla vale la chiusura di chi dice che “spetta ai tecnici decidere”: di Ponzio Pilato ne abbiamo fin troppi. Gli esperti devono dire se i parametri richiesti dalla sanità ci sono o no. Gli urbanisti ci informeranno sulle caratteristiche della viabilità nelle varie zone. Nient’altro. Sta al popolo scegliere, perché poi per quarant’anni usufruirà del servizio.

La politica responsabile ha il compito di facilitare questa scelta rendendo disponibili tutte le informazioni utili.

Secondo me neppure richiamare il precedente passaggio referendario sta molto in piedi. Oggetto di questo nuovo referendum non sarebbe il parco della Pertite, che tutti vogliamo, ma la scelta dell’ubicazione del nuovo ospedale tra varie opzioni possibili e già tecnicamente idonee, che è altra cosa. Se lo vorranno, gli stessi 30.000 di sette/otto anni fa potranno confermare le loro intenzioni e convincere altri a farlo.

Il percorso in atto è buono. Si è composto un primo tavolo tecnico, con tutte le rappresentanze delle forze elette in Consiglio e la direzione dell’Ausl. Poi é già previsto che il confronto si allarghi ad altri soggetti, associazioni, comitati, prima di entrare nella fase della partecipazione più diffusa e approdare infine in Consiglio comunale per la scelta ultima.

Il primo risultato raggiunto é la conferma (finalmente) di quanto già detto dalla precedente amministrazione: l’ospedale nuovo serve. Lo chiedono i clinici e gli addetti ai lavori e lo hanno ribadito firmando unanimi la dettagliata documentazione del progetto che il Direttore Generale e il Direttore Sanitario ci hanno illustrato nella seduta iniziale. Fine delle speculazioni e delle dietrologie.

Il secondo elemento certo é che il recupero funzionale dell’ex Polichirurgico ha già alcune ipotesi concrete, avanzate dalla stessa Ausl.

Altro elemento oggettivo, dal punto di vista sanitario, riguardo i criteri da soddisfare per l’area che ospiterà la nuova struttura, é che tutte le proposte per ora all’attenzione (Lusignani, Partite, Opera Pia e La Verza) sono funzionali, con una preferenza per le tre aree più grandi.

Ecco, il pensiero che sta maturando nel PD è che, trasmesse queste e ogni altra informazione disponibile, tocchi ai cittadini esprimersi e ai consiglieri ratificarne la volontà.

Non mi pare un’ipotesi tanto peregrina.

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